Perché l’educazione sentimentale dovrebbe essere una materia insegnata a scuola

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

educazione sentimentale
Photo by Jem Sahagun on Unsplash

Matematica, italiano, geografia, storia, arte. Non bastano queste materie a scuola per permettere ai ragazzi di ogni età di sviluppare un senso critico e poter scoprire tutti gli strumenti utili per crescere forti e sani nello spirito.
Ci sono anche altri argomenti che dovrebbero essere affrontati nelle aule scolastiche. Spesso parliamo di educazione civica e anche di sessuale. Ma mai ci soffermiamo a considerare l’importanza dell’educazione sentimentale.

Cos’è l’educazione sentimentale

L’educazione sentimentale altro non è che un percorso volto a formare dal punto di vista emotivo le persone, fin dalla più tenera età. Dalla prima infanzia in poi siamo soliti gestire come riusciamo le emozioni che affollano quotidianamente la nostra mente. Crescendo impariamo a controllare queste manifestazioni che a volte sfociano in reazioni considerate eccessive, perché non si hanno gli strumenti più adatti per poter comprendere cosa sta succedendo dentro di noi.
Educare alle emozioni, alle differenze, al rispetto, alla comprensione, all’empatia è sicuramente un’arma vincente per permettere ai ragazzi di diventare da adulti persone con un’anima e una coscienza.
Educazione sentimentale è anche il titolo del celebre romanzo di Gustave Flaubert (L’Éducation sentimentale, histoire d’un jeune homme), pubblicato nel 1869.

educare alle emozioni
Photo by freestocks on Unsplash

Capire emozioni e sentimenti che si provano è fondamentale

Si dice spesso che i giovani non hanno più valori, che pensano solo a loro stessi, che non hanno ambizioni e voglia di progettare. Ma spesso non ci fermiamo a riflettere che forse i grandi, a casa o a scuola, non hanno fornito loro gli strumenti necessari per comprendere cosa avviene nella loro testa. Non sanno cosa provano e di conseguenza non sanno gestire quei sentimenti dei quali non conoscono nemmeno l’esistenza.
La pandemia ha accentuato questo aspetto. I ragazzi si sentono isolati, privi di prospettive, soli, abbandonati, costretti a rinunciare a tutto senza uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Una generazione completamente allo sbando, come sottolineano molti psicologi. Che ha perso di vista il proprio futuro, annientato da mancanza di socialità e didattica a distanza.

L’educazione sentimentale tra i banchi di scuola potrebbe aiutarli a dare un nome a emozioni fondamentali per la crescita. Perché solo conoscendo sentimenti e sensazioni che si provano si possono affrontare le sfide che la vita pone davanti nel proprio cammino. Altrimenti si continua a vivere in modo apatico, non come attori protagonisti della propria esistenza. Ma come semplici comparse, senza diritto a una battuta o alla notorietà.

educare ai sentimenti
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Paolo Crepet e l’educazione sentimentale a scuola. Con un cucciolo

Anche lo psicologo Paolo Crepet è concorde nel portare a scuola l’educazione sentimentale. Magari facendosi aiutare da cuccioli. Sì, proprio da teneri cagnolini. «Da 30 anni dico che dovrebbe essere introdotta l’educazione sentimentale come materia a scuola. Quella sessuale non ha il minimo senso, mentre quella sentimentale sì. Il problema è capire quale figura dovrebbe insegnarla. Non certo il prete e non certo l’allenatore di basket, ma un cucciolo di cane. Ogni scuola ne dovrebbe adottare uno, dal momento che l’educazione sentimentale si impara accudendo una piccola bestiola».

Queste le sue parole all’Agi, per commentare la proposta del deputato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana di introdurre nelle scuole primarie e secondarie questa materia, per prevenire la violenza contro le donne.
Sperando che non rimanga solo uno slogan o una mera mossa di propaganda elettorale, come sottolinea lo stesso psicologo: quando si fanno delle proposte si deve «sempre capirne anche l’attuabilità, altrimenti diventa uno slogan che serve per fare un comizio. Il Paese ha bisogno di riforme serie, puntuali e con delle risposte ai dubbi. Altrimenti sono belle parole gettate al vento».

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