Come saremo e vivremo nel 2050? Il futuro si può predire partendo dal presente

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Come saremo nel 2050? Come vivremo nel 2050? L’uomo è sempre stato affascinato dal futuro. Predire quello che verrà ha sin dall’antichità stuzzicato l’innata curiosità umana. Lasciando stare sfere di cristallo e maghi, oggi il futuro si può predire.
Partendo dal presente e analizzando i cambiamenti in atto, si possono ipotizzare scenari possibili. In cui tecnologia e robot saranno sempre più presenti. Spetta a noi saperli usare in maniera etica e corretta.

Come vivremo nel 2050

Photo by mahdis mousavi on Unsplash

Il futuro è intrigante, ci attira, ci permette di fare oggi supposizioni su cosa saremo nel 2050 o anche più avanti.
Come sarà il pianeta nel 2050? E l’Italia? Quali sono le previsioni degli esperti di oggi su quello che succederà da qui a 30 anni?
Previsioni a lungo termine, che servono nel presente per studiare soluzioni da adottare per salvare il pianeta, ad esempio, e la stessa umanità. O che ci permettono già oggi di studiare tecnologie che potranno aiutare l’uomo a vivere più a lungo, a “diventare immortale“, ma anche a migliorare ogni aspetto della propria esistenza. Con tutti i dubbi etici che possono nascere.

Come saremo nel 2050, il libro di Cristina Pozzi.

Cristina Pozzi è un’imprenditrice, advisor e angel investor che studia anche il futuro. Impactscool è un’organizzazione no profit che tramite workshop e formazione permette di approfondire l’impatto della tecnologia sulle nostre vite. Non solo a breve termine, ma soprattutto a lungo termine. “Benvenuti nel 2050. Cambiamenti, criticità e curiosità ” è il libro che aiuta a capire se il futuro sarà più ottimistico come quello immaginato nella saga di film di Ritorno al Futuro o sarà più dark e problematico come quello narrato dalla serie Black Mirror.

Il futuro sarà sicuramente più tecnologico. Saremo più di 9 miliardi di persone sulla Terra. Magari qualcuno abiterà su Marte. Le famiglie saranno più piccole. Godremo di migliore salute grazie all’ingegneria genetica che correggerà i nostri difetti cromosomici. E quelli dei figli che metteremo al mondo, dei quali potremo anche scegliere l’aspetto fisico.
L’aspettativa di vita sarà più lunga. Cambieranno le nostre abitudini, anche sessuali. I robot saranno sempre più presenti, anzi, saranno più degli esseri umani. E noi saremo sempre più simili a loro. Cambieranno il mondo del lavoro e della scuola. La sostenibilità ambientale sarà ancora un tema per il quale battersi. I flussi migratori saranno in aumento.

Scenari plausibili di come sarà il futuro. Sfera di cristallo? No, solo analisi del presente, come ci ha raccontato Cristina Pozzi.

Predire il futuro

Photo by Drew Beamer on Unsplash

Come si fa a immaginare il futuro?

Pensare al futuro è una caratteristica fondamentale dell’uomo: lo facciamo continuamente. Raramente, però, lo facciamo con una prospettiva di medio e lungo termine e razionale. In un momento di grandi cambiamenti come quello che stiamo vivendo è fondamentale immaginare i futuri possibili in modo più strutturato, con previsioni che possono arrivare anche a 20 o 30 anni di distanza, ma sempre con i piedi ben piantati per terra.
Possiamo immaginare i futuri possibili a partire dai segnali del presente. Osservare con spirito critico quello che avviene oggi è l’unico modo per affrontare con consapevolezza il domani.

La tecnologia sarà sempre più presente: l’Italia come risponde a questi cambiamenti?

Alcune tecnologie stanno entrando a gran velocità in molti processi produttivi. Robotica e intelligenza artificiale, in particolare, stanno cambiando e cambieranno profondamente diversi settori. In questo contesto, però, l’Italia rischia di rimanere indietro: secondo l’ultimo rapporto annuale dell’ISTAT solo il 4,7% delle aziende italiane può vantare un alto livello di digitalizzazione e l’80% è caratterizzato da un basso profilo tecnologico sul piano dell’Ict. La sensazione è che manchino una visione e una reale consapevolezza degli impatti di queste tecnologie. Inoltre, si investa ancora troppo poco, a livello pubblico e privato, in ricerca e sviluppo.
Dall’altro lato, però, mi piace segnalare un fermento crescente nell’ecosistema delle startup innovative italiane.

Cosa vuol dire educare al futuro?

“Futuro” in alcuni Paesi d’Europa e del mondo è una vera e propria materia scolastica: Impactscool porta questo insegnamento anche nelle scuole italiane per dare ai ragazzi gli strumenti comprendere il presente e pensare al futuro in modo più strutturato e di acquisire un vero e proprio “senso del futuro” che li guiderà nelle scelte che faranno e nella vita. Il metodo prevede un processo partecipativo che, attraverso la raccolta e l’analisi di informazioni, ci permette di immaginare e costruire una visione di futuro a medio-lungo termine con spirito critico e creatività. Questo per i ragazzi è fondamentale anche come forma di orientamento, per aiutarli a scegliere il percorso giusto e mostrare che possono e devono essere parte attiva del cambiamento: il domani non è scritto e loro devono avere un ruolo da protagonisti nella costruzione del futuro.

Per le nuove generazioni sarà più facile adattarsi, ma per quelle precedenti?

Sicuramente hanno una maggiore dimestichezza con alcune tecnologie ma non sarà questo l’aspetto fondamentale. In un mondo in così rapida evoluzione anche per loro, sarà importante sviluppare alcune competenze come spirito critico, flessibilità, capacità di parlare in pubblico e lavorare in gruppo, curiosità. Saranno queste le caratteristiche più cercate dalle aziende e le uniche in grado di resistere a ogni trasformazione tecnologica. Tutti dovranno inoltre continuare a studiare e formarsi anche una volta completato il percorso tradizionale. Senza tutto questo, essere “nativi digitali” potrebbe non essere sufficiente.

robot

Photo by Rock’n Roll Monkey on Unsplash

Etica e futuro, quanto è importante coniugare i due aspetti?

È importantissimo. Le tecnologie sono strumenti abilitanti, che ci offrono moltissime opportunità ma nascondono anche rischi e pericoli. Dobbiamo dunque chiederci se l’uso che facciamo della tecnologia e il modo in cui la progettiamo sia eticamente corretto. Oggi il dibattito su questi temi è in fermento: a livello europeo un gruppo di esperti ha stilato alcune linee guida per lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e alcune ricerche sull’editing genetico hanno scatenato numerose polemiche. Si tratta di questioni di grande urgenza, perché la tecnologia cresce a una velocità esponenziale, mai vista prima, e non possiamo permetterci di sottovalutare i loro impatti sul fronte etico e normativo.

L’uomo oggi è pronto ad affrontare le sfide future che tu immagini nel libro?

Credo che manchi ancora molta consapevolezza sui reali impatti dello sviluppo tecnologico e sulle sfide che ci troveremo ad affrontare nel prossimo futuro. Proprio per questo è nata Impactscool. Solo con queste conoscenze diffuse possiamo affrontare il domani e guidare insieme il cambiamento verso il migliore dei futuri possibili.

Cristina Pozzi

Cristina Pozzi

Altro dall’autore:

About Author

Redazione i404

i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top