Mangeresti gli insetti per salvare il mondo?

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Più sostenibili di mucche e pecore, ma anche degli allevamenti intensivi di polli e tacchini. Portatori di proteine animali gli insetti possono essere un’interessante soluzione contro la fame nel mondo.
Tu saresti disposto a mangiarli? E la tua risposta è una scelta fatta per gusto o per cultura e tradizione?
In fondo in Italia mangiamo rane, lumache, fiori, beviamo la grappa alla vipera. Perché gli insetti no?

Photo by Boris Smokrovic on Unsplash

La proposta degli insetti come cibo del futuro, non è un fatto nuovo.

Già negli anni ‘50 - ricorda Maria Luisa Dindo, entomologa e professoressa associata del
dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna - un mio vecchio professore ricordo che lo sosteneva con un articolo.
Ora il tema è più attuale perché produrre insetti ha un impatto ecologico minimo. Ma è anche meno gradito. Non vedo molto immediata la sostituzione delle proteine classiche con quelle provenienti dagli insetti, ma certamente qualcosa bisogna fare”.
Gli italiani, abituati alla varietà dell’invidiata dieta mediterranea, sono poco entusiasti nel pensare ad un piatto in cui invece di pasta e pomodoro trovano grilli saltati in padella.
E pensare che nel mondo ci sono paesi in cui gli insetti sono molto apprezzati e non solo per necessità. E qualche italiano coraggioso in viaggio magari li assaggia e posta le foto dell’atto eroico, ma da questo a dire che si preferisce uno spiedino di scorpioni ad una fiorentina o a una margherita con mozzarella filante, insomma, ce ne vuole.
D'altro canto l’Italia è sempre più un paese multienico, dove etnie e tradizioni culturali stanno modificando anche l’offerta alimentare della GDO, per cui lo sviluppo di questa tipologia di cibo potrebbe non essere così un totale flop in prima battuta.

Sono oltre 1.000 le specie di insetti considerati commestibili nel mondo.

Il primo consumatore di insetti è il Messico. Il caviale azteca, cibo considerato una prelibatezza e per questo molto caro, è in realtà composto da uova di formiche e può costare fino a 75€ al chilo (dato 2013, ndr). Bollite o fritte nel burro, da mangiare nei tacos o con un contorno di tortillas per il piatto popolare chiamato escamole.
Le cavallette sono ampiamente consumate nel sud del paese. In Colombia e in Amazzonia tostano le formiche culone come popcorn. In Venezuela c’è chi considera le tarantole Golia una vera prelibatezza e ottime per sfamare una famiglia numerosa. Possono raggiungere la dimensione di un piatto e, dicono, hanno un sapore come di granchio e di nocciola.

Foto di 41330 da Pixabay

Poi c’è la cultura asiatica, dove gli si mangiano anche nella forma originale.
In Thailandia si impiegano larve, millepiedi, formiche rosse, scorpioni, farfalle per realizzare degli snack salati o per dolci. Sulle montagne del Giappone le larve di vespa bollite sono considerate una vera specialità, così come le larve di molti insetti acquatici.

In Africa gli insetti vengono raccolti manualmente e mangiati certamente per necessità, ma anche perché piacciono. In alcuni paesi, come Botswana, Zimbabwe, Sudafrica e Namibia, le larve di mopane sono fondamentali sia per l'alimentazione che per l'economia del luogo. Si stima che nella sola Sudafrica vengano prodotti 1,6 milioni di chili di larve del mopane all'anno e lo Zimbabwe ha persino dedicato una propria moneta a questo insetto. La larva del mopane ha, infine, un ottimo tasso di conversione: tre chili di foglie di mopane sono sufficienti per produrre un chilo di larve. Tuttavia l'allevamento delle larve del mopane non è praticato in Africa, anche se sono in corso degli esperimenti in questo ambito. Nello Zimbabwe c’è un ristorante che ti rilascia un certificato che attesta che hai mangiato un piatto con gli insetti. Come un documento di forza e coraggio da sfoggiare con gli amici, insomma.

In Europa apripista di questo mercato è l’Olanda, dove si possono assaggiare barrette di cioccolato e alcuni tipi di insetti, bugs sticks o bugs nuggets, ma anche alimenti realizzati con insetti comuni come larve da farina e locuste.
In Italia al momento la legislazione in materia è in stand by e le degustazioni sono tutte private: nel nostro paese  non si possono commercializzare e vendere nei negozi per l'alimentazione umana. È solo autorizzata la realizzazione di allevamenti di insetti per alimenti destinati agli animali, con il più grande allevamento aperto a Scalenghe, alle porte di Torino.
Il tema è di attualità, si potrebbero creare posti di lavoro per questo business del futuro, ma l’Italia resta al palo, critica l’azienda torinese.
Intanto a Parma, l’EFSA, European Food Safety Authority ha preso in carico la questione insetti e ha suggerito delle linee guida.

Mangiare gli insetti: gli aspetti da non sottovalutare.

Allevare insetti commestibili.

Allevare insetti non è cosa semplice. Non ci si può improvvisare. Va appresa la tecnica corretta.
Se un insetto cresce e cresce male, da adulto non si può riprodurre.
Gli insetti hanno bisogno di un loro alimento che va preparato in un ambiente controllato. Se sono utilizzati per l’alimentazione umana o da cortile, se si usano scarti alimentari, bisogna stare molto attenti alla carica batteriologica.
Personalmente allevo la camola del miele - ci ha svelato la professoressa Maria Luisa Dindo - un insetto che in natura vive negli alveari o nei favi. Lo allevo per altri motivi, ma è considerato tra gli insetti più interessanti fra quelli da pasto. Nella dieta che preparo io ci sono miele, cera, farina, glicerina, latte in polvere, qualche cereale. Una dieta ricca e costosa. Se si vuole avviare un allevamento, va studiata la corretta dieta che sia efficace e corretta, anche dal punto di vista economico”.

Macellazione degli insetti commestibili.

Un’altra questione da mettere sul piatto è quella della macellazione.
Una mia tesista che stava testando la materia lasciava gli insetti un giorno senza cibo e poi li congelava. Certamente un altro punto da considerare è una regolamentazione per ucciderli in maniera sicura per il consumatore”.

Che gusto hanno gli insetti?

Infine, come si diceva l’ultimo punto è lo scoglio del gusto alimentare della nostra cultura.
Premesso che l’insetto non sfama e che va interpretato più come una fonte proteica, una modalità potrebbe essere quella di cuocerli al forno per farli divenire degli snack, simili a delle patatine per così dire. Poi con il cioccolato o delle tartine. Dove il sapore risulta maggiormente nascosto da altri ingredienti, il risultato sembra essere migliore.
Quindi via alle farine di insetto, come quella di grillo, che possono creare la base per ricette diverse, che forse incontrano meglio i gusti italiani.
C’è anche uno chef trevisano Roberto Cavasin, in arte culinaria musterbug, che dal 2016 sperimenta I'abbinamento della cucina mediterranea con insetti commestibili, dando vita ad una serie di ricette fruibili anche attraverso il primo canale video italiano sul tema dell'entomofagia .

La questione si abbatte anche contro gusti e scelte alimentari di vegetariani e vegani.
I secondi completamente contrari. I primi con un atteggiamento più morbido. Forse anche perché non c’è sempre la corretta conoscenza di cosa sia un insetto. Se il vegetariano mangia i gamberetti, che sono degli artropodi, potrebbe mangiare anche gli insetti, che fanno parte dello stesso gruppo di invertebrati.

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Monia Donati
Monia Donati

Direttore responsabile. Giornalista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


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