Agenda 2030, come spiegarla ai bambini a scuola e a casa

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Come spiegare l’Agenda 2030 ai bambini?
Come parlare loro dei 17 obiettivi che l’Onu si è prefissata di raggiungere entro quella data?
Quali strumenti e risorse utilizzare per poter parlare di temi così importanti e fondamentali per il loro futuro?

Rimarrai a bocca aperta nello scoprire che è più facile parlare di cambiamenti climatici ai bambini, di quanto lo sia farlo con degli adulti.
Loro sono il nostro futuro. E se continuano così, possiamo ben sperare in una Terra migliore. A patto di cominciare fin da subito a fare la differenza, perché non si è mai troppo piccoli.

Agenda 2030 bambini

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

Agenda 2030, obiettivi da spiegare ai bambini.

Sono 17 gli obiettivi dell’Agenda 2030 che dovrebbero diventare tema di discussione a scuola. In ogni scuola del mondo. Di ogni ordine e grado. Perché anche i più piccoli, che magari vanno ancora all’asilo, possono interessarsi all’argomento.
Anche perché ogni obiettivo riguarda, da vicino o da lontano, il futuro dei nostri figli. Non dimentichiamolo mai.

Quali sono gli obiettivi dell’Agenda 2030?

  1. Sconfiggere la povertà, perché sono troppi i bambini poveri nel mondo. E anche in Italia.
  2. Sconfiggere la fame, perché ancora troppi figli muoiono di fame. Mentre il ricco Occidente spreca cibo.
  3. Salute e benessere, per garantire a ogni bambino il diritto alla salute.
  4. Istruzione di qualità, perché ogni bambino ha il diritto di andare a scuola.
  5. Parità di genere, per evitare che nelle bambine nascano pregiudizi di genere già a partire dai 5 anni.
  6. Acqua pulita e servizi igienico sanitari, per garantire diritti sacrosanti, spesso negati.
  7. Energia pulita e accessibile, per far vivere ogni bambino in un mondo migliore.
  8. Lavoro dignitoso e crescita, per garantire un futuro dignitoso ai nostri figli.
  9. Impresa, innovazione e infrastrutture, per investire già da oggi nella Terra di domani.
  10. Ridurre le disuguaglianze, perché non esistono bambini di serie A e di serie B.
  11. Città e comunità sostenibili, per offrire a tutti luoghi vivibili e che non fanno ammalare.
  12. Consumo e produzione responsabile, per imparare fin da piccoli i corretti comportamenti che fanno bene all’ambiente.
  13. Lotta contro il cambiamento climatico, perché se non facciamo qualcosa ora, per loro non ci sarà un futuro domani.
  14. Vita sott’acqua, perché i nostri bambini mangiano la plastica che noi buttiamo in mare.
  15. Vita sulla terra, per rendere il pianeta un posto sano dove crescere.
  16. Pace, giustizia e istituzioni solide, per non dover più vedere scene di bambini che scappano dalla guerra.
  17. Partnership per gli obiettivi, perché i più piccoli lo sanno che insieme si fanno grandi cose.
Obiettivi Agenda 2030 e bambini

Foto di rawpixel da Pixabay

Agenda 2030 e scuola: strumenti utili per ogni età.

Se non si è mai troppo piccoli per fare la differenza, come sostiene Greta Thunberg, allora è bene cominciare a parlare fin da giovanissimi dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030.
A ogni età si possono usare strumenti e risorse utili per parlare con un linguaggio semplice ed efficace. Insegnando loro a prendersi cura del pianeta ogni giorno, giocando e divertendosi. Perché è così che diventano grandi.

L’Unicef ci offre già uno strumento per aiutare i bambini a comprendere i Sustainable Development Goals e per parlare del mondo che meritano di avere in eredità.

Agenda 2030, scuola infanzia.

Con i piccoli alunni dell’asilo bisogna usare un linguaggio comprensibile e chiaro. E magari usare i personaggi che loro amano tanto. Che ne dici della versione “puffo” dell’Agenda 2030? I protagonisti degli albi a fumetti, cartoni e film dalla pelle blu possono aiutare anche i più piccini a comprendere anche i concetti più difficili.
E perché non usare dei fumetti che possono spiegare, obiettivo dopo obiettivo, come cambiare abitudini?

Il cartone animato che spiega l’Agenda 2030 con introduzione di Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace per il suo impegno per i diritti civili e il diritto all’istruzione, è molto utile per i più piccini. E perché non realizzare un plastico della scuola che si vorrebbe, nell’ottica sempre dei 17 obiettivi, come ha fatto la scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo Sant’Elia Commenda di Brindisi?

Agenda 2030, scuola primaria.

Per gli alunni della scuola primaria dai 6 ai 10 anni Unicef mette a disposizione tanto materiale che i docenti possono preparare, semplicemente stampando delle risorse e seguendo le indicazioni riportate. Questo altro kit è stato invece preparato dagli studenti per gli alunni della primaria. Tantissimi i giochi e le attività. Così come tanti gli spunti nel kit dell’Asvis dedicato alla scuola primaria.

Ma non manca anche un bellissimo gioco da tavolo scaricabile gratuitamente. Una versione ambientalista del gioco dell’oca per poter rispondere a domande che riguardano proprio gli obiettivi dell’Agenda 2030. È destinato ai bambini da 8 a 10 anni. Ci sono anche dei libri interessanti della FAO: La tua guida alla FAOLavoriamo per Fame Zero – Libro di Attività sulla Giornata Mondiale dell’AlimentazioneCambiamo il futuro delle migrazioni – Libro di attività.

Il video in inglese, che magari puoi tradurre, “If the world were a village” spiega visivamente com’è messo oggi il nostro mondo. Utile anche la serie di cartoline The World of 100 Postcards dell’artista Toby Ng, che fa finta che nel mondo vivano solo 100 persone, per aiutare anche i più piccoli a fare le giuste proporzioni sulle tematiche contenute nell’Agenda 2030.

Agenda 2030, scuola media e superiore.

Per i ragazzi più grandi, che frequentano la scuola media o la scuola superiore, si può parlare in maniera più approfondita degli obiettivi, raffrontandoli con dati e situazioni reali, per dare loro il quadro della situazione senza troppi giri di parole. Il CVM, Comunità volontari per il mondo, mette a disposizione una serie di schede didattiche e lavori da attuare subito a scuola.
Per loro c’è anche un video in cui si parla del mondo che i ragazzi vorrebbero. Per i ragazzi dai 14 anni in su c’è anche un documentario dedicato. Ma i ragazzi possono creare dei loro filmati per spiegare cos’è l’Agenda 2030. E magari poi presentarli ai compagni, ai docenti e ai genitori in occasione di un incontro di fine anno.

Mentre per chi ama, invece, i videogame, esiste un gioco per telefonino, 2030 Hive Mind, per diventare il ministro di un paese a basso reddito che deve raggiungere i risultati di ogni singolo SDG. Entro il 2030.
Per gli amanti della musica c’è anche un album con canzoni che possono ispirare il cambiamento.

Qui, invece, del materiale Asvis per i ragazzi delle medie.

Bambini e futuro

Photo by Joshua Clay on Unsplash

Agenda 2030 a casa: i bambini cambiano i genitori.

Se la scuola è il luogo principale dove parlare di educazione ambientale, anche a casa si dovrebbe fare molto. Innanzitutto con il buon esempio. Fare la raccolta differenziata, non sprecare, adottare comportamenti che fanno bene all’ambiente.
Anche se alla fine sono proprio i bambini a diventare insegnanti per i loro genitori. In un articolo apparso su Nature Climate Change e scritto da sociologi ed ecologisti della North Carolina State University, si parla di come i figli aiutano i genitori ad aumentare il loro grado di preoccupazione sul tema dei cambiamenti climatici. Perché loro non hanno un’idea radicata. Insomma, possono diventare gli influencer perfetti per il mondo dell’ecologia.

E allora torniamo tutti un po’ bambini, lasciamoci contagiare dalla loro curiosità, dal loro entusiasmo, dalla loro voglia di crescere e cambiare se necessario. Abbandoniamo pregiudizi, preconcetti, false credenze. E ricominciare a studiare, a informarci, a credere alla scienza, ai dati oggettivi e alle statistiche. Essere curiosi, aperti, trovare soluzioni e avere il coraggio di cambiare.

Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non stiamo davvero vivendo.
(Anatole France)

Inizia oggi. E metti al sicuro il loro domani.

Altro dall’autore:

About Author

Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top