Il coronavirus contagia il mondo del lavoro. Mentre si teme un’impennata dei lavoratori in nero

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiQuasi 1 milione di posti di lavoro persi. La pandemia ha provocato effetti devastanti nel mondo del lavoro, nonostante in Italia sia ancora in vigore il blocco dei licenziamenti.
L’Istat ha svelato i dati relativi al mercato occupazionale.
Mentre c’è chi teme che nel 2021, a causa dell’emergenza sanitaria, si possa assistere a un’impennata del lavoro nero.

I posti di lavoro persi in Italia nell’anno della grande pandemia da coronavirus

La Covid-19 ha avuto conseguenze pesanti per quanto riguarda il numero di lavoratori attivi.
A febbraio erano 22.197.000 gli occupati in Italia, 945.000 in meno rispetto a febbraio 2020. 277mila solo negli ultimi tre mesi.
A subire l’impatto maggiore i contratti a termine (-372mila) e gli autonomi, ai minimi storici: sono 4,8 milioni, 355mila in meno. Non sono stati mai così pochi. I dipendenti stabili hanno subito un calo, invece, di 218mila unità. L’incidenza maggiore è avvenuta tra gli under 35.

lavoratore
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Oggi il tasso di disoccupazione è al 10,2% contro il 9,8% di febbraio 2020. Per chi ha meno di 24 anni il tasso è salito di 2,6 punti, arrivando oggi al 31,6%.
Gli inattivi sono aumentati di 717mila unità: sono i disoccupati che non sono alla ricerca di un posto di lavoro.

A febbraio 2021 si è interrotto il trend negativo

A febbraio il livello di occupazione è stabile al 56,5%, interrompendo di fatto la tendenza negativa che da settembre 2020 a gennaio 2021 ha causato la perdita di più di 410mila occupati.
Il confronto tra il secondo e il primo mese del nuovo anno mostra dati diversi tra donne e uomini. Tra le prime è cresciuto il tasso di disoccupazione di 0,1 punti percentuali, mentre è diminuito della stessa cifra quello di inattività. Per i secondi è cresciuto tasso di inattività (+0,1% punti) ed è diminuito quello di disoccupazione (+0,2).

Rispetto al mese precedente, a febbraio i contratti stabili sono aumenti dello 0,2%, mentre quelli a termine e gli autonomi continuano a scendere (rispettivamente 0,1% e 0,4%).
Il tasso di disoccupazione diminuisce al 10,2%.

lavoratori in Italia
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Lavoratori in nero in aumento?

Secondo l’Ufficio studi della CGIA, la pandemia non ha solo provocato un aumento delle persone che hanno perso il lavoro. Ma anche un incremento dei lavoratori in nero. Tanti invisibili per i quali è difficile trovare un numero quantificabile, anche se prima dell’emergenza sanitaria l’Istat aveva stimato che fossero circa 3,2 milioni.
La situazione è molto più pesante al Sud. Nel Mezzogiorno, i dati relativi al 2018 raccontano questo quadro: in Calabria il tasso di irregolarità è pari al 22,1 per cento (136.200 irregolari), in Campania al 19,4 per cento (362.500 ), in Sicilia al 18,7 per cento (283.700), in Puglia al 16,1 per cento (222.700) e in Sardegna del 15,7 per cento (95.500).

La CGIA di Mestre prevede che nei prossimi mesi la situazione sia destinata a peggiorare, colpendo quelle persone che non riescono a trovare un lavoro regolare, improvvisandosi abusivi per guadagnare qualcosa. Lo sblocco dei licenziamenti è previsto per la fine del mese di giugno per chi lavora nelle PMI e nelle grandi imprese e in autunno per le micro e piccole aziende. I disoccupati potrebbero aumentare, incrementando il settore degli irregolari.
Da non dimenticare che la chiusura delle ultime settimane di bar, ristoranti, negozi, centri per massaggi, parrucchieri e centri estetici ha alimentato una ricerca di lavori alternativi per riuscire ad arrivare alla fine del mese e sostenere le famiglie. La situazione potrebbe peggiorare ancora di più nei prossimi mesi, visto che in Italia sono molte le zone rosse, mentre per la riapertura del settore turistico e della ristorazione bisognerà attendere il nuovo decreto in vigore da maggio.

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