Cos’è il regolamento di Dublino che Ursula Von der Leyen vuole abolire

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiUrsula Von der Leyen è decisa. Vuole abolire il regolamento di Dublino.
Avrebbe già pronte delle misure per sostiturilo.
Riuscirà a convincere il Consiglio europeo?

unione europea
Foto di Mediamodifier da Pixabay

Cos’è il regolamento di Dublino

Il Regolamento di Dublino, o Convenzione di Dublino, o “Convenzione sulla determinazione dello stato competente per l’esame di una domanda di asilo presentata in uno degli stati membri delle Comunità Europee”, è un trattato internazionale dedicato al diritto di asilo.
La Convenzione è stata sottoscritta non solo dagli stati membri della UE, ma anche da paesi extra Unione Europea (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera).
Il Regolamento UE n. 604/2013 o Regolamento di Dublino III elenca tutti “i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide“. E fa riferimento alla Convenzione relativa allo status dei rifugiati del 1951 e la conseguente direttiva UE.

Testo del Regolamento di Dublino

Il sistema di Dublino è stato firmato il 15 giugno 1990. Ed è entrato in vigore il primo settembre 1997 con i primi 12 stati firmatari. Il regolamento di Dublino II ha sostituito il precedente nel 2003. Mentre il Consiglio ha approvato il regolamento di Dublino III (2013/604/CE) nel giugno 2013, con aggiornamenti alla seconda versione.
All’interno della Convenzione sono determinate le modalità con cui ogni stato membro esamina le domande di asilo o di status di rifugiato seguendo la Convenzione di Ginevra.

Come i precedenti testi, anche la terza versione si basa su un principio fondamentale. Il primo stato membro in cui il migrante esegue la richiesta di asilo o in cui avviene la memorizzazione delle impronte digitali è responsabile del rifugiato e della sua domanda. Se da un lato questo sistema mira a evitare che un richiedente asilo possa presentare domanda in più stati, dall’altro lato le critiche mosse a un sistema che penalizza i paesi dove la maggior parte dei migranti sbarca per questioni geografiche pongono dei limiti enormi. E penalizzanti, sia per gli stati membri più esposti sia per gli stessi migranti.

Un sistema che di fatto blocca i richiedenti asilo alla prima frontiera in cui arrivano. Non potendo raggiungere la meta del loro viaggio della speranza, magari la famiglia che vive in un altro stato e con cui vuole avere un ricongiungimento. E impedisce loro ogni forma di integrazione.

diritto di asilo
Foto di Yves Bernardi da Pixabay

Ursula Von der Leyen e il superamento di Dublino

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, in occasione del discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento Europeo di Bruxelles ha illustrato ciò che la commissione ha fatto finora e quello che vorrebbe proporre per i prossimi mesi.

Tra le proposte che sono subito saltate all’occhio, c’è sicuramente quella dell’abolizione del regolamento di Dublino. Che di fatto non aiuta i paesi del Mediterraneo, Italia e Grecia in primis, ad far fronte al flusso di migranti che sfidano il mare per cercare fortuna lontano dal loro paese, magari martoriato dalla guerra, dalla crisi, da persecuzioni. Il Consiglio dell’Unione Europea si è sempre detto contrario a ogni forma di cambiamento della Convenzione negli anni passati.

La presidente della Commissione è intenzionata a portarsi a casa questo risultato, sostituendo il regolamento con altre misure che illustrerà il 23 settembre 2020, alla vigilia del prossimo Consiglio Europeo del 24 settembre, dove presenzieranno tutti i capi di stato e di governo dell’UE.
L’idea è quella di creare un “nuovo meccanismo europeo“, con “strutture comuni che si occuperanno delle richieste di asilo e dei rimpatri, e un forte meccanismo di solidarietà“. Solidarietà che è sempre mancata su un tema delicato e di strettissima attualità come questo.

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