Il mondo invaso dai rifiuti elettronici

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53.6 milioni di rifiuti elettronici prodotti nel 2019. Pari a 350 transatlantici messi uno accanto all’altro.
Negli ultimi 5 anni questa tipologia di immondizia è aumentata del 21%. E le stime sono destinate ad aumentare vertiginosamente.
In Italia ognuno di noi possiede dai 15 ai 20 chili di rifiuti elettronici. Se non smaltiti in maniera adeguata, il rischio di esserne sommersi è decisamente alto.

rifiuti elettronici

Photo by Agê Barros on Unsplash

Cosa sono i RAEE, i rifiuti elettronici.

I RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, chiamati anche e-waste, dall’inglese Waste of electric and electronic equipment (WEEE), sono i rifiuti elettronici ed elettrici. Oggetti derivanti da apparecchiature che funzionano con l’elettricità o i campi elettromagnetici.
Si tratta di oggetti tecnologici che non funzionano più o che semplicemente sono stati sostituiti da nuovi modelli, perché la tecnologia in poco tempo li ha resi obsoleti.
Dei RAEE fanno parte diversi dispositivi.

  • i grandi e piccoli elettrodomestici,
  • le apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni,
  • oggetti per l’illuminazione,
  • le apparecchiature di consumo,
  • gli strumenti elettrici ed elettronici,
  • i giocattoli e le apparecchiature per lo sport e per il tempo libero,
  • strumenti di monitoraggio e controllo,
  • distributori automatici,
  • dispositivi medici che non siano stati impiantati o che possono essere infetti.
e-waste

Foto di INESby da Pixabay

Quanti rifiuti elettronici produciamo.

53.6 milioni di rifiuti elettronici prodotti nel 2019 nel mondo.
Negli ultimi 5 anni la mole di tali scarti è salita del 21%, con stime in crescita per il futuro. Perché siamo sempre più dipendenti dalla tecnologia e dall’elettronica. Le stime parlano di 74 milioni di tonnellate entro il 2030. Quasi il doppio rispetto al 2014.
Nel mondo ogni cittadino genera in media 7.3 chili di immondizia di questa tipologia. Gli europei ne possiedono 16.2 chili a testa. Mentre gli italiani 15-20 chili. Un record. L’Asia è il continente che ne produce di più (25 milioni nel 2019). Mentre gli Stati Uniti che da soli ne producono quasi la metà (13.1). E l’Europa segue a poca distanza (12). Africa e Oceania ne generano rispettivamente 2.9 e 0.7 milioni di tonnellate.
Questi i dati contenuti nel nuovo report “Global e-waste monitor 2020” della United Nations University dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Una mole di rifiuti impressionante che può e deve essere smaltita correttamente. All’interno sono contenuti tanti metalli preziosi, per un valore totale che nel 2019 sarebbe stato pari a circa 57 miliardi di dollari. Oro, platino, argento, rame e molti altri.
Non vanno dispersi nell’ambiente, non vanno gettati nei “normali” bidoni dell’indifferenziato. Perché finirebbero in discarica o negli inceneritori. Lo smaltimento deve seguire le linee guida dettate dai vari governi. Per evitare una mole di rifiuti non più gestibile e non sostenibile. E per recuperare tutto quello che si può.

Come si smaltiscono i rifiuti elettronici.

I rifiuti elettronici non possono finire nel bidone dell’indifferenziato. La raccolta differenziata è fondamentale. Infatti al loro interno sono presenti potenziali sostanze tossiche che potrebbero provocare danni ambientali e danni alla nostra salute. Si tratta di oggetti non biodegradabili e non compostabili, che devono essere sottoposti a smaltimento particolare. Per rientrare in quel concetto di economia circolare che permette il corretto riciclo delle diverse componenti di cui i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche sono composti.
La gestione di questi rifiuti è disciplinata dalla Direttiva europea 2012/19/EU sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Mentre le linee guida sono state apprese dall’Italia con Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014 e diversi Decreti ministeriali.
Questi rifiuti vanno conferiti nelle apposite isole ecologiche comunali attrezzate per lo smaltimento dei RAEE. .

Se avete dei rifiuti elettronici potete consegnarli nei punti vendita adibiti per la raccolta di apparecchiature elettroniche, in fase di acquisto di nuovo prodotto (il ritiro è gratuito). Se l’oggetto è più piccolo di 25 centimetri può essere lasciato gratuitamente senza obbligo di acquisto in ogni negozio di apparecchiature elettroniche con superficie di vendita superiore a 400 metri quadri. Oppure si può portare nell‘isola ecologica più vicina. Se i RAEE sono troppo grandi, si può prenotare il servizio di ritiro di rifiuti ingombranti al proprio domicilio.
In Italia i produttori si sono organizzati in consorzi come Ecodom ed Ecolamp per lo smaltimento dei RAEE in base alla tipologia di prodotto.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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