Alimentazione sostenibile, l’impatto ambientale della carne bovina si può ridurre?

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

carne bovina impatto ambientale
Photo by Victoria Shes on Unsplash

Tutti sappiamo che l’impatto ambientale della carne bovina (o meglio della sua industria su larga scala) è notevole. Nell’ottica di un’alimentazione sostenibile, ridurre l’impronta dell’industria del settore è fondamentale. Se noi possiamo cambiare stile di vita e alimentare, compiendo scelte consapevoli, molto deve essere fatto a monte.

La Global Roundtable for Sustainable Beef (GRSB), che ha come mission quella di rivedere il settore in un’ottica sostenibile e green, ha deciso di iniziare ad agire per migliorare in tal senso l’industria alimentare della carne bovina. Sono diversi gli obiettivi che si è posta, anche per venire incontro alle esigenze dettate dall’Agenda 2030.

Il consumo di carne bovina può essere sostenibile?

L’industria della carne bovina ha un valore di 100 miliardi di dollari. Coinvolge molte figure professionali e dà lavoro a numerose persone e intere famiglie: agricoltori, allevatori, venditori, in ogni angolo del mondo.
Sappiamo che il consumo eccessivo di carne rossa può avere risvolti negativi non solo sulla salute delle persone, ma anche del pianeta. Le stime comunque sottolineano che entro il 2050 la domanda globale aumenterà in maniera decisamente importante, mettendo a rischio le risorse del pianeta, che non sono infinite.
Bisogna difendere il suolo, proteggere le foreste, ridurre le emissioni che il settore emette nell’aria, migliorare la gestione delle risorse, creare consapevolezza e sensibilizzare. Questi sono i pilastri su cui si fonda la Global Roundtable for Sustainable Beef (GRSB), che crede fortemente di poter rendere sostenibile il settore.

Gli obiettivi principali sono tre:

  1. entro il 2030 ridurre del 30% l’impatto netto sul riscaldamento globale
  2. fare in modo che la catena del valore della carne bovina sia in grado di dare un contributo positivo al pianeta, con il ripristino dei pascoli, la conservazione delle foreste, l’aumento della biodiversità
  3. far vivere i bovini in ambienti sani e sicuri, prevenendo malattie e alti problemi

mangiare carne
Photo by Wolfgang Hasselmann on Unsplash

L’impatto ambientale della carne bovina

Per calcolare l’impronta ambientale di una bistecca, bisogna tenere in considerazione molti fattori. Oggi l’industria della carne è una delle principali responsabili per quello che riguarda le emissioni di gas serra nell’aria, rappresentando il 14% delle emissioni globali. Più del settore dei trasporti.
Le cause sono da riscontrarsi nel sistema poco efficiente di produzione e sfruttamento delle risorse. Carne e latticini, infatti, per essere prodotti sfruttano l’83% dei terreni agricoli e un terzo dell’acqua destinata all’agricoltura. Gli allevamenti intensivi e l’uso di pesticidi aumentano l’impronta dell’industria della carne bovina, mettendo a rischio la biodiversità locale e giocando un ruolo pericoloso nella crisi climatica che l’umanità sta affrontando.

Il collegamento tra cambiamenti climatici e produzione di carne è presente nelle quantità di gas serra emesse nell’aria, in particolare il metano, potenzialmente molto dannoso per il clima terrestre. Oltre che nel suolo utilizzato e nelle foreste e nei boschi distrutti per poter far spazio a pascoli e allevamenti. Per il WWF l’80% della perdita della Foresta Amazzonica è stato provocato dalla creazione di allevamenti intensivi di bovini.

Carnivori VS vegetariani e vegani

Chi mangia carne è responsabile del doppio delle emissioni di gas serra rispetto a chi è vegetariano. E due volte e mezzo rispetto a chi è vegano. Chi mangia spesso la carne, ogni anno produce 3,3 tonnellate di CO2, contro 1,7 tonnellate di un vegetariano e 1,5 di un vegano.

impronta ambientale carne
Photo by Ales Krivec on Unsplash

La sostenibilità ambientale della carne oggi

Oggi possiamo fare molto. In qualità di consumatori possiamo chiedere e pretendere la tracciabilità di ogni prodotto alimentare, per poter conoscere tutto l’iter che ha portato quell’alimento sulla nostra tavola. Così da fare scelte consapevoli. A lungo andare, il sistema dovrà adeguarsi per poter sopravvivere ad acquisti che pretendono trasparenza in termini di sostenibilità.

Se non vogliamo rinunciare alla carne, dobbiamo però rendere il settore più rispettoso del benessere dell’animale e dell’ambiente in cui vive. Basta ad allevamenti intensivi, per fare spazio a pascoli e sistemi di alimentazione che non sfruttano mangimi, ma solo erba e fieno. Il sistema Carne Grass Fed indica proprio questa svolta, per far crescere naturalmente i bovini destinati poi alla macellazione. Senza dimenticare che la carne bovina prodotta in maniera sostenibile è anche migliore dal punto di vista nutrizionale. Così a guadagnarci non sono solo gli ecosistemi, ma anche le persone che andranno a nutrirsi di questo prodotto. Nell’ottica di una sana alimentazione sostenibile.

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