Aziende chiuse per il clima. I cambiamenti climatici e la difesa del diritto di sciopero

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Venerdì 27 settembre 2019, terzo sciopero globale per il clima.
Fridays for future Italia invita tutti quanti in piazza. A partire dalle ore 9-9.30, con modalità diverse da città a città, si terranno cortei, proteste, flash mob, manifestazioni, incontri, dibattiti. Lungo tutto lo stivale.
I ragazzi sono supportati dai loro professori. E a quanto pare anche dal Ministro per l’istruzione, che chiede che non vengano considerate le assenze di venerdì.
E le aziende non stanno a guardare. C’è chi ha deciso di tirare giù le saracinesche, per permettere ai propri dipendenti di aderire al Global Strike. Difendendo il diritto di sciopero. Anche per la lotta contro i cambiamenti climatici.

aziende chiuse

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Global Strike, 27 settembre 2019 terzo sciopero globale per il clima.

Venerdì 27 settembre l’Italia e altri paesi del mondo organizzano il terzo sciopero globale per il clima. Il venerdì precedente era toccato, ad esempio, agli Stati Uniti, sull’onda della partecipazione di Greta Thunberg al Summit per il clima dell’Onu.
I primi due Global Strike si sono tenuti il 15 marzo e il 24 maggio con un’ampia partecipazione, via via crescente. E ci si aspetta ancora più mobilitazione l’incontro dei leader del mondo a New York.

In Italia le delegazioni di Fridays for future hanno già organizzato manifestazioni, che partiranno dal mattino e si snoderanno lungo tutta la giornata. In piazza gli studenti, che hanno accolto sin dall’inizio l’appello della giovanissima attivista svedese di scioperare per il clima. E accanto a loro gli insegnanti, con il Miur che si dice al loro fianco. Ma l’invito è esteso a tutti quanti, anche agli adulti, che devono lottare per il futuro dei loro figli. E lasciare un segno importante, per fare la differenza, tutti uniti.

Come sempre i manifestanti potranno scendere in piazza con cartelli, slogan, striscioni, disegni (no a bandiere), per chiedere ai governi e ai leader del mondo di fare qualcosa di concreto per evitare di arrivare al punto di non ritorno e lottare con forza e perseveranza contro il riscaldamento globale.
Chi non può partecipare scendendo in piazza, può essere comunque presente a distanza, tramite i social network e la rete. Si possono usare foto, banner, stickers, frasi. L’hashtag ufficiale è #ClimateStrike.

sciopero per il clima

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Aziende chiuse per lo sciopero.

Per garantire ai propri dipendenti il diritto allo sciopero, anche per il clima, alcune aziende hanno deciso di rimanere chiuse nella giornata di venerdì 27 settembre. Sarebbero almeno 2.500 le aziende di tutto il mondo pronte a supportare lo sciopero globale per il clima e la Climate Action Week.
In Italia hanno anche aderito alcune sigle sindacali (Flc Cgil, Cisl, Uil e Cobas, USB per la scuola).

Vivienne Westwood, marchio di moda sostenibile e cruelty free, supporta il Global Climate Strike. Boutique e uffici di Regno Unito, Parigi, New York e Los Angeles sono rimasti chiusi il 20 settembre, mentre quelli di Milano lo saranno venerdì 27 per permettere ai dipendenti di aderire alle manifestazioni locali. Per dare “la possibilità al suo staff di fare la differenza in questo periodo critico, riconoscendo che andare avanti così non è più un’opzione“.
Stessa decisione per il brand Patagonia. L’azienda di abbigliamento outdoor con lunga storia di attivismo ambientale alle spalle ha già chiuso il 20 settembre i negozi di tutto il mondo e farà lo stesso il 27 settembre nei Paesi Bassi e in Italia. Così che tutti possano partecipare e unirsi al movimento globale.
Il marchio cosmetico Lush ha annunciato da tempo che chiuderà punti vendita, sedi, impianti di produzione e fermerà le operazioni di e-commerce in Canada il 27 settembre, dopo aver tenuto chiuso i battenti il venerdì precedente negli Stati Uniti.

Ci sono poi aziende più piccole che hanno deciso di aderire con modalità diverse, permettendo ai dipendenti di partecipare ai cortei o promuovendo gli eventi. Realtà online, come Tumblr e WordPress, doneranno spazio pubblicitario e banner per supportare le iniziative.

Altre iniziative delle aziende per il Global Strike.

Flixbus ha deciso di supportare in altro modo il terzo sciopero globale per il clima. Proponendo un biglietto regalo a chi andrà in autobus alle manifestazioni del 27 settembre anche in Italia, per “incoraggiare la partecipazione alle manifestazioni per la tutela del clima“. Oltre che per promuovere una mobilità green attraverso i mezzi di trasporto condivisi. All’atto del pagamento si potrà fare una donazione per la compensazione delle emissioni di CO2.

Amazon ha deciso di co-fondare The Climate Pledge, per raggiungere i risultati dell’Accordo di Parigi con 10 anni di anticipo, riducendo a zero le emissioni di carbonio entro il 2040 e usando il 100% di energia rinnovabile entro il 2030, ordinando 100mila veicoli elettrici per le consegne, investendo 100 milioni di dollari in progetti di riforestazione nel mondo, pubblicando un sito sulla sostenibilità per essere trasparenti. E invitando altre aziende a firmare l’accordo.

Manovre di green washing per lavarsi la coscienza o l’effetto Greta Thunberg comincia a farsi sentire seriamente anche nel mondo del lavoro, dell’industria, dell’economia, della finanza?

Lavoro e protesta per il clima

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Per tutti coloro che vorranno partecipare, ma non possono scioperare, infine, Fridays for future Italia lancia l’hashtag #Ferieforfuture. Perché non c’è lavoro in un pianeta morto. Così come non c’è vita e non c’è futuro.

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Redazione i404

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