Profughi, migranti e richiedenti asilo: le differenze

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Rifugiato, profugo, richiedente asilo, migrante.
Tanti termini che spesso affollano le pagine dei principali giornali o i serviti dei telegiornali, ma anche i programmi dei politici. Termini che, però, non vengono sempre usati correttamente. Perché ognuno ha il suo significato. E non sono proprio sinonimi.

Il 20 giugno si celebra la Giornata mondiale del rifugiato 2019. E anche su questo argomento la confusione regna sovrana. Giornata del rifugiato o del profugo?
E perché papa Francesco ha indetto un’altra giornata per il 29 settembre, la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2019?
Un tema delicato, che ha bisogno sicuramente di un approfondimento. Per fare chiarezza. E non sbagliare più. Perché una parola sbagliata può causare molti danni.

Giornata Mondiale del Rifugiato 2019

Photo by Antoine Merour on Unsplash

Chi sono i profughi.

Il profugo è una persona che è costretta a lasciarela propria terra, il proprio paese, la patria, in seguito a eventi bellici, a persecuzioni, oppure a cataclismi“, dice il dizionario. La storia è piena di profughi che sono stati obbligati a farlo, senza avere alcuna scelta. E lo è anche la letteratura. Il profugo più famoso è forse Enea.
Secondo l’Unhcr, nel mondo ci sono 68,5 milioni di rifugiati (dati 2017). Sono persone costrette a lasciare la loro terra di nascita a causa della guerra, di violenze, di persecuzioni.
Le situazioni peggiori in Congo, in profonda crisi e colpita da epidemie di ebola senza precedenti, in Sudan, paese devastato da una guerra che sembra senza fine, in Bangladesh, con il dramma dei rifugiati rohingya400.000 persone appartenenti a questa etnia in fuga dopo le violenze scoppiate nello stato del Rakhine in Myanmar e che hanno perso tutto, sono considerati le persone meno volute al mondo e tra le più perseguitate.
Più di 60 milioni di persone scappano dalle loro case. 44.500 persone ogni giorno. Una persona ogni due secondi.

Scappano di casa lasciandosi tutto alle spalle per guerre, rivolte, sommosse, invasioni di paesi confinanti. Ma anche per la povertà e si chiamano profughi economici. O per i cambiamenti climatici, prendendo il nome di profughi climatici o ambientali (anche se più spesso vengono chiamati migranti climatici perché per loro non esiste lo status giuridico di rifugiati. Non ancora, almeno).
Esistono anche i profughi interni, quelli che scappano da situazioni di pericolo non lasciando il proprio paese. Perché non vogliono o non possono. Si parla di 40,3 milioni sfollati interni nel 2017.

Chi sono i rifugiati.

Sempre il dizionario della lingua italiana ci dice che il rifugiato è una persona scappata dal proprio paese, che è riuscita a trovare rifugio in un luogo sicuro, ottenendo asilo politico in uno stato straniero. Profughi e rifugiati sono termini collegati tra loro. Prima si scappa e si è profughi dalla propria terra. Poi se si ha la fortuna di trovare un approdo sicuro, si diventa rifugiati.

Il rifugiato è l’unica condizione riconosciuta giuridicamente, con regole scritte e sancite dalla Convenzione di Ginevra del 1951 firmata da 145 stati membri delle Nazioni Unite. Il rifugiato politico è colui che

nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato.
Convenzione di Ginevra

Chi sono i migranti.

I migranti sono coloro che emigrano, che si spostano. E possono racchiudere i due soggetti sopra descritti. Sono coloro che per motivi disparati (e disperati) lasciano le loro case in cerca di una terra promessa. Possono essere rifugiati politici, ottenere asilo politico, oppure essere solo persone che decidono di andare a vivere in un altro paese per sperare di ottenere più fortuna. Possono essere regolari o irregolari. E possono arrivare da ogni angolo del pianeta.
Se ci pensiamo i migranti non sono solo i disperati del mare che arrivano su barconi fatiscenti o su gommoni, come nell’ondata di migranti albanesi negli anni Novanta verso l’Italia. Anche noi siamo stati migranti all’estero. Ci sono i migranti climatici. Ma sono anche tutti i “cervelli in fuga che anche dall’Italia cercano fortuna all’estero. Non ci sono differenze. Sono tutti migranti.

Bambini scappano dalla guerra

Foto di skeeze da Pixabay

Rifugiati in Italia, la legge.

Cosa dice la legge italiana sui rifugiati e i richiedenti asilo politico? La Costituzione ne sancisce il diritto a esistere e a chiedere di essere tutelati in un paese straniero, all’articolo 10:

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Rifugiati: il diritto di asilo.

Il diritto d’asilo è sancito dalla Costituzione. Anche se giuridicamente parlando le cose si fanno un po’ confuse. Anche nel nostro paese si fa riferimento alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, così come alla Convenzione di Dublino del 15 giugno 1990, “sulla determinazione dello Stato competente per l’esame di una domanda di asilo presentata in uno degli stati membri delle Comunità Europee“.

Ma il nuovo governo gialloverde ha rivisto tutto. Facendo come sempre campagna elettorale sulla pelle dei più poveri della terra, con Matteo Salvini pronto a chiudere i porti e respingere a prescindere chiunque arrivi in Italia.
L’articolo 13 della legge 1 dicembre 2018 n° 132 prevede nuove disposizioni per l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo. Con norme più restringenti che di fatto annullano quanto fatto finora per garantire protezione a chi ne ha veramente bisogno.
Cosa cambia per i migranti con il decreto sicurezza? Abolito il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il questore può valutare casi speciali (vittime di violenza, di sfruttamento lavorativo, per calamità naturali, per atti di valore civile, per cure mediche). Rimangono in ballo tutti coloro ai quali era stato negato in prima battuta e avevano fatto ricorso.
Inoltre, abolita la possibilità del richiedente asilo di iscriversi anagraficamente al proprio Comune di domicilio.

Alcuni sindaci italiani, in netto contrasto con questa visione restrittiva, hanno lanciato la campagna #dirittiincomune, per invitare i sindaci d’Italia a sottoscrivere un impegno per iscrivere nei registri dell’anagrafe i richiedenti asilo. Dando così loro tutti i sacrosanti diritti che spettano in un paese democratico e moderno come il nostro.

Giornata mondiale del rifugiato 2019 o Giornata mondiale dei profughi 2019.

Per i milioni di profughi, rifugiati, migranti che chiedono protezione fuori dai confini del loro paese, è stata indetta una Giornata Mondiale del rifugiato (o del profugo). È stata proclamata dalle Nazioni Unite e si celebra ogni anno il 20 giugno, per ricordare l’approvazione della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati (Convention Relating to the Status of Refugees) del 1951.
Per la prima volta la Giornata Mondiale del Rifugiato venne celebrata il 20 giugno del 2001, in occasione del 50esimo anniversario della Convenzione. Ogni anno viene scelto un tema condiviso in tutti i paesi del mondo.

#WithRefugees è la campagna dell’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, per sensibilizzare sul tema. E per invitare tutti a non dimenticare chi è costretto a lasciare tutto, patendo le peggiori sofferenze, le umiliazioni più profonde, le violenze più inaudite. Persone che cercano solo un riscatto. E un futuro migliore. Una campagna che racconta storie di rifugiati e rifugiate e i tanti gesti di solidarietà che provengono da ogni angolo del mondo.
Per il 2019 verranno organizzate giornate di porte aperte nei centri di accoglienza, per parlare anche di inclusione e integrazione.

Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2019.

Anche il Vaticano ha la sua giornata dedicata ai migranti e ai rifugiati. Ma per la 105esima edizione si cambia data, programmandola il 29 settembre 2019 (la data era già mutata diverse volte nel corso della storia). Il Santo Padre ha indetto la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2019, per invitare i cristiani a ritrovare la propria essenza e la propria umanità. Perché non è solo una questione di migranti: “Interessandoci di loro ci interessiamo anche di noi, di tutti; prendendoci cura di loro, cresciamo tutti; ascoltando loro, diamo voce anche a quella parte di noi che forse teniamo nascosta perché oggi non è ben vista“. Perché il tema è: Non si tratta solo di migranti.
Un messaggio ad amare il prossimo, ad aprirsi agli altri, ad accogliere chi ha perso tutto, come la Bibbia e il Vangelo ci invitano a fare. E come spesso chi sbandiera il rosario in campagna elettorale dimentica, denigrando anche chi espone cartelli che riportano parole cristiane come “Ama il prossimo tuo come te stesso“.

Photo credit: Rick Obst on VisualHunt.com / CC BY

Per sensibilizzare, per parlarne, per sentire la voce di chi ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire lasciarsi all’improvviso tutto alle spalle, con  un passato da dimenticare, un presente difficile e un futuro incerto. E per evitare il diffondersi di fake news e campagne di disinformazione (vedi Salvini che cambia il messaggio di papa Giovanni Paolo II per far passare come favorevole ai porti chiusi il papa polacco) che fanno male a tutti e che hanno conseguenze maggiori su chi ha già perso tutto ed è solo in cerca di un posto nel mondo.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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