Combattere il Coronavirus in ambienti chiusi: dal plasma freddo “spaziale” ai pesci anti assembramento

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Come la tecnologia può aiutare l’umanità nella lotta al Coronavirus e, in generale, nel settore della salute?
La battaglia che stiamo combattendo anche a suon di innovazioni hi tech svela risvolti sempre più interessanti. Soprattutto per quello che riguarda gli ambienti chiusi, dove controllare la diffusione di droplet e virus è molto difficile.
Se il senso civico manca sempre di più e non si riesce con semplici regole a fare la differenza, ecco che la tecnologia può aiutare il mondo a liberarsi di questo nemico invisibile.

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Dallo spazio il plasma freddo per uccidere i Coronavirus negli ambienti chiusi

Il problema della sanificazione degli ambienti chiusi potrebbe essere affrontata guardando le stelle. E in particolare seguendo le procedure di igienizzazione a bordo della stazione spaziale internazionale.
Il plasma freddo è una tecnologia di ultima generazione utile per combattere gli agenti patogeni, come il Sars-Cov-2, la cui carica virale potrebbe essere abbattuta con questo sistema del 99,99%. Si basa sul fenomeno della ionizzazione, sicuro per l’essere umano, fatale per i virus. Una tecnica che potrebbe essere sfruttata in tutti gli ospedali, in particolare nei reparti Covid. E non solo.

Massimo Clementi, virologo ordinario di Microbiologia e virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Irccs ospedale San Raffaele, all’Adnkronos Salute spiega che la tecnologia che arriva dallo spazio si è già rivelata utile per abbassare la carica batterica all’interno della stazione spaziale, senza trasformare le cabine in ambienti tossici per gli astronauti.

La tecnologia che si basa sul Non thermal plasma o Ntp è già stata certificata da uno studio dell’Università di Padova. I test condotti all’interno del Dipartimento di medicina molecolare della struttura universitaria, nei mesi di sperimentazione, hanno dato risultati che sono inequivocabili riguardo l’efficacia del plasma freddo contro il Coronavirus. E sarebbe utile anche per riciclare le mascherine usa e getta, come dimostra uno studio condotto in Texas.

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A scuola arrivano i robot sanificatori

Anche le scuole hanno bisogno di sanificazione. Ed ecco che la tecnologia arriva a dare una mano. In un istituto di Viareggio, ad esempio, si utilizza un robot sanificatore che tramite i raggi Uv-C e l’ozono distrugge virus e altri agenti patogeni. I bambini della scuola primaria Santa Dorotea convivono in classe con un robot che sanifica aria e superfici nelle aule scolastiche. È un presidio medico sanitario riconosciuto dal Ministero. Utile nella lotta contro il Covid in spazi chiusi e da affiancare a pulizia, igiene e sanificazione condotte quotidianamente.

In una scuola di Rivoli, invece, si sperimenta una nuova tecnologia per depurare l’aria. Presso l’Istituto Giulio Natta si sfrutta un processo di fotocatalisi con luce visibile LED (con biossido di titanio dopato – TiO2) in grado di uccidere i betacoronavirus, tra i quali c’è anche il Sars-Cov-2. Un trattamento biologico dell’aria che funziona tramite dei dispositivi installati nelle 27 aule per sanificare ogni giorno e continuamente l’aria. I dispositivi inviano anche dati per tenere sotto controllo la sanificazione degli ambienti, potendo anche programmare la loro attivazione.

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In strada arrivano i dispositivi anti assembramento

Dal Giappone arriva anche una tecnologia per evitare che si creino assembramenti in strada. Esiste infatti uno strumento dotati di sensori in grado di verificare la presenza di più persone in uno spazio troppo ristretto. L’apparecchiatura traccia un cerchio di due metri con pesci che nuotano lungo la circonferenza. Se più persone sono dentro i cerchi, capiscono al volo di essere a distanza pericolosa. Anche perché il cerchio cambia colore. Un altro sistema utilizza invece le luci negli ambienti chiusi. Cambiano colore quando si sta per creare un assembramento potenzialmente pericoloso per la diffusione del virus.

Ma non serve andare poi così lontano per trovare soluzioni hi tech di questo tipo. Le strade di Sesto Fiorentino, infatti, sono state dotate di sistemi che non solo diffondono musica per rendere piacevoli le passeggiate (ancora consentite negli ultimi DPCM), ma che possono monitorare eventuali assembramenti, misurando anche la temperatura corporea delle persone presenti e dando utili consigli e istruzioni su come comportarsi durante l’emergenza sanitaria. In questo modo si vogliono garantire socialità e shopping nei cittadini che “affolleranno” quelle vie, ma in tutta sicurezza. Questi apparecchi sono già stati usati a Bergamo, Firenze e Sorrento. Non sono una soluzione definitiva all’epidemia, ma un supporto in più nell’ottica di evitare la diffusione del virus.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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