La plastica nascosta nei cibi che mangiamo ogni giorno. Senza nemmeno rendercene conto

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Quanta plastica mangiamo ogni giorno?
Troppa e nemmeno ce ne rendiamo conto.
Le microplastiche sono ormai presenti in ogni alimento che portiamo sulla nostra tavola. E che diamo da mangiare ai nostri figli.
Le storie di animali marini morti e trovati con chili di plastica nello stomaco ci fanno venire la pelle d’oca.
E non ci accorgiamo che la nostra piramide alimentare è ormai contaminata come la loro.

Quanta plastica hai mangiato oggi?

la plastica che mangiamo

Photo by Adil Zhanbyrbayev on Unsplash

Quanta plastica mangiamo ogni giorno.

Quante ne assumiamo inconsapevolmente ogni giorno?
Secondo quanto riportato da un recente studio pubblicato su Environmental Science & Technology, ogni persona ogni anno ingerisce dalle 39mila alle 52mila particelle di microplastiche. E raddoppiano tramite la plastica che inaliamo.
La ricerca della University of Victoria in Canada ha analizzato 26 studi con focus sulla misurazione dei livelli di microplastiche presenti nei cibi e nelle bevande che portiamo ogni giorno sulle nostre tavole. E i livelli presenti nell’aria.
Tramite l’analisi di 400 parametri sono stati analizzati i frammenti di plastica all’interno di molti cibi che mangiamo, come pesce, molluschi, zuccheri, alcol, acqua, sale.
Calcolando la quantità di questi alimenti assunta ogni anno dagli americani, sono emersi dei numeri che fanno venire i brividi.

Ogni settimana mangiamo 5 grammi di plastica, l’equivalente di una carta di credito, come emerso da uno studio dell’Università australiana di Newcastle per WWF International.
250 grammi di plastica ogni anno. Pari a una pizza margherita. Fatta però di ingredienti non salutari.
I dati possono leggermente variare per fattori come la posizione geografica, lo stile di vita e alimentare, l’età, ad esempio. Ma i risultati a cui sono arrivati gli studiosi pongono l’accento su un problema che spesso sottovalutiamo.
Ma è reale e tangibile. Ed occorre correre ai ripari.

Plastica nei cibi

Photo by Ronise daluz on Unsplash

La plastica nei cibi.

Da colazione a cena, passando per pranzo e spuntini, purtroppo sono tante le microplastiche che mettiamo nel nostro piatto. E nel piatto dei nostri figli.
La fonte di cibo principale che ci obbliga a mangiare anche la plastica sono i molluschi con guscio. Danno un apporto di 182 frammenti di plastica alla settimana.
Ma la plastica è presente anche nel sale, sia quello marino sia quello di miniera. Quello che aggiungiamo ogni giorno ai nostri piatti.
Ovviamente le microplastiche sono presenti nei pesci, che vivono in mari e oceani pieni di rifiuti di plastica.
E persino nel miele.
Secondo l’EFSA una porzione di cozze, poco più di 200 grammi, può contenere 7 microgrammi di microplastica.
Non solo gli animali marini, anche quelli terrestri mangiano microplastiche. Ma a differenza dei pesci, non mangiamo di solito il loro sistema digestivo.

Plastica che beviamo

Photo by Luke Southern on Unsplash

La plastica che beviamo.

Le microplastiche sono presenti anche in quello che beviamo.
Chi consuma solo acqua in bottiglia, secondo lo studio canadese sopra riportato, ingerisce ogni anno 90mila microparticelle di plastica. Chi beve acqua di rubinetto “solo” 4mila. Lo sapevi che il 72,2% dell’acqua dei rubinetti in Europa contiene plastica?
L’acqua in bottiglia è proprio la principale fonte. Ma anche la birra non scherza. E la plastica è anche presente nel latte.

Non solo cibi e bevande, però. Tra le fonti di contaminazioni prese in considerazione ci sono anche utensili da cucina, imballaggi, persino spazzolini e dentifrici. Senza tralasciare i contenitori di plastica in cui sono avvolti i cibi. Che possono a loro volta rilasciare microplastiche.
Non stupisce, dunque, che ogni settimana ognuno di noi in media mangia una porzione di 5 grammi di plastica.
Che causa danni alla salute.
Danni dei quali non ci rendiamo nemmeno conto. Convinti di mangiare sano e di proteggere la nostra salute e la salute delle persone a noi care.
Danni ed effetti collaterali che, in realtà, ancora non conosciamo. E questo fa ancora più paura. Quanto può essere tossico quello che direttamente o indirettamente ingeriamo tramite una catena alimentare contaminata e inquinata?

WWF lancia una petizione. Per fermare questa catena potenzialmente pericolosa. Per noi, per gli animali, per l’ambiente, per la Terra.

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About Author

Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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