Mascherine, distanziamento, igiene: come riapriranno (se riapriranno) le scuole a settembre

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I bambini hanno bisogno di stare con i loro coetanei. E con le loro a maestre. La didattica a distanza era una soluzione di emergenza, che si è protratta, come si immaginava, fino alla fine dell’anno scolastico.
Se quest’anno a causa del Coronavirus è andata così, cosa succederà a settembre quando inizierà l’anno scolastico 2020-2021? I bambini potranno tornare a scuola? E se sì, come?

Mascherine, distanziamento, igiene saranno ancora le parole d’ordine. Insieme al buon senso dei genitori che non dovranno mandare in classe i figli con febbre o con sintomi respiratori in corso. Sì, anche tosse e raffreddore.
Come riaprire le scuole in sicurezza?

riapertura scuola

Photo by Shuto Araki on Unsplash

Quando inizierà l’anno scolastico 2020-2021.

La domanda che tutti, genitori, studenti e insegnanti, si stanno facendo in queste ore è: quando inizierà l’anno scolastico 2020-2021? E soprattutto: comincerà in modo normale o, come vociferato in passato, si inizierà gradualmente, magari con l’aiuto di quella didattica a distanza che a oggi ha lasciato indietro moltissimi ragazzi su e giù per l’Italia?
Per il Calendario scolastico 2020/2021 si era parlato di un ritorno in classe il primo settembre. Ma a quanto pare la possibilità è stata già esclusa. Se dal Ministero dell’Istruzione era arrivata una possibile indicazione di questo tipo, le Regioni italiane hanno ricordato al governo centrale che il calendario delle lezioni è di competenza regionale e spetta a ogni regione stabilire date di inizio e di fine dell’anno scolastico.

Per quanto riguarda la data del primo settembre, questa potrebbe rimanere per eventuali recuperi degli apprendimenti dell’anno scolastico 2019-2020 per chi ha delle insufficienze gravi .
Secondo un’altra ipotesi al vaglio degli esperti, poi, il recupero dovrebbe durare per tutte le prime tre settimane del mese di settembre. E quindi questo farebbe slittare l’inizio ufficiale delle lezioni al 21 settembre.

Cristina Grieco, coordinatrice degli Assessori regionali alla Scuola, sottolinea che in molte zone d’Italia non si è mai iniziato prima del 15 settembre, per favorire il turismo. E quest’anno, dopo l’emergenza Coronavirus che sta mettendo a rischio proprio questo settore, sarebbe impensabile ritornare a scuola prima: la Grieco aggiunge che serve un confronto con il ministero. E bisogna iniziare a pensare adesso all’inizio del nuovo anno scolastico, che, come non lo è stato l’anno che si sta chiudendo, non sarà sicuramente un anno ordinario. Anche per le misure che saranno adottate per la sicurezza di studenti, docenti e personale.

scuola post-coronavirus

Photo by Rubén Rodriguez on Unsplash

Le misure di sicurezza anti Covid-19 per riaprire le scuole.

Il Comitato tecnico-scientifico ha presentato al governo e alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina le linee guida per tornare tra i banchi di scuola a settembre, in tutta sicurezza.
Mascherine, distanziamento fisico e cura dell’igiene sono i punti fondamentali sui quali non si potrà transigere.
Nelle aule e negli spazi comuni interni (aule magne, teatri o altro) si dovrà mantenere la distanza di almeno un metro tra una persona e l’altra. In palestra i metri diventano due.
Gli alunni con più di 6 anni devono andare a scuola con la mascherina, che si potrà togliere in mensa, durante educazione fisica e in occasione delle interrogazioni.
Ogni giorno vanno sanificati gli spazi chiusi.
All’interno delle scuole devono essere disposti dispenser con prodotti igienizzanti.
Quando si può, usare gli spazi all’aperto per attività che potrebbero non permettere il distanziamento fisico (ad esempio il momento dell’intervallo o le ore di attività motoria).
Mense aperte, ma si mangerà a distanza con pranzo a turni. Si potrà anche organizzare la mensa in classe con il pranzo al sacco portato da casa.
Gli allievi entreranno e usciranno a scaglioni.
L’accesso alle scuole sarà limitato ai genitori.

Niente misurazione della febbre all’ingresso, anche se i genitori non potranno portare a scuola i figli se hanno sintomi respiratori o febbre sopra i 37,5°.

back to school

Photo by Deleece Cook on Unsplash

Le scuole italiane sono pronte?

Se i genitori italiani da un lato non vedono l’ora che le scuole riaprano (dopo tre mesi di lockdown in smart working con videolezioni e compiti da fare è comprensibile), dall’altro si chiedono come sia possibile un ritorno con queste modalità.
Ci sono genitori preoccupati del fatto che i figli debbano indossare mascherine per tante ore al giorno. O che non possano mantenere le distanze, anche in caso di problematiche. Senza tralasciare un fatto decisamente importante: le scuole italiane sono pronte a riprendere con queste modalità?

Le cosiddette classi pollaio sono ormai diffuse da Nord a Sud, con troppi bambini “stipati” all’interno di aule troppo piccole e con pochi insegnati a sorvegliare (e poco personale nei corridoi). Le scuole andrebbero riviste da zero. E infatti nelle linee guida del Ministero si parla di adeguamenti e ripensamenti degli spazi che bisogna valutare fin da ora. Per eventualmente correre ai ripari con altre soluzioni, magari mettendo a disposizione spazi comunali per consentire ai ragazzi di tornare finalmente a scuola e poter mantenere quel distanziamento fisico che è chiesto da moltissimi esperti per scongiurare un ritorno dell’epidemia a settembre. Ma ci saranno docenti a sufficienza (e sufficientemente preparati) per affrontare eventuali turnazioni a scuola? I fondi ci sono?
Le scuole italiane sono fragili. Lo sapevamo. E la Covid-19 ci ha dato l’ennesima conferma. Governo centrale ed enti locali sapranno cogliere l’occasione per rivedere il sistema scolastico e finalmente investire nel sistema scuola e nel futuro dei nostri ragazzi?

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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