Una vita (sprecata) in fila. Come riprenderci il nostro tempo

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La nostra è una vita in continua attesa.
Siamo sempre in fila. Sempre in coda. Da mattina a sera. Lo siamo in auto per andare al lavoro in ingorghi che nelle grandi città fanno passare la voglia di alzarsi al mattino. Lo siamo durante il giorno, magari al telefono per prenotare una visita. E cosa dire di pagamenti di bollettini, rette, utenze e magari anche multe?
Secondo una recente ricerca di Traffic Scorecad realizzata da Inrix, un romano trascorre 35 ore della vita imbottigliato nel traffico. Un cittadino di Mosca 130. E parliamo solo di spostamenti in auto. Magari per andare in ufficio a pagare qualcosa.
Dati meno recenti del Codacons parlano di 400 ore all’anno sprecate a fare la fila. 5 anni della vita di ognuno di noi.

E pensare che ne potremmo fare di cose in quelle 400 ore.

in coda

Photo by Levi Jones on Unsplash

Viviamo una vita in costante coda.

Le file in tangenziale e in autostrada per andare al lavoro. Oppure in città per andare alla posta o in banca a pagare le utenze e i bollettini. O per portare i bambini da una parte all’altra. Le code per andare a fare la spesa in grandi agglomerati di negozi, lontani dai centri cittadini in cui abitiamo.
Le file ormai fanno parte della nostra vita. Anzi, sono così parte integrante del nostro quotidiano che quasi non ci rendiamo più conto del tempo che perdiamo a stare in piedi ad aspettare il nostro turno. Perennemente in attesa che il display indichi finalmente il nostro numero e ci permetta di liberarci da quel girone che Dante avrebbe ben descritto come quello dell’eterna attesa.
Waiting for Godot, aspettando, sempre aspettando che tocchi a noi.

Eppure sappiamo quanto il nostro tempo sia prezioso. In una società che corre sempre più in fretta e che ci vuole sempre attivi, operativi, sempre in azione, sprecare e perdere tempo così inutilmente non dovrebbe essere più tollerabile.
Anche perché immaginate cosa potreste fare di quelle 400 ore all’anno passate in coda? Portarsi avanti con il lavoro per non arrivare alle scadenze sempre di corsa, trascorrere del tempo con le persone care, dedicarsi a un hobby o pensare un po’ di più a noi stessi.
Non sarebbe bello poter finalmente recuperare quel tempo perduto ad aspettare che scatti il nostro numero?

In realtà un modo c’è per evitare gran parte di queste code. La tecnologia viene come sempre in nostro soccorso. Per permetterci di riprenderci il nostro tempo e impiegarlo come meglio crediamo. Aiutandoci anche a riscoprire piccole realtà di quartiere che non teniamo mai nella giusta considerazione.

Un’app per evitare le file e promuovere i piccoli negozi di quartiere.

Ognuno di noi sa quanto è stressante fare la fila. In particolare se bisogna farla per pagare qualcosa. L’unica soluzione è saltarla.
Alessandro Scarfiglieri racconta così la sua idea, semplice e innovativa, sviluppata insieme al suo socio Antonio Beneduce. E di solito sono sempre le idee più semplici quelle vincenti
Smile Pay è la piattaforma informatica che consente di saltare le file e semplificare i pagamenti. Per farlo con un sorriso. finalmente. Con questo sistema si possono pagare bollettini, inviare raccomandate, spedire pacchi e fare tutto quello che si farebbe normalmente in un ufficio postale. Ma senza andare troppo lontano. Lo si può fare nel
negozio sotto casa.
La piattaforma, infatti, stringe accordi con piccole realtà del commercio al dettaglio locale. Permettendo ai clienti di risparmiare tempo prezioso, senza dover andare alla Posta o in altri uffici e senza fare troppo code. Riscoprendo il negozietto del quartiere. Che può trarre enormi benefici, perché offrendo un servizio in più (prezioso come quello di risparmiare tempo) può far conoscere la sua offerta. Salvando quel commercio che, a detta degli addetti ai lavori, rischia di sparire complice la GDO e il commercio online.

A essere coinvolti nella rete di negozi aderenti sono tutti quei piccoli store di quartiere che spesso sottovalutiamo. La cartoleria, l’edicola, i negozi di informatica e molto altro ancora.
Negozi che di fatto si trasformano in vere e proprie portinerie, sempre a disposizione del cliente anche per ritirare pacchi e buste quando non si è a casa. Chi ha già aderito assicura di aver aumentato il volume di affari del 30-35%. Perché già che un cliente si trova all’interno del negozio per inviare un pacco o pagare un bollettino, scopre prodotti e altri servizi che non sempre sono più costosi di quelli che si possono trovare altrove. O che
magari non si trovano facilmente da altre parti.

pacco

Photo by jesse ramirez on Unsplash

I negozi di quartiere diventano così punto di riferimento.

In un momento molto delicato nel nostro paese, in cui sempre più piccoli commercianti chiudono le porte di botteghe e negozi, perché oppressi da burocrazia e costi elevati, oltre che da una concorrenza non sempre alla pari, ecco che un’idea semplice come quella di Smile Pay può aiutarli. E può aiutare le persone non solo a non perdere minuti preziosi di vita in coda, ma anche a riscoprire quelle piccole realtà di quartiere che rendono il tessuto sociale più coeso.

Tanti i benefici per tutti. Anche perché nel futuro Alessandro Scarfiglieri pensa in grande, con una rete di franchising semplice per coinvolgere sempre più giovani in un progetto Made in Italy (anzi, Made in Naples) che sia sostenibile, green e alla portata di tutti, anche di chi non ha molta confidenza con la tecnologia. Una rete di franchising low cost, per dimostrare che non servono grandi investimenti per aprire un’attività che rende. Basta
avere idee innovative, facili da applicare in ogni territorio e, soprattutto, che semplificano veramente la vita.

“Un giorno senza sorriso è un giorno perso”.
Charlie Chaplin

Questo il motto scelto per Smile Pay. E allora basta perdere giorni di vita in fila o a lamentarsi che le cose non cambiano mai. Meglio sorridere ed essere parte del cambiamento. In ogni nostra azione quotidiana. Anche le più essenziali.

Alessandro Scarfiglieri

Alessandro Scarfiglieri di Smile Pay

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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