Salute mentale, tra tabù e nuovi casi provocati dal coronavirus: un’epidemia nascosta

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

salute mentale
Photo by Jakayla Toney on Unsplash

Salute mentale, un tabù duro da sradicare nella nostra società. Se ne parla poco e se ne parla male. Con la conseguenza che molti disturbi non vengono diagnosticati e numerose persone non ricevono l’adeguato supporto per superare i propri problemi.

A causa della pandemia da coronavirus il quadro si è aggravato ancora di più, per quella che è considerata una vera e propria epidemia silente, da nascondere come la polvere sotto il tappeto.
Anche il principe Harry prova a sdoganare l’argomento, con una serie su Apple TV+ per dare supporto a chi affronta questo calvario nell’indifferenza di tutti.

La salute mentale ai tempi della Covid-19

In Italia la salute mentale è ancora un tabù, come sottolineato qualche tempo fa anche da Enrico Zanalda, Direttore del Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale dell’ASL TO3. La situazione in quattro anni non è cambiata. Anzi, la pandemia l’ha esasperata.
«I problemi di salute mentale rappresentano quasi il 20% del totale delle malattie e colpiscono una persona su quattro nell’arco della vita. Eppure la psichiatria continua ad essere la cenerentola del sistema sanitario nazionale. Rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia investe poche risorse economiche per la cura del disagio mentale. Insufficiente è anche il personale che lavora nei servizi psichiatrici e degli psichiatri».

Secondo gli esperti oltre alla pandemia da coronavirus che stiamo affrontando con restrizioni e vaccini, c’è un’altra emergenza sanitaria che non dovrebbe mai essere sottovalutata. I disturbi psichici e psichiatrici sono aumentanti in questo momento storico molto delicato. E l’Italia in particolare non si è ancora dotata di mezzi per aiutare chi ne soffre.
Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf) e direttore del Dipartimento Neuroscienze e Salute mentale Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, spiega: «La pandemia ha creato uno stress senza precedenti sui servizi di Psichiatria, con un aumento enorme delle richieste di prestazioni volte a fronteggiare le conseguenze psichiatriche del Covid. Ma è più appropriato parlare di sindemia: un mix tra pericolo clinico e sociale fatto di malattia, di paura del contagio, della cosiddetta Covid fatigue, di lutti, di crisi socioeconomica. E dell’emersione di una profonda solitudine, soprattutto tra gli anziani».

salute della mente
Photo by Finn on Unsplash

Pazienti lasciati soli ad affrontare patologie dure da sconfiggere

Secondo i dati resi noti, prima della pandemia erano 830mila i pazienti in cura nei Dipartimenti di salute mentale (Dsm), con una percentuale dell’1,6% di popolazione seguita, di fronte invece a una percentuale attesa del 5%. A oggi si deve incrementare il dato con un 30%, pari a un milione di nuovi casi attesi.
A rischio sono le donne, maggiormente penalizzate dai risvolti sociali e lavorativi che la pandemia porta con se, i ragazzi, privati della loro vita sociale e isolati a casa, gli anziani, i più fragili nei confronti del coronavirus, i più soli, i più vulnerabili.

L’Italia non è pronta ad affrontare quella che di fatto potrebbe trasformarsi in una nuova emergenza sanitaria. Mancano fondi, terapisti, psicologi, assistenti sociali, infermieri. Come recentemente sottolineato da Enrico Zanalda, co-presidente della Società italiana di Psichiatria (Sip), direttore del Dipartimento interaziendale di Salute mentale dell’Asl di Torino e Azienda ospedaliera San Luigi Gonzaga, che ha fondato insieme ad altri esperti del settore il Coordinamento nazionale Dipartimenti di salute mentale.

In una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza, il Coordinamento chiede risposte. «La salute mentale in Italia da oltre 20 anni è inchiodata a un budget del 3,6% del Fondo sanitario. Poco più di 4 miliardi. Ma per far fronte alla spesa attuale ed emergente, incluse le dipendenze, quella percentuale dovrebbe crescere almeno al 6% con un aumento di tre miliardi. In ballo c’è la necessità di rimettere la Psichiatria nelle condizioni di fronteggiare un sommerso di 4,5 milioni di italiani con disturbi non ancora intercettati dal sistema. E prevenire il peggioramento del loro decorso clinico».

salute mentale in Italia
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Una serie tv può aiutare a superare i tabù sulla salute mentale?

È quello che provano a fare insieme il principe Harry e Oprah Winfrey, con la docuserie “The Me You Can’t See“, il me che tu non puoi vedere.
Il programma propone storie per abbattere pregiudizi e stereotipi sul benessere emotivo. Nel trailer il figlio di Carlo e Diana spiega: «Decidere di chiedere aiuto non è un segno di debolezza. Nasciamo in circostanze diverse, cresciamo in ambienti diversi e nella vita affrontiamo esperienze diverse. Ma siamo tutti esseri umani. La maggior parte di noi si porta dietro traumi irrisolti, perdite o lutti. Che sembra appartengano solo a noi. E in un certo senso è così. Tuttavia lo scorso anno abbiamo imparato che siamo tutti sulla stessa barca e spero che questa serie dimostri che c’è forza nella vulnerabilità, connessione nell’empatia e potere nell’onestà».

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