L’intelligenza artificiale e le applicazioni in medicina: 6 principi etici da seguire

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

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Photo by Andrea De Santis on Unsplash

L’intelligenza artificiale ha molte applicazioni in medicina che potrebbe aiutare a migliorare la sanità a livello globale. L’attuale pandemia ha messo in luce pecche, carenze, disfunzioni che non sono più tollerabili. Per rendere l’healtcare un settore inclusivo, moderno, all’avanguardia, pronto a rispondere in tempi utili e con efficacia alle sfide anche più inimmaginabili.

Esistono però dei limiti che la tecnologia non può valicare. Le questioni etiche sull’uso dell’AI in campo medico non devono essere sottovalutate. E il dibattito è aperto, anche all’Organizzazione mondiale della sanità, dove sono stati stilati 6 principi basi che servono come linee guida per poter tracciare il percorso da intraprendere. Senza etica i rischi sono molti.

Come può l’intelligenza artificiale aiutare il settore healthcare

Le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel settore healthcare sono molte. Può migliorare l’assistenza sanitaria e la fornitura di medicine, arrivando ovunque ce ne sia un reale bisogno. E può aiutare i medici a rendere più tempestive e più precise le diagnosi, così come può migliorare il settore dell’assistenza clinica, ad esempio con tecnologie che possano seguire il paziente anche a distanza, come se il dottore fosse lì accanto a lui. La sanità potrebbe giovare di un ammodernamento sempre più necessario. Così come la ricerca scientifica, medica e sanitaria e lo sviluppo di nuovi farmaci potrebbe essere avvantaggiati ricorrendo a strumentazioni hi tech di ultima generazione.

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale in campo medico sono davvero tantissime. E tutte devono essere prese tutte in seria considerazione per migliorare un settore che ha bisogno di tempestività, efficacia, risposte concrete, strumenti in grado di migliorare la salute di ognuno di noi. E la salute globale.

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Photo by Icons8 Team on Unsplash

Intelligenza artificiale e medicina, aspetti etici

Ma non bisogna cadere nella tentazione di guardare solo all’aspetto tecnologico e pratico. Bisogna infatti valutare il rapporto tra costi e benefici. E per costi non intendiamo meramente quelli economici, ma l’impatto che l’uso dell’AI potrebbe avere.
Per questo è fondamentale considerare anche gli aspetti etici del ricorso all’intelligenza artificiale in medicina, sin dal momento iin cui si progettano le nuove tecnologie. Come ha ribadito a gran voce l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel documento “Ethics and Governance of Artificial Intelligence for Health , che contiene approfondimenti e spunti per sfruttare la tecnologia in ambito medico, senza venire meno ai sacrosanti diritti inviolabili dell’umanità. E senza tralasciare nemmeno l’impronta ecologica e l’impatto ambientale che tali tecnologie potrebbero avere.

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I principi etici dell’OMS

Sono sei i principi etici che l’Organizzazione mondiale della sanità (qui ti spieghiamo cos’è l’OMS) ha stilato per il futuro dell’AI.

  1. Difendere l’autonomia umana. Nell’ambito dell’assistenza sanitaria le persone dovrebbero sempre mantenere il controllo, anche delle decisioni mediche. E la privacy e la riservatezza dovrebbero essere garantite.
  2. Incentivare il benessere umano, la sicurezza e l’interesse pubblico. Chi progetta i sistemi di AI deve garantire dei requisiti di sicurezza ed efficacia, con misure di verifica della qualità e possibili miglioramenti delle applicazioni.
  3. Garantire trasparenza, chiarezza, intelligibilità. Tutte le informazioni relative alla progettazione e all’uso di una tecnologia di intelligenza artificiale devono essere rese disponibili e contenere informazioni facilmente accessibili in modo pubblico. Anche per aprire un dibattito sulla fruibilità e funzionalità delle strumentazioni implementate.
  4. Promuovere responsabilità e accountability. Bisogna fare in modo che le tecnologie di AI siano usate in modo appropriato da personale altamente formato e continuamente aggiornato in materia.
  5. Assicurare inclusività ed equità. Come stabilisce anche l’Agenda 2030, l’equità e l’inclusione devono essere le nostre linee guida sempre, in ogni campo, anche quando si parla di introdurre l’intelligenza artificiale in campo medico. Tutti devono poter accedere a tali strumentazioni indipendentemente dall’età, dal sesso, dal reddito, dal paese di provenienza, dall’orientamento sessuale, dalle abilità. Secondo quanto stabilito dalle Convezioni sui diritti umani.
  6. Proporre un’IA reattiva e sostenibile. Da ultimo, ma non per importanza, chi progetta tali applicazioni deve non solo controllare continuamente che siano efficaci e che rispondano davvero a reali esigenze e peculiarità. Ma si deve anche tenere in conto l’impatto ambientale, le conseguenze sul pianeta, puntando alla massima efficienza anche in termini energetici.

La strada è tracciata. L’umanità sarà pronta?

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