Un 25 aprile senza feste. Ma nel pieno significato della Festa della Liberazione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Sarà un 25 aprile anomalo quello del 2020. Come del resto è anomalo l’anno, che appena cominciato ha subito iniziato a porci di fronte a sfide inimmaginabili.
Sarà un 25 aprile senza feste, senza eventi, senza sfilate, senza manifestazioni per ricordare il nostro passato.
Sarà un 25 aprile nel pieno significato della Festa della Liberazione.
A patto di saperne cogliere il vero senso.
Sarà un 25 aprile come quello del 1945. Un giorno di riscatto per gli italiani. E un giorno di rinascita.
E speriamo che il 25 aprile 2020 possa rappresentare tutto questo per ognuno di noi.

Festa della liberazione Italia

Photo by Cristina Gottardi on Unsplash

Perché si festeggia il 25 aprile.

Sicuramente la Festa della Liberazione, che dal 1946 si celebra ogni anno il 25 aprile, è una delle date più importanti per la storia d’Italia. È il giorno in cui si ricorda la liberazione del nostro paese dal regime fascista e dall’occupazione nazista, durante la seconda guerra mondiale.
È una festa nazionale molto sentita. Che non dobbiamo mai sottovalutare. Perché come ha detto Liliana Segre, senatrice a vita ex deportata nei campi di concentramento nazisti,

Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.

La data del 25 aprile non è stata scelta a caso. È il giorno in cui si ricorda la ritirata delle truppe naziste e delle truppe fasciste della Repubblica di Salò da Milano e da Torino.
Non è il giorno in cui la seconda guerra mondiale, dal momento che la data ufficiale è quella del 29 aprile, con la firma della resa, poi ufficializzata il 2 maggio. Ma è un giorno importante perché si ricorda una grande vittoria contro i regimi totalitari, che ha dato il via alla completa liberazione del nostro paese.
6 giorni prima il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (Clnai) chiese ai territori occupati di ribellarsi. Di “insorgere o perire”. A 6 giorni da quell’appello Milano e Torino vennero liberate. E poi il primo maggio tutte le altre città del nord del paese.
La sera del 25 aprile, inoltre, Benito Mussolini travestito da tedesco tenta la fuga, ma viene fermato dalla Brigata Garibaldi. Morirà fucilato tre giorni dopo.

Quest’anno la Liberazione sarà festeggiata in un altro modo rispetto al solito. Con più restrizioni. Senza eventi dal vivo. Ma con moltissima voglia di ricordare cosa è stato per l’Italia e per gli italiani il 25 aprile.

Festa della liberazione Italia

Photo by Nikola Markelov on Unsplash

Resistere, tutti uniti, nel segno della solidarietà.

Cari ragazzi, io a 17 anni e un mese con i partigiani ho visto nascere la democrazia, ora che sono vecchio devo vederla morire? La speranza siete voi, restiamo umani!
(Don Andrea Gallo)

La frase di Don Gallo sembra calzare a pennello oggi. In un’Italia che deve fare i conti con una crisi sanitaria e anche economica che non si viveva proprio dal secondo dopoguerra. A causa di un’epidemia che ha chiuso le frontiere, le aziende, le porte delle nostre case. Per proteggerci e per proteggere gli altri.
Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia riprende coscienza di essere una grande nazione. Un grande popolo. Che unito può fare grandi cose. Con l’aiuto di tutti, perché nessuno si deve sentire escluso nei diritti come nei doveri. Un nuovo 25 aprile in cui la solidarietà, la democrazia, la nostra umanità devono venire a galla con più forza che mai. Per evitare di abbandonarci allo sfacelo, al disfattismo o, peggio, all’odio, come molti fomentatori vorrebbero.

Gli italiani saranno uniti virtualmente. Dimostrando lo stesso spirito di unione che li ha spinti, nei primi giorni della quarantena, a cantare inni nazionali e ad applaudire ai balconi. Sperando di non dover assistere a eventi sconsiderati che possano rovinare una giornata di festa così fondamentale per il nostro paese. Ieri, come oggi.
Perché ci viene chiesto ormai da settimane di compiere sforzi che prima sembravano inimmaginabili. Come nel 1945 sembrava inimmaginabile uscire da una situazione che aveva gettato il paese in un limbo di orrore e disperazione. Ieri come oggi dobbiamo ritrovare lo spirito unitario. Chiedendo che sia davvero fatto tutto il possibile per non lasciare nessuno indietro. Compiendo ognuno un passo verso l’altro, senza inutili egoismi, prevaricazioni, polemiche sterili. Abbiamo bisogno di essere costruttivi, non distruttivi. Di essere proiettati al futuro e non ancorati a rancori del passato. E dobbiamo essere propositivi, attivi, presenti, seppur a distanza, seppure separati, seppur lontani. 

Non dobbiamo dimenticare di essere italiani.

E di quanto possa tornare a essere bella l’Italia. Nonostante le stesse paure e gli stessi timori di 75 anni fa.

Festa della liberazione Italia

Photo by Giovanni Corti on Unsplash

La Festa della Liberazione non si cancella. 

Tutto cambia, tutto si adatta, tutto si modifica. Lo abbiamo capito con l’emergenza Coronavirus che ci ha spinti a riformulare da capo le nostre vite. Consapevoli che niente sarà più come prima. E non sempre questo è un aspetto negativo.
E la Festa della Liberazione ci insegna questo. Che ci può essere un prima e un dopo. Ma che non per questo dobbiamo rinunciare a credere che le cose possano risollevarsi.

E per questo la Festa della Liberazione resiste ai tempi del Coronavirus.
Sabato 25 aprile 2020 ci sarà una grande festa virtuale per ricordare la Liberazione.
Niente eventi di piazza, ma il 75esimo anniversario sarà comunque un momento per ricordare, con tantissimi eventi ai quali potremo partecipare senza uscire di casa.
Il Viminale ha concesso alle associazioni partigiane e combattentistiche di partecipare alle cerimonie di deposizione di corone di fronte ai monumenti dei caduti. Evitando ogni forma di assembramento, ovviamente.
Gli hashtag per seguire gli eventi sui social sono #iorestolibera #iorestolibero #25aprileresiste #25aprile2020.
Oltre a esporre la bandiera italiana, l’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani Italiani, chiede di cantare Bella Ciao alla finestra, per portare la canzone dei partigiani in ogni casa. #bellaciaoinognicasa, un flash mob alle ore 15 per intonare quello che è diventato in tutto il mondo l’inno delle lotte sociali.

Altro dall’autore:

About Author

Redazione i404

i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Calciomercato Inter, Tuchel-Leonardo: scontro per Icardi! - Calciomercato - CalcioMercato.it-Uomini e donne: Enzo Capo nella bufera - SoloDonna-Serie A, Malagò: 'A fatica la barca sta ripartendo, modello tedesco ok ma a una condizione' - Calciomercato.com-Coronavirus, studio shock: “Liverpool-Atletico Madrid ha causato 41 morti” - Tuttosport-Scuola, Conte convoca vertice di maggioranza in serata - la Repubblica-Sandra Milo riprende lo sciopero della fame: “Conte non mi ha richiamata, forse lo farà lunedì” - Tgcom24 - TGCOM-Coronavirus, Boris Johnson difende Dominic Cummings, il superconsigliere che aveva violato il lockdown - Corriere della Sera-Burioni: "Calcio? Mi auguro ovviamente che nel caso ripartisse non ci siano problemi. Sulla mia... - Tutto Juve-Spadafora conferma: "Il 13 o il 20 la Serie A riparte". E rilancia sulle partite in chiaro - La Gazzetta dello Sport-Coronavirus. Movida da nord a sud, tutti fuori ma poche multe: sindaci pronti a nuova stretta - Il Messaggero
Top