Manipolare i sogni: la tecnologia ci rende produttivi anche mentre dormiamo

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Dormire e sognare. Per riprendere fiato, recuperare le energie, ricaricare mente e corpo dopo giornate stressanti. L’organismo umano lavora così: il ritmo di veglia-sonno va rispettato, per non ammalarsi e permettere al fisico di funzionare alle perfezione.
Dalla tecnologia oggi arriva un guanto che sarebbe in grado di manipolare i sogni. Obiettivo? Renderci produttivi anche mentre stiamo riposando. Non basta esserlo quando si è svegli?

Dormio, il guanto hi tech che controlla i nostri sogni

Dormio è il guanto hi tech realizzato dagli esperti del Massachusetts Institute of Technology (MIT), le cui ricerche sono apparse sulla rivista Consciousness and Cognition.
Sfruttando l’incubazione mirata dei sogni (TDI), questo dispositivo wearable è in grado di guidare i sogni delle persone su temi scelti a tavolino. Queste informazioni vengono ripetute continuamente durante lo stato ipnagogico, quello che rappresenta il passaggio dallo stato di veglia allo stato di sonno. Al contrario della fase REM, in questo momento l’individuo è ancora in grado di percepire gli stimoli audio esterni. Ed è su questo punto che la tecnologia si basa per invitare i soggetti che indossano il guanto a sognare qualcosa di specifico, tramite una programmazione effettuata sull’app collegata.

Come funziona il dispositivo wearable

Indossando il rilevatore del sonno, un semplice guanto da posizionare sulla mano prima di mettersi a dormire, ogni soggetto può decidere cosa sognare, semplicemente programmando l’applicazione collegata per influenzare il contenuto onirico che andrà a svilupparsi in questa precisa fase del sonno.

Il dispositivo monitora la frequenza cardiaca e l’attività elettrodermica (che misura le variazioni delle caratteristiche elettriche della pelle tramite i cambiamenti della sudorazione del corpo umano). Alcuni volontari lo hanno indossato. E i loro sogni sono stati influenzati dal team di ricercatori. Durante le sessioni di esperimento, durate 45 minuti, i soggetti venivano spinti a sognare determinate situazioni: sognare un albero o una fontana di cioccolato, ad esempio. E al risveglio dalla fase ipnagogica il 67% ha raccontato di aver visualizzato gli elementi presenti nei suggerimenti dati tramite app.

A cosa serve un dispositivo che manipola i sogni delle persone?

Obiettivo dell’esperimento è soprattutto dimostrare che il sogno lucido può essere “hackerato, potenziato e influenzato“. Passiamo un terzo della vita a dormire. Non è un tempo sprecato, perché sappiamo quanto il riposo sia fondamentale per la nostra stessa esistenza. Ma i ricercatori credono che questo periodo potrebbe essere impiegato anche per altri scopi, come per migliorare se stessi.

Pattie Maes del MIT Media Lab, primo autore dello studio, spiega i risolvi che questa invenzione potrebbe avere:

Oltre a beneficiare gli scienziati, il nostro lavoro potrebbe portare a nuove tecnologie commerciali che vanno oltre il monitoraggio del sonno e potrebbero potenzialmente aiutare a gestire disturbi dovuti allo stress, alla qualità del sonno, alla memoria e all’apprendimento.

Adam Haar Horowitz, altro autore, va oltre. Sottolineando che il progetto potrebbe aiutare ogni persona a essere più produttiva ed efficiente. Anche mentre dorme.

Nei tre test che abbiamo condotto, abbiamo mostrato che l’incubazione dei sogni è collegata a benefici in termini di performance. Fare sogni su un tema specifico sembra offrire benefici anche in stato di veglia, soprattutto nel caso di compiti creativi relativi allo stesso tema. Questo non sorprende più di tanto se si pensa a figure storiche come Mary Shelley o Salvador Dalì, che sono state ispirate dai loro sogni. La differenza è che noi incentiviamo di proposito a fare sogni che comportano benefici creativi, in maniera mirata.

Essere produttivi sempre, 24 ore su 24

Lo scopo, dunque, è dormire e continuare a pensare al lavoro e alla propria produttività in termini di performance professionali? Per migliorarsi influenzando di fatto il proprio inconscio?

I sogni molto frequentemente esprimono ricordi e conoscenze che il soggetto da sveglio è ignaro di possedere.
Sigmund Freud

Rinunciare a tutto questo potenziale per manipolare quello che si sogna potrebbe avere risvolti inaspettati. Tanto che c’è chi si domanda fino a quanto può spingersi una tecnologia che, influenzando i sogni, vuole di fatto operare su tutti quei contenuti della mente che esistono e operano al di fuori della coscienza umana. E che spesso sono alla base di scoperte, creazioni e idee incredibili.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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