La rivoluzione rossa: dal colore Pantone dedicato al ciclo ai prezzi calmierati per gli assorbenti

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiSe le scelte del governo contro la Tampon Tax hanno deluso le aspettative, ci sono iniziative locali volte a evitare che la period poverty possa essere d’ostacolo nella vita quotidiana delle donne.
Ci sono università in Italia che offrono alle studentesse distributori di assorbenti a prezzi calmierati. E amministratori locali che puntano alla detassazione di questi prodotti.
Pantone va oltre, promuovendo una rivoluzione rossa: adesso esiste anche il colore legato al ciclo femminile.

period poverty
Photo by MontyLov on Unsplash

Pantone Red period, un colore contro il tabù delle mestruazioni

Pantone è l’azienda statunitense leader nell’identificazione e catalogazione dei colori. Ogni anno decreta quali saranno le tonalità di moda, che indosseremo o con cui arrederemo casa.
Quest’anno il gruppo ha lanciato Red period, il rosso mestruazioni. La collaborazione con il marchio svedese Intimina, specializzato in prodotti per la salute intima e il ciclo mestruale, ha permesso di sdoganare un tabù duro a morire. E che nel mondo provoca disagi e problemi alle donne di ogni età, soprattutto le più giovani. La cosiddetta period poverty, la povertà da ciclo mestruale, che costringe le studentesse a stare a casa nei giorni del ciclo o le lavoratrici a non andare a lavorare perché non possono permettersi gli alti costi di assorbenti e affini.

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Il Red Period è una tonalità di rosso creata appositamente per poter rompere lo stigma sulle mestruazioni e per promuovere la positività mestruale.

Una tonalità di rosso attiva e avventurosa, il valoroso colore Red Period incoraggia le persone con le mestruazioni a sentirsi fiere di ciò che sono. A possedere il proprio ciclo con autostima; ad alzarsi in piedi e celebrare con passione la forza vitale con cui sono nate; a spingere chiunque, indipendentemente dal proprio genere, a parlare apertamente di questa funzione naturale del corpo.
Pantone

C’è chi accusa Pantone di pura strategia di marketing. Ma il fatto che un colosso del genere abbia deciso anche solo di parlare di un tema che spesso non viene tenuto abbastanza in considerazione fa ben sperare su un dibattito più approfondito. Per evitare che la period poverty possa ostacolare la quotidianità di milioni di ragazze e donne in tutto il mondo.

ombrello rosso
Photo by Aline de Nadai on Unsplash

Distributori di assorbenti a prezzi calmierati a Milano

Dalle parole ai fatti. L’Università Statale di Milano ha annunciato che installerà nei bagni delle sue sedi dei distributori di assorbenti a prezzi calmierati, 20 centesimi l’uno.
Studentesse e studenti di UniSì (Uniti a Sinistra) si sono alleati in una battaglia che andasse oltre le promesse. Ma che si realizzasse con qualcosa di concreto che potesse avere un impatto serio ed efficace contro la Tampon Tax, l’Iva al 22% sugli assorbenti. Iva ridotta dal governo italiano solo per quello che riguarda i prodotti compostabili e biodegradabili.
Il ciclo mestruale non è lusso. E non è una scelta. Per questo gli universitari avevano deciso di portare avanti un progetto per ridurre la period poverty. I distributori venderanno assorbenti e anche altri materiali igienici. Gli studenti spiegano:

Diversi stati negli ultimi anni garantiscono la distribuzione di assorbenti gratuiti nei luoghi della conoscenza. Non abbiamo ottenuto il massimo, cioè la gratuità, ma di fronte ad istituzioni sorde, con il nostro percorso l’amministrazione della Statale farà da apripista di un’iniziativa concreta a favore del genere femminile.

La Scozia è stato il primo paese del mondo a fornire gratuitamente gli assorbenti alle studentesse. Seguita dalla Nuova Zelanda. L’Italia è ancora indietro, ma qualcosa sta cambiando.

mestruazioni
Foto di Susanne Jutzeler, suju-foto da Pixabay

Bologna, via l’IVA dai prodotti intimi femminili

A Bologna, il consigliere centrista Gian Marco De Biase in Consiglio comunale ha proposto di eliminare nella città emiliana la Tampon Tax. E se non fosse possibile, almeno di ridurla. L’idea è quella di abbattere i costi non solo degli assorbenti femminili, ma anche dei pannolini per neonati e dei pannoloni per adulti, accessori indispensabili e fondamentali che hanno costi troppo elevati. Così si verrebbe incontro alle famiglie meno abbienti dando loro un po’ di respiro, economicamente parlando.

Stessa proposta anche a Firenze. L’amministrazione chiede di verificare con Farmacie Fiorentine la possibilità di vendere a prezzi contenuti i prodotti sanitari e igienici femminili. E chiede anche a Governo e Parlamento di abbatterne i costi attraverso la riduzione dell’aliquota del 22%. Per combattere la povertà mestruale. Non solo a parole.

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