20 milioni di bambini poveri in Europa. 1 milione in Italia

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

bambini poveri
Photo by Lucas Metz on Unsplash

Il numero di bambini poveri è in crescita in Europa. Save The Children svela un rapporto che dimostra come nel vecchio continente siano in aumento i minori costretti a vivere sotto la soglia di povertà. Le famiglie più esposte sono quelle con più di 5 membri. O chi arriva da lontano.
Per l’associazione che da anni si occupa di difendere i diritti dei più piccoli si tratta di livelli che non sono assolutamente accettabili.

Quanti sono i bambini poveri in Europa?

L’ultimo rapporto di Save the Children, “Garantire il futuro dei bambini – Come porre fine alla povertà minorile e all’esclusione sociale in Europa“, svela che sono quasi 20 milioni i bambini che in Europa crescono vivendo in una condizione di povertà. E i livelli sono purtroppo in aumento, nonostante i tanti progressi fatti in questi ultimi anni dalla UE.
L’Unione Europea, a livello globale, è una delle zone del mondo più ricche e anche con meno disuguaglianze e più opportunità per tutti. Eppure in questi ultimi periodi la situazione sta peggiorando per molte famiglie.
Il report ha analizzato la situazione di 14 Paesi europei, 9 appartenenti all’UE e 5 extra UE.

In Germania 1 bambino su 4 cresce a rischio povertà.
In spagna e in Romania 1 bimbo su 3 vive al di sotto della soglia di povertà.
Nei Paesi dei Balcani occidentali la situazione è sempre più grave (in Albania negli anni passati i tassi erano quasi del 50%, al 30% in Bosnia-Erzegovina, poco più del 20% in Kosovo).

Nel report si salvano solo Danimarca, Svezia e Lituania.

povertà minorile
Photo by Isaac Del Toro on Unsplash

Povertà minorile in Italia in aumento

Anche in Italia la povertà minorile è purtroppo in aumento. Le stime dicono che nel 2020 i bambini costretti a vivere in condizioni di povertà assoluta sono 200mila in più rispetto al 2019. I minori in condizioni di povertà assoluta supererebbero nel nostro Paese il milione.

Non solo i dati resi noti da Save the Children devono allarmare, ma anche quelli svelati dalla Caritas, che fanno sempre riferimento al 2020, l’anno della grande pandemia che ha aggravato anche le situazioni di povertà già in essere in tutto il mondo.
Secondo l’associazione, il 44% di chi ha chiesto aiuto l’anno scorso lo faceva per la prima volta. Il 70% di questi nuovi poveri non ha più fatto ricorso ai servizi della Caritas. Chi ancora ha bisogno fa parte dei più poveri del nostro paese, che secondo le statistiche Istata sarebbero 5,6 milioni di nostri concittadini (2 milioni di nuclei famigliari). La povertà minorile è purtroppo in aumento. Negli ultimi anni la povertà assoluta aumenta al diminuire dell’età, con un’incidenza impressionante tra bambini e under 18. Per la Caritas, è la forma più tremenda di disuguaglianza, perché “pregiudica l’oggi e al contempo anche il domani” dei nostri figli.

bambini a rischio povertà
Photo by bady abbas on Unsplash

I bambini maggiormente a rischio

Save the Children svela che i bambini più a rischio e più colpiti da condizioni di povertà sono quelli che crescono in famiglie monoparentali o molto numerose. Inoltre, sono più vulnerabili i figli di genitori migranti, chi ha una disabilità, chi appartiene a minoranze etniche, chi vive in zone svantaggiate o rurali.

Le famiglie più esposte in Italia sono quelle con più di 5 componenti o che hanno un passato migratorio.
In Svezia il 58% delle famiglie monoparentali con origine straniera è a rischio povertà.
Il 42,5% dei bambini di famiglie monoparentali riceve sussidi dal governo tedesco.
Spagna e Paesi Bassi registrano il 40% di bambini a rischio di povertà: appartengono a famiglie che lavorano ma che non riescono ad arrivare alla fine del mese.
E ancora, in Irlanda del Nord, invece, i minori più vulnerabili sono quelli che vivono in comunità etniche (66%, 2 bambini su 3).

In Europa milioni di bambini non hanno accesso o hanno accesso limitato all’istruzione o a servizi di bassa qualità, non hanno la possibilità di mangiare cibi sani (con conseguenti dati di aumento dell’obesità e della malnutrizione cronica infantile), hanno problemi di salute mentale, vivono in case fatiscenti o sovraffollate, non vivono un’infanzia degna di questo nome.

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