Ansia, suicidi, autolesionismo. Cosa sta accadendo ai nostri adolescenti?

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Nell’ultimo anno nel mondo un adolescente su 6 ha pensato al suicidio.
Ansia, pensieri suicidi, autolesionismo: i dati statistici sono allarmanti e in crescita.
La situazione dovrebbe preoccupare.
Cosa succede ai nostri ragazzi?

adolescenti

Photo by Jesús Rodríguez on Unsplash

Suicidio, terza causa di morte tra i giovani.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il suicidio è la terza causa di morte tra adolescenti e giovani nel mondo. La seconda causa di morte in Europa, dopo gli incidenti stradali, nei giovani tra i 15 e i 29 anni.

Uno studio pubblicato su The Lancet, che si basa sui dati della Global School-based Student Health Survey (GSHS), svela che 1 adolescente su 6 (campione di 275.057 adolescenti, età media14,6 anni) ha pensato al suicidio nell’ultimo anno. Il 9% ha vissuto uno stato di ansia molto forte. La maggiore incidenza per le tendenze suicide riguarda i paesi a reddito medio alto, mentre l’ansia colpisce maggiormente i paesi più poveri.
Un altro studio del 2019 svelava che pensieri suicidi erano prevalenti in particolare tra i teenager delle regioni dell’Africa e del Pacifico Occidentale. Soprattutto tra ragazze e adolescenti con età compresa tra i 15 e i 17 anni.
I dati più alti arrivano dalla regione africana. I più bassi dalla regione asiatica. Per l’ansia, invece, i dati sono più alti nella regione del Mediterraneo orientale. Quelli più bassi in Europa.

Negli USA negli ultimi 20 anni i tassi di incidenza sono raddoppiati.

adolescenti

Photo by Steinar Engeland on Unsplash

Suicidi in Italia: troppi i giovanissimi.

Italia: 200 morti all’anno per suicidio, su un totale che non arriva a 4mila, riguardano ragazzi con meno di 24 anni.
I suicidi nel nostro paese rappresentano il 12% delle morti di persone con età compresa tra i 15 e i 29 anni. Ogni anno almeno 500 ragazzi tentano di togliersi la vita.
A settembre 2019 l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma informava che gli accessi al pronto soccorso per tentativi di suicidio negli ultimi anni sono aumentati di 20 volte. E colpiscono anche i bambini di 10 anni. Nel 2018 sono state quasi mille le consulenze neuropsichiatriche nello stesso ospedale.

A pensare al suicidio sono ragazzi e ragazze in egual misura. I ragazzi di solito sono portati a suicidarsi in maniera violenta, impiccandosi o buttandosi sotto un treno. Le ragazze scelgono l’overdose da farmaci.
Spesso lasciano dei bigliettini, in cui chiedono scusa, perché non ce l’hanno fatta. Lasciando nelle famiglie, tra i docenti e tra gli amici un senso di vuoto: perché non hanno chiesto aiuto prima, perché si sono arresi, perché nessuno si è accorto di niente?

adolescenti e rischio suicidio

Photo by rayul on Unsplash

Cosa succede ai nostri ragazzi?

Quali sono le cause che spingono un adolescente, che ha tutta la vita davanti, a pensare al suicidio? Le motivazioni che possono spingere ad atti di autolesionismo che possono portare anche alla morte sono numerose. Disturbi dell’umore, disturbo bipolare, depressione, uso di droghe e alcol, suicidi in famiglia. La situazione famigliare gioca purtroppo un ruolo fondamentale. Chi ha subito soprusi, abusi, violenze e traumi potrebbe essere più facilmente vittima di pensieri suicidi e autolesionisti.
Senza dimenticare le discriminazioni razziali e le discriminazioni sessuali (per orientamento sessuale e identità di genere), atti di bullismo e di cyberbullismo, la vergogna che i più giovani possono provare in situazioni che non possono gestire, la mancanza di comunicazione con il mondo dei “grandi”.

Diego De Leo, professore emerito di psichiatria e autore, spiega anche il ruolo delle famiglie alle spalle dei giovani:

La nuova generazione di genitori ha considerato i figli come amici, li ha protetti, accuditi e viziati, ma non li ha educati a tollerare le frustrazioni e affrontare la vita. Questi ragazzi sono sempre più soli e di fronte alle prime difficoltà possono andare in crash.

I nostri adolescenti sono fragili. Non hanno gli strumenti per affrontare le sfide che la vita pone loro. Un voto sbagliato, un rifiuto in amore, le difficoltà con i coetanei, le incomprensioni con i genitori: motivi che possono apparire banali, ma che agli occhi di un ragazzo appaiono insormontabili.
Scoprire il malessere alle sue prime manifestazioni. Aiutare i ragazzi e aiutare le famiglie ad affrontare un percorso non facile, ma necessario per dare ai nostri giovani gli strumenti utili per gestire la propria vita. Solo così si possono evitare dati che fanno rabbrividire.

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Redazione i404

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