Papà a casa con i figli: il congedo di paternità da 10 giorni passerà a 3 mesi obbligatori?

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

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Congedo di paternità in Italia
Photo by Devon Divine on Unsplash

10 giorni di congedo di paternità in Italia sono pochissimi. Per questo da tempo c’è chi lotta per aumentare il tempo che consente ai neo papà il diritto di rimanere a casa con i loro neonati. Per esser presenti insieme alla mamma nei primi giorni di vita di proprio figlio. Una svolta potrebbe arrivare presto, per raggiungere quella parità che riguarda l’accudimento dei bambini, fino a oggi nel nostro paese lasciato sulle spalle delle donne.

Congedo di paternità in Italia, da 10 giorni si potrebbe passare a 3 mesi

La ministra per la Famiglia e le Pari opportunità, Elena Bonetti, ha annunciato che i neo papà presto potranno stare a casa fino a tre mesi, obbligatoriamente, e non solo più per 10 giorni previsti attualmente, dopo la nascita del proprio bambino.
L’occasione per parlare di un tema decisamente importante è stata la firma del patto “Zero gender gap“, alla presenza dei rappresentanti di 30 aziende italiane e internazionale, nel giorno di apertura a Milano del Women’s Forum G20 Italy.

«Il governo si è già impegnato e continuerà a impegnarsi per garantire il congedo di paternità obbligatorio oltre i dieci giorni previsti oggi. Nel Family Act si prevede fino a tre mesi di congedo di paternità con un aumento graduale. Ma l’importante è parificare la responsabilità maschile a quella femminile», queste le parole della ministra.
Il Family Act deve essere votato alla Camera prima di passare al Senato e contiene una riforma anche dei congedi parentali, un tema molto sentito dall’attuale esecutivo che ne ha discusso anche in occasione del G20. «È un momento di grande opportunità e di grande responsabilità. Il governo è primariamente impegnato nel mettere al centro la parità di genere».

congedo parentale
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Rimuovere il gender gap sul lavoro, partendo anche dai congedi parentali

Elena Bonetti ha aggiunto anche alcune riflessioni in merito alla situazione attuale per quello che riguarda l’occupazione femminile. Oggi, sostiene la ministra, un’azienda nell’assumere una donna ha costi troppo elevati che vanno eliminati. E occorre anche colmare il gender pay gap, quel divario salariale che non ha più ragione di esistere. In un’ottica di raggiungimento della parità di genere abbiamo ancora molta strada da fare. L’Italia è agli ultimi posti in Europa per quello che riguarda il numero di figli e l’occupazione femminile. Obiettivo del suo Ministero è quello di cambiare sistema e correre ai ripari per garantire a tutti le stesse opportunità.

Parità di genere
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Cos’è il patto Zero gender gap

Il patto Zero gender gap è un accordo preso tra grandi aziende proprio per velocizzare il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Italia per quello che riguarda la parità di genere nel nostro paese, partendo dalla situazione presente in grandi aziende con sedi sul suolo italiano. 30 CEO di grandi realtà imprenditoriali italiane e internazionali (che insieme rappresentano 1000 miliardi di euro di fatturato), in occasione della Presidenza Italiana del G20 hanno deciso di sottoscrivere una serie di accordi elaborati dal Women’s Forum con il supporto di McKinsey & Company.

Tra i CEO presenti c’erano Marco Alverà (SNAM), Gucci, Michele Crisostomo (Enel), Silvia De Dominicis (Johnson & Johnson), Maria del Mar Martinez (McKinsey & Company), Elena Goitini (BNL BNP Paribas Italia), Andrea Illy (Illycaffè), Emma Marcegaglia, Lubna Olayan (Olayan Financing Company), Andrea Orcel (Unicredit), Antimo Perretta (AXA), Marco Sesana (Generali).

Chiara Corazza, rappresentante speciale per il G7 e IL G20 del Women’s Forum for the Economy & Society, spiega l’importanza di questo progetto. «Il nostro obiettivo è realizzare una She Covery for all. Una ripresa inclusiva e sostenibile che metta il ruolo delle donne al centro dell’Agenda del G20. Per questo presenteremo 10 proposte operative ai grandi del pianeta riuniti a ottobre a Roma. E per questo stiamo coinvolgendo i vertici delle maggiori imprese nazionali e internazionali, affinché diventino i nostri “Ceo Champions”, “Campioni dell’eguaglianza di genere impegnandosi a firmare un Patto per lo Zero Gender Gap».

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