Avere figli se non sei sposato. Adozioni aperte per single e nonni

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Sei donna, magari single, l’orologio biologico sta ticchettando gli ultimi rintocchi che ti fanno capire che, se anche ti senti forever young, non è giusto e anatomicamente corretto pensare che la biologia e la scienza possono tutto. E hai voglia di famiglia, di figli, di donare amore, come si sente spesso.
Oppure sei in una coppia omosessuale, che condivide quotidianità e progetti, ma ti manca una delle due metà fisiche della mela per arrivare all’obiettivo.
Che opzioni hai?

Nel 2015 la cantante Carmen Consoli, adulta, senza un uomo, con la voglia di diventare madre, ha visto Gianna Nannini farlo a più di 50 anni e si è detta ok, si può fare.
Vediamo come?

Photo by ketan rajput on Unsplash

Diventare genitori single in Italia.

Se si è donne, etero o gay, si può optare per il donatore occasionale certo, ma è un’opzione che implica aspetti e pericoli legali, sanitari e parentali, spesso sottovalutati. Più o meno similari le ricadute per il donatore, spontaneo e consenziente.

Le altre opzioni sono: fecondazione assistita (se sei donna), da fare fisicamente all’estero, con la Spagna gettonatissima. O adozione. E questa seconda opzione ha delle grosse novità.

Affido ai single.

In Italia è possibile richiedere l’affido di un bambino sia da parte di coppie non sposate che da parte dei single.
Affido significa che un soggetto adulto può temporaneamente occuparsi di un minore che si trova in difficoltà, che va momentaneamente allontanato dalla sua famiglia di origine che non può occuparsi di lui.
L’affido prevede una condizione temporanea, il mantenimento dei rapporti fra il minore e la sua famiglia ed il rientro finale in questa.
Un atto d’amore vero insomma.

Anche per i single, come per le coppie conviventi e non sposate, vale la regola di sottoporsi a colloqui di conoscenza che mettano in luce caratteristiche umane e risorse idonee per intraprendere questa strada.

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Adozioni per i single.

La novità recente è che in Italia ora sono ammesse anche le adozioni ai single, alle coppie non sposate e non ci sono più limiti di età, con ammissione quindi anche di un’età avanzata. Ed anche persone diversamente abili.
La sentenza che ha rivoluzionato la materia è l’ordinanza n. 17100 pubblicata il 26 giugno 2019, della prima sezione della Corte di Cassazione.
Il metro di valutazione nella scelta sarà l’interesse del bambino.
Le coppie giovani probabilmente saranno più in alto nelle graduatorie, ma gli altri non sono più esclusi.
Nel caso della Cassazione indicato, una signora di 62 anni, single, ha ottenuto la possibilità di poter adottare.
Ma andiamo per ordine: la donna instaura un bel rapporto con un minore di 7 anni, abbandonato poco dopo la nascita, affetto da tetraparesi spastica. Così le viene affidato.
Ma i genitori ci ripensano e chiedono la revoca dell’assegnazione alla signora.
Vince l’interesse del minore e così la Cassazione rigetta la richiesta dei genitori biologici, privilegiando il rapporto costruito con la 62enne a cui viene concessa l’adozione del minore.

Altra sentenza che apporta grandi novità è quella del Tribunale per i Minorenni di Roma, Provvedimento n. 2233/19, pubblicato i primi di agosto che stabilisce che l’adozione all’estero va riconosciuta anche in Italia.
Il caso è quello di un uomo italiano, genitore single, residente in Sudafrica, che ha adottato due minori stranieri.
Il principio indicato dal tribunale è stato quello della “migliore opportunità per il minore in stato di abbandono”.

Come vanno le adozioni in Italia.

Ci sono più famiglie in lista d’attesa che minori da adottare. Anche se, paradossalmente, restano molti minorenni che non vengono adottati, perché grandi o con disabilità accertata.
A cui si aggiungono i cosiddetti “fallimenti adottivi” che, secondo il Garante per l’infanzia, sono in aumento.

I tempi di attesa molto lunghi (dai 2 ai 4 anni), la prassi burocratica complessa, le ricadute psicologiche dell’essere un po’ sotto esame, l’innalzamento dell’età media dei bambini proposti per l’abbinamento, gli alti costi (per le donazioni internazionali), scoraggiano sempre di più. E a dire il vero i numeri delle famiglie che si affacciano a questa scelta sono in calo.
Le adozioni possibili sono di due tipi: adozione a livello nazionale, gratuita, adozione a livello internazionale, ha un costo.
La domanda di adozione ha valore di 3 anni dalla data di presentazione. Si può presentare la domanda per ambedue le tipologie.

Statistiche del 2018 indicano un arresto del calo delle adozioni internazionali in Italia, che si osserva da alcuni anni. Anche se, si registrano minimi storici per il livello di minori stranieri entrati nel paese. L’Italia continua comunque ad essere uno dei paesi più adottivi con il 14% delle adozioni internazionali provenienti dalla Russia, a cui seguono Colombia, Ungheria, Bielorussia, India.
Nel 2018, al momento dell’ingresso in Italia, i bambini avevano tra i 5 ed i 9 anni; 18 anni prima, tra 1 e 4 anni.
Nel 2018 è stata rilasciata l’autorizzazione all’ingresso in Italia a scopi adottivi a 1.394 minori stranieri.

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Monia Donati

Giornalista pubblicista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


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