Che cos’è il diritto alla salute e perché viene prima di tutto

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiLo sancisce la Costituzione italiana. E lo suggerisce il buon senso.
Il diritto alla salute viene prima di tutto. Comprendere il perché di questa affermazione non è difficile. Soprattutto in questo momento storico in cui una pandemia ci tiene sul filo del rasoio.

Diritto alla salute, definizione

Lo stesso ministero della Salute spiega cosa si intende con il termine.
L’espressione “diritto alla salute” sintetizza una pluralità di diritti quali il diritto all’integrità psico-fisica e quello ad un ambiente salubre, il diritto ad ottenere prestazioni sanitarie, alle cure gratuite per gli indigenti nonché il diritto a non ricevere prestazioni sanitarie, se non quelle previste obbligatoriamente per legge, a tutela oltre che della persona del destinatario, di un interesse pubblico della collettività.
All’interno del diritto inalienabile alla salute ritroviamo altri diritti fondamentali. Quello alla dignità umana, di vivere una vita degna, di non essere escluso dalla società ed esserne parte attiva. E non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

diritto alla salute
Foto di Edward Howell su Unsplash

Diritto alla salute in Italia: la Costituzione

In Italia il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione Italiana, che all’articolo 32 recita:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Il diritto della salute diventa un diritto fondamentale dell’individuo. Ed è interesse della collettività difenderlo, rispettando la dignità e la libertà di ogni persona.
In Italia il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), istituito dalla legge 833 del 1978, è universalistico e solidaristico. Cioè offre assistenza sanitaria a tutti i cittadini, senza distinzioni di età, genere, residenza, reddito, lavoro. A differenza di altri paesi del mondo, in Italia tutti hanno il diritto alle giuste cure. Esiste un livello essenziale di servizi garantiti dalla Regioni, che possono aggiungere ulteriori prestazioni nell’offerta dedicata ai cittadini.
Fondamentale la centralità della persona, che si manifesta con una serie di diritti che non devono mai essere dimenticati: la libertà di scegliere dove curarsi, quale medico scegliere, il diritto di informarsi e partecipare, il consenso informato, il diritto alla privacy.

Cinque i principi sui quali si basa il SSN:

  1. Responsabilità pubblica della tutela della salute.
  2. Universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari.
  3. Globalità di copertura in base alle necessità assistenziali di ciascuno.
  4. Finanziamento pubblico attraverso la fiscalità generale.
  5. “Portabilità” dei diritti in tutto il territorio nazionale e reciprocità di assistenza con le altre regioni.

diritto alle cure
Foto di amirreza jambi su Unsplash

La salute come diritto umano fondamentale

L’Agenda 2030 dell’Onu all’obiettivo 3 sancisce ancora una volta l’importanza di perseguire una strada che porti la popolazione mondiale ad aver accesso alla sanità, senza discriminazioni e distinzioni. “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età“.
Il diritto alla salute appartiene ai diritti umani fondamentali internazionalmente riconosciuti. Ogni individuo su questa terra ha diritto di poter godere delle migliori condizioni di salute fisica e mentale, come stabilito per la prima volta dalla Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Era il 1946.

Il godimento delle migliori condizioni di salute fisica e mentale è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, senza distinzione di razza, religione, opinione politica, condizione economica o sociale.
Concetto ribadito nel 1948 dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e nel 1966 dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Oltre che da altri trattati internazionali che riaffermano la centralità di un diritto che non deve più essere negato.

Diritto alla salute e Covid

Ai tempi della pandemia da Covid-19, il tema del diritto alla salute è tornato prepotentemente di stretta attualità. Anche in vista della prossima campagna vaccinale.
L’emergenza sanitaria ha svelato pecche e problematiche della nostra sanità. Mettendo a rischio un diritto sacrosanto. La professoressa Barbara Gagliardi, docente di Diritto sanitario all’Università di Torino, spiega che soprattutto nel nostro paese ci troviamo di fronte a un momento storico epocale, perché da un lato si devono garantire le libertà individuali e dall’altro il benessere della collettività. A chi parla di dittatura sanitaria, potremmo rispondere con le sue parole a Unito:

Quello che legittima l’adozione delle misure governative non è il diritto alla salute del singolo, ma la tutela della salute come interesse collettivo e il dovere di solidarietà che incombe su tutti quanti ai sensi Articolo 2 della Costituzione. Sono totalmente libero di farmi del male ma non di arrecare danni agli altri. Si va verso sanzioni in qualche misura limitative della libertà personale. È la stessa dimensione che legittima l’obbligo vaccinale perché tutela la salute come interesse collettivo oltre che di diritto individuale.

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