Human Library, la biblioteca dei “libri viventi” dove ascoltare storie e combattere stereotipi e pregiudizi

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

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Photo by Ozan Safak on Unsplash

Le biblioteche sono luoghi per condividere cultura e accedere alla letteratura in maniera gratuita, per scoprire storie che possono aiutare ad aprire il cuore e la mente.
Le Human Library funzionano allo stesso modo. I libri sono viventi, persone che raccontano il proprio vissuto e incontrano altri individui pronti ad ascoltare le loro parole. Un catalogo di esperienze e di umanità a libero accesso, per combattere la cultura dell’odio, i pregiudizi e gli stereotipi che ancora oggi ci intrappolano in una società non equa, ingiusta, discriminante. Progetti da diffondere e da condividere per porre le basi per un futuro più umano.

Cosa sono le Human Library

The Human Library è un’iniziativa partita in Danimarca. Era il 2000 quando Ronni Abergel a Copenhagen ha dato vita alla prima Menneskebiblioteket. Si trattava di uno spazio creato ad hoc per consentire di avere conversazioni personali e intime tra due persone che non si conoscevano. In 30 minuti potevano condividere la loro storia, raccontare chi erano, narrare vicende che avevano segnato la loro vita. Mentre una persona parlava, l’altro semplicemente ascoltava. Come se la prima fosse un libro aperto e parlante e la seconda un lettore in attesa di immergersi in un vissuto che non era il suo.
Ronni Abergel lavorava già all’epoca come attivista contro ogni forma di violenza: nel 1988 ha co-fondato la ONG “Stop The Violence Movement”. Da lì la decisione di far nascere, insieme al fratello Dany e ai Asma Mouna e Christoffer Erichsen, la Human Library Organization.
Il primo appuntamento durato 8 ore al giorno per 4 giorni ha visto la partecipazione di un migliaio di persone.

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Photo by Mariia Zakatiura on Unsplash

Filosofia alla base delle “biblioteche umane”

«Come possiamo comprenderci, se non abbiamo l’opportunità di parlarci?». L’obiettivo della ONG è proporre eventi in cui spesso i protagonisti sono persone che appartengono a gruppi e minoranze vittime di pregiudizi a causa della loro origine, della loro religione, del loro credo politico o per forme di disabilità che non permettono alle persone di “andare oltre la copertina“. Il gruppo invita, invece, a non fermarsi al titolo, ma leggere la storia di ognuno, ascoltandola dalle parole dei diretti interessati. Spesso questi individui vengono ignorati, ma in questi luoghi diventano i protagonisti di un futuro in cui tutte le voci vengono ascoltate.
Tutti possono candidarsi a diventare libri umani. E tutti possono aderire alle iniziative in programma.

In Danimarca, come dovrebbe essere nel resto del mondo, la biblioteca svolge un ruolo sociale fondamentale in ogni comunità, per questo motivo è stata scelta per creare libri di persone narranti in cui l’ascolto e l’incontro diventano il prestito delle storie e chi ascolta rappresenta il lettore. Il bibliotecario, invece, svolge il compito di mediatore tra le parti, che si fanno promotrici attive di una nuova modalità di fare rete, per favorire inclusione sociale e porre le basi per una lotta culturale contro tutti quei comportamenti intrisi di odio e razzismo che non devono più appartenerci.

combattere stereotipi e pregiudizi
Photo by Jeff Sheldon on Unsplash

Human Library in Italia e nel mondo

Dalla Danimarca il progetto si è diffuso a livello internazionale per poter parlare di tolleranza, accoglienza, pace ovunque. Oggi l’organizzazione è presente in 80 Paesi del mondo e raccoglie anche fondi per poter invitare sempre più persone a partecipare alle iniziative in programma in ogni angolo del pianeta. L’organizzazione è presente nelle scuole, negli ospedali, nei centri culturali, nelle aziende e ovunque ci sia bisogno di lottare contro stereotipi e pregiudizi, armandosi solo di racconti che possono far comprendere quanto è importante accogliere l’altro, una forma di arricchimento che oggi è fondamentale per uno sviluppo sostenibile della società. Il gruppo di ideatori del progetto sta cercando di avviare percorsi anche in Sudafrica, Tunisia, Pakistan, India, Indonesia, Ecuador, Perù, Mongolia e Israele.

Anche l’Italia si è dimostrata interessata all’argomento. Il 6 ottobre del 2017 si è svolto a Pistoia, nella Biblioteca San Giorgio, il primo convegno italiano dedicato al tema. Mentre due anni prima l’Associazione Culturale Pandora a San Giovanni Valdarno, in provincia d’Arezzo, ha dato vita alla Human Library Toscana, una delle poche realtà del nostro paese ad essere stata riconosciuta dall’organizzazione internazionale.
Altre Biblioteche Viventi si trovano a Verona, Milano, Bergamo, Treviso, Torino, Palermo. Ma speriamo che possano presto diffondersi in tutto lo stivale. Perché sono il perfetto esempio di unione e confronto di cui abbiamo bisogno oggi. E di cui hanno bisogno i nostri ragazzi per crescere in un clima di accoglienza e fraternità. Dedicare del tempo agli altri è sempre un buon modo di trascorrere le proprie giornate.

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