Coronavirus, cosa possiamo fare e cosa non dobbiamo fare. Per proteggere chi amiamo e chi è a rischio

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

#iorestoacasa. Questo il mantra che dobbiamo ripeterci almeno fino al 3 aprile.
Il nuovo decreto del governo Conte che di fatto rende tutta l’Italia zona rossa parla chiaro.
Se vogliamo sconfiggere il Coronavirus dobbiamo prenderci le nostre responsabilità.
Ci sono cose che possiamo e dobbiamo fare. E altre che assolutamente non dobbiamo fare, che dobbiamo rimandare a data da destinarsi.
Per proteggere noi stessi, chi amiamo, chi è a rischio. E anche per proteggere il nostro paese.

volersi bene

Photo by Nick Fewings on Unsplash

Cosa possiamo e dobbiamo fare per sconfiggere il Coronavirus.

Dobbiamo stare a casa. Il più possibile. Gli esperti sostengono che solo così si possono limitare i contagi. E solo così si può dare respiro agi ospedali italiani.
Possiamo uscire per fare la spesa. Una persona per famiglia. E possiamo andare a lavorare se non possiamo attivare una modalità di smart working. Rallentare, fermarci un attimo, per uscire il prima possibile da questa situazione che è di fatto d’emergenza. Chi va in giro deve dimostrare, in caso di controllo, di avere assoluta necessità di uscire di casa.
Si può uscire ovviamente per una passeggiata. Evitando di formare i gruppi. E rimanendo al famoso metro di distanza. Molti locali si sono già attrezzati per garantire la sicurezza (restando aperti dalle 6 alle 18). Altri, invece, hanno deciso temporaneamente di chiudere. Perché la salute di tutti viene prima.

L’igiene prima di tutto. Ma non solo.

E poi c’è il capitolo dell’igiene. Medbunker suggerisce alcune norme che dovremmo sempre tenere a mente per tenere alla larga i germi. Anche quando l’emergenza Coronavirus sarà passata. Perché passerà. Ma le tempistiche dipendono da noi. I virus non vanno in giro da soli. Hanno bisogno di noi per diffondersi.
Pulirsi bene le mani. Spesso. E bene. Con acqua e sapone. O con un detergente disinfettante. Lavarsi le mani ogni volta che si rientra in casa. Prima di preparare e consumare i pasti. Quando si toccano oggetti potenzialmente pieni di germi (bagno, tastiere di computer, smartphone).
Aerare i locali di casa spesso. Le temperature sono anche miti in questi giorni. Spalancare le finestre di casa. Mantenere casa pulita usando detergenti disinfettanti. Ma anche il normale alcol andrà bene.
Ricordatevi di pulire gli smartphone. Sapete quanti germi si accumulano sopra?
Starnutire o tossire nella piega del braccio o in un fazzoletto di carta. Che poi va subito gettato via.
Indossare la mascherina se assistete una persona malata o con sintomi o se pensate di avere i sintomi del Coronavirus.

Se vi sentite male chiamate il vostro medico curante.
Bisogna stare a un metro di distanza. Almeno.
Limitare i contatti con le altre persone. Per un po’ evitare di andare a pranzo e a cena da amici e parenti. Ci rifaremo dopo. Ovviamente possiamo stare in contatto con i famigliari che vivono con noi. Ma tutto il resto è meglio evitarlo.
Se in famiglia ci sono parenti anziani o non autosufficienti, ovviamente si può andare da loro ad aiutarli. Ma con tutte le precauzioni del caso. Loro sono i soggetti più a rischio. Non dimentichiamolo.
Condividete con tutti i vostri contatti le buone norme di comportamento.

E i bambini?

Non bisogna nascondere loro la verità. Ma piuttosto bisogna raccontarla attraverso parole e strumenti che possano dar loro una mano a capire la situazione. Si sono accorti fin da subito che qualcosa non andava. Le scuole sono state chiuse proprio perché sono il luogo dove il pericolo di contagio è maggiore. A casa chi si prende cura di loro deve cercare di non allarmarli. E di far continuare la quotidianità in serenità. Studiando, facendo i compiti, leggendo, giocando. Ma non nascondendo che ognuno ha la responsabilità di aiutare in questo momento. Loro capiranno prima di tanti adulti.

Cosa fare a casa?

C’è chi lavora. E chi si riprende il tempo perduto con i figli. Possiamo leggere, guardare film e serie tv, sistemare casa, cucinare, allenarsi con workout a distanza, studiare, aggiornarsi. Oppure possiamo chiamare e videochiamare chi è lontano da noi o non sentiamo da tempo. E possiamo anche annoiarci: per una volta, riscopriamo la noia. E insegniamo ai nostri figli che non devono sempre per forza fare qualcosa. Si può anche oziare. C’è una frase che gira sui social che rende molto bene l’idea: “Meglio annoiati, che intubati“.
In questo periodo cerchiamo di ristabilire le vere priorità della nostra vita. Cogliamo questa opportunità che l’emergenza ci dà per riappropriarci della nostra vita. E facciamone tesoro prezioso.
Non ci viene richiesto di rinunciare alla socialità per sempre. Lo sappiamo che per noi italiani è difficile. Siamo un popolo passionale che ama stare in giro. Ci viene chiesto di farlo per breve tempo. E se lo facciamo tutti, i tempi di “clausura” si ridurranno sicuramente. Se invece continuiamo a comportarci in modo egoistico calpestando il senso civico non ne usciremo tanto facilmente.

restare a casa

Photo by Isaac Quesada on Unsplash

Cosa non dobbiamo assolutamente fare.

Se volete proteggere chi amate, le persone a rischio, il paese intero o se, egoisticamente parlando (che spesso è l’unica campana che qualcuno riesce a sentire), volete proteggere voi stessi ci sono cose che non dovete per nessuna ragione al mondo fare.
Non uscite di casa se non è strettamente necessario. Rimanete nel vostro comune di residenza (al quale potrete tornare sempre se vi trovate fuori). Non viaggiate. Perché il virus viaggia con solo con gli esseri umani. Non da solo.
Evitate gli assembramenti. Se uscite di casa per fare la spesa o andare a passeggiare non create gruppi.
E cercate di non stare in luoghi affollati.
Evitate di avere contatti troppo ravvicinati per lungo tempo con persone incontrate.
Ovviamente dovete anche evitare di stare a contatto con soggetti a rischio. O che sono già risultati positivi al Coronavirus.
Non date strette di mano. Niente baci. E niente abbracci.
E non andate in ospedale o al pronto soccorso. Ci sono i numeri dedicati. Usateli.
Non fate auto diagnosi. E non prendete farmaci antivirali o antibiotici se non prescritti dal medico.
Non fatevi prendere dal panico. Abbiamo gli strumenti per affrontare l’emergenza. Usiamoli.
Ed evitate di condividere fake news e bufale. Quelle sono uno dei più forti aiuti che il virus ha per continuare la sua corsa sfrenata.

annoiarsi

Photo by Caroline Hernandez on Unsplash

A cosa non dobbiamo credere.

Non dobbiamo credere alle fake news. Alla disinformazione che corre veloce sui social. E purtroppo troppo spesso nel mondo del giornalismo.
Non crediamo ai fantomatici audio che tutti riceviamo su Whatsapp. Chiedetevi sempre chi è la fonte di quello che ascoltate, vedete, leggete. E se non riuscite a risalire alla fonte, dubitate. Sempre.
Affidatevi solo alle informazioni di fonti ufficiali. L’Italia, dopo un inizio di comunicazione difficile, adesso sta sfruttando tutti i canali possibili per informare al meglio i propri cittadini. Che però devono essere capaci di capire quali parole ascoltare. E quali cestinare.

Dobbiamo seguire le regole che governo e amministrazioni locali ci ricordano ogni giorno. Quasi ossessivamente. E se lo fanno è solo per il nostro bene. Per il bene di tutti. Perché per una volta uno vale uno. E ognuno è chiamato a fare la sua parte per la comunità.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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