La rivoluzione degli avateacher: lezioni con insegnanti digitali per parlare anche di sostenibilità

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

avateaching
Photo by Clarisse Croset on Unsplash

Rivoluzione nel mondo dell’apprendimento e della scuola, con l’avanzata degli “avateacher“, insegnanti virtuali, gemelli identici dei professori reali, che sono già ampiamente impiegati in molti paesi del mondo. Anche per spiegare cos’è la sostenibilità ai ragazzi.

Chi sono gli avateacher e quali sono i benefici di questa nuova modalità di insegnamento che chiede in prestito gli ultimi ritrovati della tecnologia per poter affrontare con gli studenti tante tematiche differenti?

Il fenomeno degli avateacher

Oggi più che mai gli alunni di ogni età hanno bisogno di stimoli e di figure di riferimento a cui ispirarsi, a casa come a scuola. La pandemia ha costretto classi intere a rifugiarsi nelle proprie case, seguendo le lezioni a distanza non sempre in modo consono, visti i ritardi della scuola italiana in ambito tecnologico. La didattica a distanza ha mostrato tutte le lacune del nostro sistema scolastico, ma la tecnologia all’interno delle aule dove i nostri figli si relazione tra di loro e con l’insegnante e imparano tante cose utili per la vita non deve essere vista come un demone. Anzi, come un’opportunità, da sfruttare in modo consapevole e attento.

Esperimenti di lezioni con avateacher in tutto il mondo

Il fenomeno degli avateacher si è diffuso un po’ in tutto il mondo, grazie agli enormi passi fatti in avanti sull’uso della realtà virtuale. Gli avateacher sono degli avatar fotorealistici, dei gemelli virtuali degli insegnanti in carne e ossa, che replicano in tutto e per tutto il docente. Sono già tanti gli esempi in scuole di tutto il mondo: un professore di economia dell’Università del Nord Carolina ha usato un avatar per tenere il proprio corso, mentre in un’altra università americana alcuni studenti del corso di intelligenza artificiale ricorrono a lezioni fatte da un insegnante digitale che risponde alle loro domande con un’accuratezza del 97%.
Presso l’Università di Stanford esistono corsi ad hoc di realtà virtuale che si tengono proprio in questo “mondo altro”, tramite l’utilizzo di visori e avatar creati per interagire tra compagni e con i professori, così da apprendere direttamente sul campo quello che studiamo teoricamente.

avatar
Photo by h heyerlein on Unsplash

Una rivoluzione tecnologia per rendere la scuola sempre più accessibile e inclusiva

Marco Lombardi, professore di Sociologia presso l’Università Cattolica di Milano e specializzato in comunicazione dei media, spiega che ci troviamo di fronte a una vera e propria rivoluzione. Che non ci deve spaventare.
«Il mondo dell’insegnamento sta cambiando molto velocemente. Negli ultimi due anni c’è stato un vero e proprio capovolgimento, un cambio di prospettiva che quasi spaventa. In questo momento non dobbiamo cadere nella trappola di accettare una nuova normalità non scelta. Dobbiamo chiederci, adesso, come vogliamo che sia il futuro accademico, del professore e dello studente».

Scuola e metaverso

Prove di metaverso anche a scuola? L’esperto continua con la sua spiegazione e  con quella che potrebbe essere la didattica del futuro. «L’insegnamento si è trasformato nell’immersione in un metaverso. Il docente in questo caso deve scegliere un approccio tecnologico immersivo orientato ai più giovani perché sono proprio loro i destinatari dei processi educativi. Questi sono attratti dalle nuove tecnologie e, proprio per questo, la realtà virtuale risulta una strategia adeguata. La didattica del futuro è chiamata quindi ad entrare nel metaverso digitale. Il mio doppio digitale sarà un avatar docente? Certo! In fin dei conti ogni avatar è un medium comunicativo, prima che uno specchio di sé. Direi che è il momento di esplorare il nuovo ecosistema digitale. Cercandone i confini che sono ancor ben lontani da quelli finora immaginati».

realtà virtuale a scuola
Photo by Sigmund on Unsplash

L’avanzata degli avatar (e non solo a scuola)

Secondo una ricerca condotta in occasione del Digital Learning Day su testate internazionali da Espresso Communication per IgoodI, il fenomeno degli avatar è in forte ascesa.
Le applicazioni sono molte e non riguardano solo più il campo accademico, ma potrebbero interessare anche altri settori, per creare nuove realtà in cui la tecnologia è protagonista per facilitare le attività da svolgere. Anche se a scuola sono oggi molti gli esempi utili che possono far comprendere la portata di questa rivoluzione tecnologica. Grazie agli avatar e alla realtà virtuale si possono apprendere nuove conoscenze e sentirsi parte di una comunità, in cui condividere esperienze, sensazioni, nozioni, emozioni.

Le applicazioni più interessanti in campo accademico

  • In Nuova Zelanda, si insegna l’uso e le forme dell’energia rinnovabile ai bambini.
  • In Nord Carolina, l’avateacher fornisce nozioni economiche e finanziarie su un palco interamente virtuale.
  • La Florida International University affronta temi come il branding e l’ospitalità con una versione digitale di una bartender.
  • In Germania, un “avatar robot” permette ai bambini gravemente malati di frequentare le lezioni come se fossero a scuola.
  • In Canada, gli “avateacher” sono l’occasione per creare community di condivisione all’interno di piattaforme virtuali.
  • In India, gli insegnanti digitali offrono percorsi di apprendimento interattivi, con il risultato che gli studenti si sentono più coinvolti.
  • L’Università della Georgia usa la realtà virtuale per valutare le capacità dei giovani.
  • A Singapore vengono realizzate presentazioni professionali per insegnare a usare la tecnologia 3D in ambito industriale e progettuale.
  • Nell’Università dell’Arizona, gli avatar sono studiati per capire quale modello può aiutare davvero gli studenti.

Chissà se gli avateacher approderanno anche in Italia, nella vecchia cara scuola italiana.

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