Immuni, scaricare o non scaricare l’app? L’Italia ancora divisa a metà

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Italiani divisi a metà. Tra chi ha già deciso che scaricherà l’app Immuni e chi, invece, non ne vuole sapere niente.
Il test è partito in 4 regioni italiane.
Cosa frena chi non vuole scaricare l’app di contact tracing? Quali sono le motivazioni di una parte e dell’altra?
Scaricare o non scaricare l’app? Questo è il dilemma in questa Fase 3 dell’emergenza Coronavirus.

App Immuni di contact tracing

Foto di zhugher da Pixabay

Come scaricare l’app Immuni.

Immuni è finalmente disponibile per il download. L’app che doveva servire dalla Fase 2, arriva in realtà in piena Fase 3, quella che prevede l’apertura dei confini regionali all’interno del nostro paese. È scaricabile in tutta Italia, ma in un primo momento funzionerà solo in alcune regioni.
La prima settimana di test parte dall’8 giugno e riguarderà 4 regioni, per poi essere estesa a tutte le altre: Marche, Abruzzo, Liguria, Puglia. Qui l’app è già collegata al Sistema Sanitario Nazionale. Il Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione e il Ministero della Salute, che hanno selezionato il progetto di Bending Spoons, che poi ha aderito al sistema di Apple e Google, hanno fatto sapere che la settimana successiva verrà coinvolto il resto del paese.

L’applicazione si scarica direttamente sull’app store di Apple o su Google Play, rispettivamente se avete un iPhone o uno smartphone Android. Diffidate da altre mail o da sms che potrebbero arrivarvi con link su cui si dovrebbe cliccare per poter avere l’app. Si tratta di truffe. Meglio sempre scaricare app dagli store ufficiali o, nel caso di Immuni, seguendo le indicazioni presenti sul sito. Esiste anche un numero verde dedicato, 800912491.

Per scaricare Immuni bisogna avere l’ultimo aggiornamento del sistema operativo, iOS 13.5 per gli iPhone e almeno la versione 6 con Google Play Services aggiornati alla versione 20.18.13 per Android. Al momento chi ha dispositivi Huawei senza Google Play non può scaricarla.
L’applicazione, ovviamente, è gratuita. E non è obbligatoria. Ma per ottenere risultati soddisfacenti deve essere largamente scaricata dalla popolazione italiana. Anche se non tutti hanno smartphone o telefoni adatti a supportarla.

Scaricare app Immuni

Photo by engin akyurt on Unsplash

App Immuni, come funziona.

L’app si scarica velocemente e facilmente. Se lo smartphone non è aggiornato per quello che riguarda il sistema operativo, si verrà guidati passo passo per poterlo aggiornare.
Bisogna dichiarare di avere almeno 14 anni. E inserire Regione e Provincia di domicilio. Tutto qui. Nessun altro dato viene richiesto. Ne nel momento dell’installazione ne in seguito.
Basterà poi attivare il Blueetooth e l’app Immuni opererà in totale anonimato e riservatezza (le notifiche arriveranno se le avete attivate dalle impostazioni del telefonino). La privacy dovrebbe dunque essere salva. Lo stesso Garante della privacy ha dato l’ok, chiedendo però trasparenza sul trattamento dei dati e chiarezza sul fatto che le notifiche non corrispondono necessariamente a un rischio effettivo di contagio.

L’applicazione, dal momento in cui viene attivata, registra tutti gli incontri con altri smartphone su cui è stata scaricata Immuni. Non viene registrata la posizione. A ogni smartphone viene associato un codice, che cambia di continuo. Non vengono usati dati personali o numeri di telefono. Ma solo questo codice che andrà comunicato alle autorità sanitarie nel momento in cui si è sicuri di essere positivi al Coronavirus.

Quando un utente che ha scaricato l’app risulta positivo al tampone, informa gli operatori sanitari che, tramite il codice generato dalll’applicazione, potranno segnalare la positività all’app stessa. Così Immuni manderà un avviso a tutti i codici corrispondenti agli incontri avvenuti nei 14 giorni  precedenti. Chi ha incrociato un paziente risultato positivo in particolari condizioni (non rispettata la distanza di due metri per almeno 15 minuti) potrà ricevere una notifica. E a quel punto gli verrà consigliato di consultare le autorità sanitarie per sapere cosa fare.

Covid-19 smartphone

Photo by Brian McGowan on Unsplash

Scaricare l’app Immuni oppure no? I dubbi degli italiani.

L’app divide gli italiani. E prima ancora divide la politica. Tra la maggioranza che la difende a spada tratta come strumento utile per individuare subito focolai e possibili contagi e l’opposizione che invece fa ostruzionismo, non sempre del tutto costruttivo. I dubbi sono leciti: abbiamo bisogno di una comunicazione efficace per capire il funzionamento dell’app.

  • Privacy
    La paura che l’app possa usare in modo non appropriato e trasparente i dati personali degli utenti è alta. Ma sia l’azienda sia il governo hanno assicurato che Immuni non viola la privacy di chi l’ha scaricata, non raccoglie dati personali, non crea schedature di massa dei contagiati e non vende i dati a nessuno.
  • Quarantena e isolamento
    Chi non la vuole scaricare parla di procedure non ancora chiare per chi riceve le notifiche. Se si ha avuto contatti con un positivo si deve stare in quarantena obbligatoria o in auto isolamento volontario? E cosa succede se il paziente ha frequentato locali pubblici: questi devono essere chiusi, igienizzati, isolati? Su queste tematiche bisogna fare chiarezza.
  • Il Grande Fratello è tra noi?
    I complottisti sostengono che sia tutta una misura volta a controllarci, come in un Grande Fratello che non passa attraverso le telecamere ma attraverso un’applicazione. Oltre che parlare di un inizio di dittatura, visto che l’app è stata fortemente voluta dal governo.

Chi l’ha scaricata, invece, è convinto delle potenzialità di creare una rete di cittadini che attivamente si impegnano non solo a proteggere se stessi ma anche gli altri, tramite il contact tracing digitale. Ovviamente non da sola, ma con altre azioni tempestive come tamponi più veloci, quarantena per i positivi, comunicazioni più efficaci.
L’app da sola non può fare miracoli.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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