Mondragone: Covid-19, sfruttamento, comunità straniere. Il Coronavirus toglie il velo di silenzio

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A Mondragone i palazzi dell’ex Cirio diventano zona rossa. Un vero e proprio focolaio tra i lavoratori stagionali impiegati nei campi agricoli.
Il Coronavirus toglie il velo a una situazione che abbiamo sempre ignorato.
Lo sfruttamento è un fenomeno del quale si deve parlare. Perché i lavoratori sono persone con diritti, non fantasmi.

lavoratori stagionali

Foto di Lisen Kaci da Pixabay

Il focolaio di Mondragone.

Tra i membri della comunità bulgara residente nel comune in provincia di Caserta sono  diversi i casi positivi al Coronavirus. Un focolaio che ha costretto le autorità a dichiarare la zona rossa, almeno fino al 7 luglio 2020, con ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
L’Asl di Caserta ha disposto una serie di screening sui residenti degli ex Palazzi Cirio di Mondragone (circa 750). E in seguito anche su altre persone che vivono in zona o nelle vicinanze.
Il primo screening ha portato a scoprire 43 casi, il secondo altri 32. 75 casi totali, 66 dei quali residenti a Mondragone, i restanti in altri comuni della zona. Il sindaco di Falciano dal Massico ha disposto la chiusura temporanea di un’azienda agricola, per 27 dipendenti positivi. Stessa sorte per un’altra azienda di Mondragone, in seguito alla positività di un dipendente.

lavoro nei campi

Foto di Goumbik da Pixabay

Lo sfruttamento dei lavoratori stagionali.

Il Coronavirus smaschera quello che abbiamo sempre cercato di nascondere sotto il tappeto, come si fa con la polvere. Lo sfruttamento dei lavoratori stagionali. In particolare dei lavoratori di comunità straniere costretti a vivere in condizioni disumane.
A Mondragone la comunità di stranieri più numerosa è composta da cittadini bulgari. Seguono ucraini e romeni. Un migliaio sono residenti. Altrettanti, secondo le stime CGIL, arrivano a lavorare solo in estate nei campi di meloni, pomodori e fagiolini. A fine raccolto, tornano a casa.
Lavoratori che nella maggior parte dei casi non hanno residenza, contratto di lavoro, sono praticamente inesistenti. Fantasmi.

Oggi ci accorgiamo della loro esistenza perché le palazzine ex Cirio sono diventate zona rossa.
Tra proteste dei residenti, lavoratori che eludono controlli e divieti, manifestazioni dei lavoratori.
Situazione delicata che non riguarda solo Mondragone. Tutto il comparto agricolo della provincia di Caserta e di altre zone sfrutta a piene mani la manodopera straniera. E in alcuni casi, come sottolineato da Tammaro Della Corte, sindacalista della Flai Cgil di Caserta, anche i minorenni.

lavoratore nei campi

Man with a Hoe (1882) by Georges Seurat

Degrado, povertà, sfruttamento.

Don Osvaldo Morelli, parroco di San Rufino, non usa mezzi termine nel parlare della situazione che si è creata. Sottolineando che nessuno si è mai preso la responsabilità di fare qualcosa. Di aiutare i lavoratori stagionali e le comunità straniere residenti o che arrivano nella zona per lavorare. Il problema è diventato di dominio pubblico solo ora causa Covid-19.

Forse siamo gli unici che dialoghiamo con i rom provenienti dalla Bulgaria, ora al centro delle polemiche e dell’attenzione generale per il Covid-19. Io sto in questa parrocchia da 5/6 anni. Qui abbiamo la mensa diocesana: offriamo 80 pasti al giorno. Queste persone vengono a bussare alla comunità, l’unico luogo dove trovano un po’ di comprensione e di ospitalità.

Secondo il parroco sono in tutto circa 700. Alcuni stabili, altri stagionali. Le loro condizioni di vita sono spesso di degrado, abbandonati a loro stessi.
Costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno nei campi, per una paga di 30-40 euro al giorno per gli uomini, mentre le donne guadagnano meno. Senza considerare il contratto nazionale di categoria e pagando una somma al caporale per poter entrare in contatto con i datori di lavoro. Nella maggior parte dei casi non hanno un contratto. E quando ce l’hanno, le ore regolarizzate sono molte meno.

Schiavi in un paese civile. Dimenticati da tutti. Oggi come ieri. Probabilmente anche come domani, quando l’emergenza sarà rientrata. Schiavi senza diritti sfruttati nei campi e per fare propaganda populista in un momento storico difficile per l’Italia. Dovevamo uscirne migliori dall’epidemia. E invece…

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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