Quanti insetti mangiamo senza saperlo?

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Ogni anno in media il consumo pro capite di insetti si aggira sui 500 gr. Un consumo inconsapevole.
Perché gli insetti sono presenti nelle materie prime e, attraverso i processi di lavorazione, finiscono nei prodotti alimentari che acquistiamo nei negozi, nei supermercati, come nei cibi che consumiamo nei ristoranti.

Foto di Jonas Jacobsson su Unsplash

Consumi marmellate o succhi di frutta?
All’interno della frutta matura usata per produrre questi prodotti sono presenti insetti.
Nello stesso modo altri insetti sono presenti nel grano, nella farina e, in piccole particelle, finiscono nel pane, nella pasta, nelle pizze e nelle focacce.
La stessa cosa accade nella lavorazione del pomodoro per le salse, del cioccolato, del vino, del caffè, dei passati di verdura.
Si possono definire “contaminanti alimentari”. Non sono pericolosi o dannosi per la salute e sono presenti involontariamente nei prodotti alimentari industriali o artigianali.
Negli Stati Uniti sono consentiti un massimo di 50 frammenti di insetti che possono essere contenuti in 50 grammi di prodotto.

Questione differente sono invece gli insetti e loro derivati, utilizzati espressamente per la produzione alimentare.
Le bevande ed i dolci colorati di rosso, ma anche prodotti farmaceutici, sciroppo e pastiglie, caramelle, gelatine, salumi stagionati, prodotti da arrosto, sono prodotti con il colorante naturale E120, ottenuto da una cocciniglia (Dactylopius coccus).
Le cocciniglie vengono allevate sulle pale dei fichi d’india. Gli esemplari femmina vengono raccolti prima della deposizione delle uova, lasciati morire e seccare al sole, dopodiché vengono macinati per ottenere la polvere, che viene trattata con acqua per estrarre l’acido carminico.
Per ottenere 1 chilogrammo di colorante, occorrono 80-100mila insetti.

Oggi i prodotti alimentari che contenevano E120 utilizzano altri coloranti, ottenuti per via sintetica in laboratorio. Ma erano piuttosto in voga e immaginiamo che quasi tutti ne siamo stati fruitori inconsapevoli.
Le M&M’s hanno il colorante naturale E120
.  Fino al 2012 anche i frullati alla fragola di Starbucks. Ma non sono i soli della lista.
Alcuni cibi, come ad esempio la frutta o le caramelle, vengono resi lucidi con l’E904, che è la secrezione dell’insetto Kerria lacca, presente nelle foreste di Assam e Thailandia.
La gommalacca è un additivo alimentare, commestibile, usato come lucidante appunto e come rivestimento per impedire il deperimento della frutta dopo la raccolta.

Foto di Wolfgang Hasselmann su Unsplash

E che dire del miele? Hai mai pensato come viene fatto?
Le materie prime per il miele sono sostanze zuccherine come il nettare dei fiori o la melata, una secrezione prodotta da insetti che si nutrono della linfa delle piante. Queste vengono raccolte dalle api bottinatrici, che poi tornano al favo e passano il carico alle operaie e da lì il nettare viene trasferito da un’ape all’altra. Il miele, ad ogni passaggio, viene arricchito con le secrezioni della bocca. Le api operaie lo depongono in una cella e fanno evaporare l’acqua in eccesso sbattendo le ali. Grazie agli enzimi della saliva, il miele matura e dopo qualche giorno è pronto.

Troviamo quindi gli insetti un po’ ovunque e non volendo fanno già parte della nostra alimentazione.
Se abbiamo ben chiaro questo, perché siamo così restii agli insetti commestibili come possibilità alimentare?

Articolo realizzato in collaborazione con Andrea Mascaretti presidente del Centro studi per lo Sviluppo Sostenibile tra i fautori del progetto MAIC, Modello Italiano di Allevamento di Insetti Commestibili.

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