La lotta mondiale ai disturbi del comportamento alimentare

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 3 minutiIl 15 marzo è la Giornata nazionale del fiocchetto Lilla, simbolo della lotta contro i disturbi del comportamento alimentare. Un fenomeno che oggi più che mai sta colpendo la popolazione mondiale, soprattutto le giovani generazioni, ovvero le fasce più deboli e indifese per loro natura.
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie complesse caratterizzate da un disfunzionale comportamento alimentare, con un’eccessiva preoccupazione per il peso e un’alterata percezione dell’immagine corporea.
I disturbi sono sotto i riflettori della comunità scientifica da tempo, ma nonostante ciò serve ancora tantissima informazione e ascolto, poiché queste problematiche si sono accentuate negli ultimi due anni di lockdown.

I dati più recenti sui disturbi dell’alimentazione

Complice la costrizione a casa, complice il cambiamento di tantissime abitudini, tra cui quelle alimentari, durante la pandemia da Covid-19 i numeri sui disturbi dell’alimentazione sono diventati ancora più preoccupanti.
Da quanto emerge da un sondaggio condotto dal Ministero della Salute, dal gennaio 2019 al gennaio 2021, le nuove richieste di aiuto e presa in carico sono aumentate in media del 30% sul territorio nazionale. E rispetto all’anno precedente, nel 2021 le telefonate al numero verde nazionale della Presidenza del Consiglio (Sos DCA 800-180969) sono state triplicate.

Ad oggi, queste patologie colpiscono oltre 3 milioni di italiani, e in molti casi possono portare a conseguenze gravissime (i dati parlano di 3.158 morti nel 2020 legate al disturbo dell’anoressia soltanto).
Ne avrete già sentito parlare: le più conosciute sono anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata, ortoressia, disturbo della ruminazione, e altre sono più rare come abuso di lassativi ed esercizio compulsivo.

Queste problematiche sono legate a doppio filo ad un fattore psicologico, poiché chi ne è affetto ha una visione distorta del proprio corpo, bassa autostima e altri disturbi psichici, come ad esempio disturbi d’ansia, depressione e disturbi dell’umore.
I più colpiti sono infatti i giovani, coloro che più di altre generazioni vedono nelle insicurezze e nei cambiamenti fisici propri dell’adolescenza la massima espressione.

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Le iniziative per contrastare i Disturbi del comportamento alimentare

Come si può fermare la diffusione di questi problemi? Con la consapevolezza, l’informazione e il supporto medico e psicologico.
A livello nazionale le attività più significative sono svolte per lo più da centri privati o associazioni no profit, grazie all’aiuto di professionisti, di donatori e di volontari, dato che al momento il servizio sanitario nazionale non riesce a soddisfare tutte le richieste di aiuto.
Negli ultimi anni, per fronteggiare le crisi scaturite dalle abitudini provocate dalla pandemia sono nati poi alcuni progetti interessanti e di valore.

Come il caso di Animenta, un’associazione no profit nata nel 2020 per iniziativa di un team di giovanissimi guidati da Aurora Caporossi, avente «l’obiettivo di creare momenti di confronto e ascolto su temi come l’immagine corporea, la percezione del sé, l’educazione alimentare, utilizzo dei social e temi affini», come si legge dal sito ufficiale.
Le loro attività si svolgono nei luoghi più vicini ai giovani ma non solo, come scuole, università, oppure con iniziative come cene di gruppo per così dire, “consapevoli”, e performance teatrali sul tema del self empowerment. Tutto con il supporto di testimonial famosi, ma soprattutto attraverso la costruzione di una rete di volontari e professionisti disponibili a mettere sul campo il know-how e offrire il loro apporto.

photo by Tamas Pap on Unsplash

I social possono aiutare a combattere i disturbi dell’alimentazione

Non solo medici e psicologi, ma anche le piattaforme digitali possono giocare un ruolo fondamentale nella lotta al fenomeno.
Le giovani generazioni, sensibili e molto attente ai contenuti che promuovono la realizzazione personale, soprattutto dal punto di vista estetico, hanno subito i contraccolpi piscologici dal vedersi negate molte libertà durante i lockdown.
In questo periodo, la proliferazione di contenuti online che da un lato promuovevano l’attenzione sulla preparazione casalinga dei pasti, e dall’altro la maniacale precisione della loro regolarità, ha fatto sì che siano nati trend social ambigui e potenzialmente pericolosi.
Trend che si sono diffusi per esaltare corpi tonici e in forma, ma che in realtà sono stati una fonte ulteriore di stress per tantissimi, conducendo in certi casi alla nascita di un disturbo alimentare.

Per questi motivi, le piattaforme social più seguite dalla Generazione Z come Instagram e Tik Tok hanno portato avanti progetti a favore della lotta ai DCA.
Nel 2021, durante la settimana della consapevolezza sui Disturbi negli Stati Uniti, Instagram aveva realizzato contenuti appositi, e potenziato la presenza di esperti sulla sua piattaforma per supportare gli utenti che necessitavano di bisogno, in collaborazione con NEDA (National Eating Disorders Association).
Tik Tok invece aveva lanciato una nuova funzionalità che offriva un numero di telefono di assistenza agli utenti che cercavano hashtag relativi ai disturbi alimentari, e pochi giorni fa ha deciso anche di rimuovere tutti quei contenuti che promuovono uno stile di vita malsano, potenzialmente pericoloso e che possono dare seguito a disturbi alimentari.
Sebbene il confine tra questi contenuti e altri simili sia molto sottile (può essere davvero difficile capire quando qualcuno è in fase di recupero e pubblica contenuti sul proprio percorso di riabilitazione), le iniziative che stanno prendendo piede possono sì sembrare piccoli passi su una strada ancora in salita, ma aiutano a formare consapevolezza e fornire un aiuto vero alle nuove generazioni.


CHI PUOI CONTATTARE

  • Numero Verde S.O.S. Disturbi Alimentari – 800 180969

Alcune associazioni no profit:

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