Acqua non sicura e mancanza di servizi igienici: 1000 bambini muoiono ogni giorno, mentre noi sprechiamo risorse

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662 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile.
1,8 miliardi usa fonti di acqua potabile contaminata da escrementi.
Il 40% della popolazione mondiale vive in zone dove le risorse idriche sono scarse.
2,4 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici id base.
Ogni giorno 1000 bambini muoiono a causa di malattie che si potrebbero prevenire e che sono collegate proprio alla mancanza di acqua potabile e servizi igienici.

Tutto questo mentre il ricco Occidente spreca acqua o, come accade in Italia, ospita reti idriche vecchie e obsolete, carenti dal punto di vista dell’efficienza. Con perdite di una risorsa così fondamentale che sfiorano il 40%.

Bambini e acqua potabile

Photo by bill wegener on Unsplash

Il senso del World Toilet Day.

Se c’è chi sorride nello scoprire che esiste anche una giornata mondiale dedicata ai servizi igienici, leggendo i dati resi noti dall’Onu nella sua Agenda 2030, all’obiettivo 6 (Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie), smetterà di sorridere all’istante.
Questo giorno è stato istituito per sensibilizzare su un tema davvero molto delicato. Poter avere accesso a servizi igienici sicuri è fondamentale, sia per la salute umana sia per la salute ambientale. Eppure nel 2019 1 persona su 3 ancora non ne può usufruire. E 1 persona su 8 ancora ricorre all’antica pratica della defecazione all’aperto che comporta gravi rischi sanitari.

Ogni 19 novembre il World Toilet Day ci ricorda ancora una volta che siamo nati nella parte fortunata del mondo. L’accesso ad acqua pulita e a servizi igienici adeguati è un diritto dell’umanità. Non è una semplice comodità, ma un diritto che non va mai sottovalutato, un servizio al quale tutti nel mondo dovrebbero poter accedere.
Una giornata di recente istituzione, dal momento che viene celebrata solo dal 2013, per ricordare che in molte zone del mondo non poter accedere ai servizi igienici può essere una questione di vita o di morte. E di opportunità mancate per lo sviluppo.

Non è un caso se il tema dell’edizione 2019 è “Leaving No One Behind“. Per non lasciare nessuno indietro.

World Toilet Day

Photo by Stijn Kleerebezem on Unsplash

Conseguenze del mancato accesso a servizi igienici sicuri.

Non avere accesso a servizi igienici adeguati non è solo una questione di comodità, di decoro, ma di vera e propria sicurezza, per la salute di uomini, donne, bambini e anche dell’ambiente.
2,5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a questo servizio fondamentale. Che significa che per espletare i loro bisogni, 2,5 miliardi di persone sono costrette a usare campi, aree all’aperto, fossi, canali. Aumentando il rischio di malattie ed epidemie.
Ogni anno 2 milioni di persone nel mondo muoiono per malattie diarroiche provocate proprio dalla scarsa igiene e dal mancato accesso ad acqua sicura, oltre che alla mancanza di servizi igienici. La maggior parte sono bambini. 1000 bambini sotto i 5 anni morti ogni giorno è un dato non più sostenibile.

I paesi del mondo maggiormente colpiti sono l’India e il Ghana. Nel 2014 il paese asiatico era il primo al mondo per la pratica della defecazione all’aperto, con 600 milioni di persone che sono costretti a ricorrere a questa abitudine in tutto il pianeta.
Virus, batteri, parassiti che finiscono per disperdersi, soprattutto vicino alle fonti d’acqua. Che poi vengono usate come se fossero fonti di acqua potabile. Quando invece sono contaminate.
Escrementi che attirano i vettori che provocano patologie gravissime ed epidemie che causano troppi morti. Soprattutto tra i più piccoli, i più indifesi e deboli.
E il non aver accesso ad acqua sicura a casa, equivale anche a non potersi lavare correttamente le mani. Veicolando maggiormente patogeni spesso fatali.
Senza dimenticare che la mancanza di servizi igienici penalizza soprattutto le donne, oltre i bambini. Donne costrette a defecare all’aperto di notte, per la vergogna di farsi vedere. O private dell’opportunità di andare a scuola nei giorni delle mestruazioni, non potendo contare su luoghi sicuri per prendersi cura di se.

È anche una questione di dignità umana. E non solo di salute e di igiene. Una questione di sviluppo, di pari opportunità, di diritti non garantiti a una larga fascia della popolazione mondiale.

Pari opportunità e bambini

Photo by Ben Richardson on Unsplash

Obiettivi per garantire a ogni bambino il diritto ad acqua sicura e servizi igienici adeguati.

Per questi motivi, tutti dobbiamo sostenere e diffondere i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, che annoverano al punto 6 soluzioni e speranze per il futuro di tutti quei bambini che oggi, anche per questo motivo, se lo vedono negare.

  • Garantire l’accesso universale ed equo all’acqua potabile e l’accesso a impianti sanitari e igienici adeguati, con maggiore attenzione ai bisogni di donne e bambini.
  • Migliorare la qualità dell’acqua entro il 2030.
  • Aumentare l’efficienza dell’uso dell’acqua.
  • Proteggere gli ecosistemi legati all’acqua.
  • Con l’aiuto della cooperazione internazionale dare vita a programmi per aiutare i paesi in via di sviluppo e garantire una gestione delle risorse idriche democratica per tutta la popolazione mondiale.
  • Invitare le comunità locali a partecipare alle azioni di miglioramento e difesa degli impianti igienici e idrici.

I traguardi parlano chiaro. Ma mancano solo 10 anni per poterli raggiungere. E l’umanità è molto indietro. In quanto azioni e, purtroppo, mentalità e cooperazione.

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Redazione i404

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