Di cosa moriremo entro il 2030?

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Volevamo attirare la tua attenzione.
La domanda è provocatoria, ma non per questo meno fondata e urgente.
L’OMS ha dichiarato: “Ogni anno 7 milioni di morti per inquinamento atmosferico, vanno ridotti di 2/3 entro il 2030″. “Si corre il rischio che i nostri nipoti non possano più stare all’aria aperta per gran parte dell’anno a causa dell’aumento delle temperature” (Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità).
Cosa possiamo fare per difenderci, anche se complesso, probabilmente è chiaro: combattere con energia le mutazioni del clima.

Ma quali sono le malattie e i disturbi più frequenti legati ai cambiamenti climatici?

cambiamenti climatici e salute

Photo by Joshua Earle on Unsplash

La terra è inquinata.

L’inquinamento atmosferico causa più della metà delle morti per polmoniti nei bambini con meno di 5 anni. Gli altri a rischio? Anziani, diabetici, chi soffre di disturbi cardiorespiratori e chi per lavoro è già di suo più esposto all’inquinamento atmosferico.

L’aria è inquinata. Ma l’acqua? Anche.

Infezioni batteriche in aumento attraverso l’acqua contaminata, in estate in particolare.
Con le inondazioni, acqua piovana e acque reflue si mescolano e possono diffondere batteri e virus anche agli alimenti.
Bombe d’acqua, venti fortissimi, uragani, grandinate.
Parabrezza e finestrini in frantumi, magari non sono motivo di morte, ma neanche da escludere totalmente.

Il pianeta che si riscalda significa più incendi.

Il fumo peggiora la qualità dell’aria. L’aumento di anidride carbonica spinge anche le piante a produrre più polline e di anno in anno sembrano peggiorare la stagione e le allergie.

Altro problema è la malaria.

Forse non lo avevi minimamente considerato se non vivi o frequenti spesso alcuni paesi dell’Africa
Il The Medical Society Consortium on climate & health ha avvisato che le zanzare ora proliferano in zone dove prima non c’erano, che portano malattie come il West Nile o la febbre Dengue e “che sussiste la fondata preoccupazione che la malaria possa arrivare negli Stati Uniti”.
I climi caldi e umidi sono l’habitat perfetto per zecche, zanzare e simili, che si riproducono più rapidamente, vivono più a lungo e sono vettori ideali per malattie non autoctone: la febbre Dengue ad esempio. Ricordi i casi diagnosticati in Italia quest’anno?

Poi c’è la mente.

Anche l’aumento di un solo grado delle temperature, fonte uno studio americano, è legato a un +2% di problemi di salute mentale. Quindi, quando hai pensato che d’estate la gente dà di matto, forse non eri completamente in errore.
Secondo un altro, è correlato a una crescita dello 0,68% del tasso di suicidi negli Stati Uniti. E la previsione? Davvero poco confortante a dire il vero: “il cambiamento climatico potrebbe essere collegato a oltre 14 mila suicidi entro il 2050” (Corriere della Sera, 4 dicembre 2018, Cristina Marrone).

Il diabete.

Un nesso fra aumento temperature e malattia ancora non è stato stabilito. Però con il caldo si riduce l’attività del grasso bruno, che brucia grassi e genera calore con temperature inferiori e con il caldo i diabetici sono più fragili e vanno incontro a un maggiore rischio di mortalità.
Uno dei fattori su cui il clima ha “potere” a dire il vero ci ha fatto un po’ sorridere in prima battuta, ma anche questo, ripensandoci, non pare così assurdo e lontano.

Con il caldo, aumentano gli incidenti automobilistici e diminuiscono i controlli alimentari.

Ovviamente non ci ha fatto sorridere questo, ma la motivazione che c’è dietro.

The results show that police stops decline after a maximum temperature of 29° C (84° F). So in the range of 30° C to 40° C (86° F to 104° F) police stops are reduced by about 1.5%, according to the researchers.
(CNN, 13 agosto 2018, Susan Scutti)

La polizia dai 29° in su cala l’attenzione sulle strade e diminuiscono i controlli, le sanzioni, la prevenzione agli incidenti. D’altro canto, in campo alimentare, con temperature più alte, da una parte si fanno meno controlli, dall’altra i patogeni invece crescono molto più rapidamente. Vedi salmonella ed e. coli.

 

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Redazione i404

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