Vaccini: sono obbligatori, ma non ne siamo convinti. L’Italietta indecisa e le incertezze scientifiche

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Non si arresta la polemica e il dibattito sul tema vaccini.
È notizia di qualche giorno fa (22 gennaio 2019) che la Cassazione ha confermato che non c'è nessun nesso tra vaccini e autismo, con relativa condanna di versamento di mille euro alla cassa delle ammende per quella coppia di genitori i cui ricorsi sono stati dichiarati  "inammissibili per manifesta infondatezza" perché "in assenza di un reato è inutile parlare di pertinenza e rilevanza delle prove integrative a fronte di un decreto di archiviazione emesso 'de planò dopo la presentazione di un'opposizione".

Il tema è di quelli caldi. Che incendia. Le aule politiche, i mezzi d'informazione e pure le discussioni da bar.
Partiamo da qualche fatto evidente.

Photo by bstad on Pixabay

I vaccini sono una realtà obbligatoria.

E non solo In Italia. Su 27 Paesi Ue (più Islanda e Norvegia) 14 paesi hanno almeno una vaccinazione obbligatoria. In Italia sono obbligatorie 10 vaccinazioni. In Francia 11, in Lettonia 13.
In Germania, dopo l'epidemia del morbillo datata 2013, le scuole devono segnalare alle autorità i bambini non vaccinati. In Lituania, non c'è obbligatorietà. Ma se non sei vaccinato contro il morbillo, parotite e rosolia, non puoi essere ammesso all'asilo.
Segnaliamo anche la curiosa soluzione adottata da Stati Uniti e Canada: assenza di sanzioni per mancato vaccino, ma necessità di certificato per l'ammissione a scuola.

Ok, in Italia dicevamo sono 10 vaccini. Come sono messe Regioni e Asl?

È stato pubblicato il primo Rapporto annuale dell'Osservatorio Strategie vaccinali che indica come i vaccini vengono erogati in tutte le Regioni, che si occupano anche della scelta dei prodotti da utilizzare, dell'espletamento delle procedure di gara, dell'anagrafe vaccinale informatizzata per le vaccinazioni pediatriche. Quest'ultima, evidenzia il Rapporto, copre l'intera regione nel 54% dei casi, fermandosi al territorio di competenza della singola Asl nei restanti casi. Per le fasce di età adulto/anziano manca un'anagrafe informatizzata nel 34% dei casi e i medici di medicina generale vi hanno accesso solo nel 14% dei casi.
Sui vaccini gratuiti l'offerta è uniforme in tutte le Regioni, ma alcune, ovvero le Marche, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia e la Sicilia, ampliano l'offerta con altre vaccinazioni, come l'encefalite da zecca o l'epatite A, in relazione a specifiche esigenze sul territorio.

Uno dei dibattiti in corsa ora è sul grande tallone d'Achille rappresentato dalla frammentazione dei sistemi informativi e dall'assenza (o miraggio?) di un'anagrafe nazionale unica, capace di divenire il sistema portante del monitoraggio dei dati, inclusi i rischi epidemici e la farmacovigilanza, con una metodologia bidirezionale tra servizi vaccinali e medici di assistenza primaria (ricordiamo che oggi i medici di medicina generale hanno accesso nel 14% dei casi).

Photo by Wendy Scofield on Unsplash

E se a livello informatico questo cubo di Rubik è ancora da coordinare, non se la cavano meglio in campo scientifico e politico.

È stata polemica per il convegno no-vax previsto per ieri, il 24 gennaio, a Montecitorio, organizzato dal Movimento Cinque Stelle alla Camera dei deputati, nella sala stampa.
Da un lato il Partito Democratico ha fatto appello alla stampa parlamentare perché disertasse la conferenza. Dall'altro ha protestato l'Ordine dei medici, chiedendo al Presidente della Camera Roberto Fico di annullare l’evento. Tra i contrari, anche la Ministra della Salute Giulia Grillo perché l'evento è stato pensato senza la partecipazione di una controparte come l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco.
Polemica comunque non nuova. È una storia che si ripete.
Alla fine, nonostante gli appelli, la Conferenza no-vax del M5s alla Camera si è fatta. La deputata grillina Sara Cunial: "Accolgo con serenità la presa di distanza, ma sono qua". E fondamentalmente me ne frego e faccio spallucce di quello che mi intimano il partito e il Ministro.
Perché da noi, si sa, l'autorità ha sempre una certa autorevolezza.
Alla conferenza stampa intitolata "Libertà di scelta" la Cunial e la Corvelva, associazione che lotta per libertà vaccinale in Veneto, tra i temi trattati anche il disegno di legge 770 in discussione in 12ma Commissione del Senato che prevede un cosiddetto “obbligo flessibile” e la Proposta di Legge di iniziativa popolare per la “Sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva”.
La Conferenza stampa di oggi è presentata sul sito del Corvelva come Vaccini-gate. Altra legna sul fuoco già ardente.

I politici sono per natura in lotta e su fronti opposti. Ma la medicina è scienza, evidenza e su questo gli scienziati dovrebbero invece essere su un fronte comune, penserai. Macché.

In calendario per oggi, 25 gennaio, c'è il convegno “Vaccinare in sicurezza”. Ed è dito puntato contro l'Ordine dei Biologi, accusati di rafforzare l'allarmismo e lo scetticismo nei confronti della pratica vaccinale dalla Fisv, Federazione italiana Scienze della vita, e in particolare da una delle società scientifiche federate, la Sib, Società italiana di Biochimica e Biologia molecolare. Il J'accuse si è scatenato dopo aver preso visione delle argomentazioni e degli oratori del convegno, distintisi in passato per approcci molto critici e non accettabili, dicono gli accusatori, dal punto di vista scientifico nei confronti dei vaccini.

Sempre la Fisv smonta anche l'accusa secondo la quale i vaccini siano uno strumento per fare cassa, delle case farmaceutiche.

Sul Mattinale di informazione dell'Ordine dei Farmacisti di Roma di oggi si legge che "Il Rapporto Osmed-Aifa mostra come ogni anno in Italia la spesa farmaceutica vale circa 28,9 miliardi di euro, tre quarti dei quali a carico dello Stato. E i vaccini? Con i loro 318 milioni di spesa totale, valgono appena l’1,4% del costo totale dei farmaci" (RIFday, 24 gennaio 2019).

Su Informasalus, portale di notizie che opera nel campo della salute, si ha una fotografia in cui, secondo i calcoli dell'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco, a cui tra l'altro la legge assegnava il compito di sedersi al tavolo con le case farmaceutiche per negoziare i prezzi migliori, facendo risparmiare soldi allo Stato,  "la spesa è cresciuta di 130 milioni fra il 2016 e il 2017. La colpa non è dell'aumento del numero di immunizzazioni, ma del prezzo delle dosi, passato da 14,02 a 22,74 euro in media. Un affare per le multinazionali del farmaco". Ok, diciamo che qualcosa con la fase di spending review della vaccinovigilanza è andato storto.

L'aumento del prezzo ha portato d un incremento del 36% a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
L'incremento era ovvio, perché con l'introduzione dell'obbligatorietà dei vaccini si è esteso il target.
Ovvio anche che a sborsare quel 36% in più siamo noi che paghiamo le tasse.
Ma chi sta facendo jackpot? 5 colossi si dividono la posta in gioco, secondo la foto di Informasalus.
Sul podio la britannica GlaxoSmithKline, seguita dalle case farmaceutiche americane Pfizer e Merck, dalla francese Sanofi Pasteur. Chiude la coda delle prime 5, l'azienda Seqirus, frutto della joint venture tra l'australiana Biocls e la svizzera Novartis (+3,78 milioni, -10,87% per dose).

Ma questa bagarre è solo italiana?

Tribunali e corti hanno da fare anche all'estero. In India, Il Dipartimento dell'educazione di Delhi lo scorso dicembre aveva approvato un progetto sanitario che prevedeva di vaccinare tutti i bambini delle scuole elementari, senza il consenso preventivo dei genitori. Apriti cielo.
Ricorso immediato da parte di molte famiglie all'Alta Corte, il tribunale che ha funzioni simili a quelle dei Tar italiani, che ha bloccato il progetto e stabilito che il Dipartimento Educativo della capitale indiana ha l'obbligo di informare i genitori dei bambini delle scuole primarie sui tutti i pro e i contro del vaccino MR, antimorbillo e rosolia, aggiungendo che, per procedere alla vaccinazione, è necessario il consenso esplicito delle famiglie.

E i genitori che ne pensano?

Hanno paura. Principalmente degli effetti collaterali. Paura alimentata dai social media e da fake news o per meglio dire bufale, prima fra tutte, quella sul presunto legame fra vaccino trivalente e autismo.
Non lo sosteniamo noi, ma un report britannico che indica come il 50% dei genitori con figli sotto i 5 anni è esposto a messaggi negativi sui vaccini e questo accade a 2 genitori su 5. Che ha timore.
Certo gli effetti collaterali potenzialmente ci sono, ma, sottolinea il report, riportando il parere degli esperti, si tratta di problemi come mal di testa, dolore o stanchezza. Effetti più seri sono estremamente rari e si possono manifestare in meno di un caso su un milione.
Insicurezze, dubbi, paure. Fare il genitore non è un mestiere facile.

Chi ha ragione?

Tutti e nessuno. Non ci sono né vincitori né vinti. Ma soprattutto, parere mio, ad ognuno il suo.
"La scienza non è democratica" (Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’università San Raffaele di Milano).
Alla scienza il compito di valutare. Alla politica quello di decidere. Dopo valutazione, scientifica in questo caso, del rischio, aldilà dei timori e delle conoscenze personali, che oggettive non sono.
Ma oltre e più di questo, alla politica, ma pure agli scienziati, compete il dovere della corretta informazione e comunicazione, senza certamente lesinare la parte dei rischi che comunque la scienza porta con sé.
"Il figlio è mio e me lo gestisco io". Benissimo, allora non includerlo in una società fatta di leggi che non sono solo tue. Troppi, troppo presto? Non sono un medico. Non spetta a me dirlo. Ma quoto Vytenis Andriukaitis, commissario europeo alla Salute: il dibattito su bambini e vaccini dovrebbe essere “razionale“, non basato su “fake news e teorie fuorvianti“. Commissario che tra l'altro sbacchetta l'Italia per le nostre posizioni a dir poco confuse: "Dobbiamo avere un dibattito razionale, con posizioni razionali, per raggiungere il nostro obiettivo. Sì, l’Europa libera dal morbillo è il nostro obiettivo comune, è il nostro dovere a livello di Organizzazione Mondiale della Sanità. Facciamo quello che possiamo“, conclude Andriukaitis.

E come si va anti?

Dritti. Completamento anagrafi vaccinali a breve ed eradicazione del morbillo e della rosolia con un piano che sarà consegnato entro fine mese, il progetto prospettato dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Claudio D’Amario.

Il morbillo è una malattia importante che ha un rischio non trascurabile di mortalità.
( Claudio D’Amario, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute).

Perché il morbillo è una cosa serissima.
Con il morbillo non si scherza. Anche se c’è chi ha pensato di trasformarlo in un gioco per bambini.
(Ma questa è un’altra storia che ti racconteremo presto).

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Monia Donati
Monia Donati

Direttore responsabile. Giornalista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


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