L’identità dei giovani è quella dei social. Internet e smartphone sono sempre più presenti

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I giovani italiani si identificano sempre più con il loro profilo social. L’identità personale di ognuno di noi rimane associata a famiglia, nazionalità, lavoro. Ma quella legata ai social network è in crescita. In particolare tra i giovanissimi.
Cresce anche l’uso di internet e degli smartphone. Usiamo sempre più i social media in modo diversificato e consapevole. Ma sono ancora molti i rischi che vengono sottovalutati.

social media

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Identità degli italiani.

Il 16esimo rapporto Censis sulla comunicazione,i media e la costruzione di identità, presentato a Roma, svela che il 3,5% degli italiani identifica la propria identità con il proprio profilo social.
Tra i giovani la percentuale sale al 9,1%.
La famiglia continua a costituire per gli italiani il primo fattore di identificazione, con una percentuale del 76,3%. A seguire la nazionalità italiana (39,9%), il legame con la propria terra di origine (37,3%), il proprio lavoro (29,2%), la fede religiosa (17,2%), le convinzioni politiche (11,8%) e l’identità europea (10,9%).

Sono soprattutto i giovani sotto i 25 anni a far coincidere la propria identità con quella dei propri profili social.
Il trend emergente per le nuove generazioni ci dice che 1 giovane su 10 considera la propria appartenenza alle community social online più forte del lavoro, della nazionalità, della famiglia.

I social network più usati.

35 milioni di persone sono attive sui social network.
Il rapporto Censis ci svela quali sono i social network più utilizzati dagli italiani.
Al primo posto c’è YouTube (56,7%, con percentuale al 76,1% tra i 14-29enni), seguito da Facebook (55,2%, dato che sale al 60,3% per la fascia d’età dei giovani) e Instagram (35,9%, con una percentuale del 65,6% per chi ha meno di 30 anni). Snapchat, Pinterest e Reddit diventano sempre più popolari.
Il 71% degli italiani, invece, usa WhatsApp. Con un aumento del 3,5% nell’ultimo anno. Per i 30-44enni la percentuale arriva all’88,9%, mentre scende vertiginosamente al 30,3% tra gli italiani con più di 65 anni.

social network

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Come gli italiani usano i social e internet.

Secondo Digital 2020, report annuale dell’agenzia di comunicazione We Are Social realizzato in collaborazione con la piattaforma di social media management Hootsuite, l’Italia è un paese più maturo per quello che riguarda l’uso di internet e dei social network.
Ogni giorno in media trascorriamo un’ora e 57 minuti sui social, accedendo per il 98% da mobile. Se il tempo passato su internet è lievemente sceso, quello che trascorriamo sui social è costante.
Secondo Gabriele Cucinella, Stefano Maggi e Ottavio Nava, amministratori delegati di We Are Social in Italia, è cambiato il modo con cui utilizziamo i “social media, sempre più diversificato e consapevole. Accanto a realtà come Facebook e Google, che mantengono la loro leadership, emergono canali che introducono nuove modalità di espressione e fruizione dei contenuti”.
E il riferimento a TikTok è evidente. Se nel mondo sono 4,54 miliardi le persone che usano internet, ben 300 milioni hanno avuto accesso al web per la prima volta nel 2019. 3,8 miliardi di persone nel mondo usa con regolarità i social network. TikTok è il fenomeno del momento, con 800 milioni di utenti attivi al mese. 300 milioni fuori dalla Cina.

In Italia 5 milioni di utenti trascorrono 6 ore al giorno su internet. Non solo per divertimento e svago, ma anche per informarsi e per crescere. Il 92% guarda video in streaming. Mentre i podcast sono in crescita (23%).
Sui social media abbiamo in media 8 account per persona.
Proprio per quello che riguarda il settore dell’informazione, aggregatori di notizie online e portali web dedicati vengono consultati dal 51,6% degli italiani (dato in crescita del 5,5% rispetto all’anno precedente).

Rischi dei social network

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Rischi e opportunità dei social media.

Ma quali sono i rischi spesso sottovalutati dei social media, in particolare dal pubblico più giovane ma non solo?
Se le fake news circolanti su Facebook e affini preoccupano ogni giorno di più, provocando disinformazione che può essere potenzialmente pericolosa in un paese in cui l’analfabetismo funzionale è sempre più allarmante, sono anche altri i problemi che andrebbero affrontati.
Non solo rischi, ovviamente. Ci sono anche delle opportunità da tenere in considerazione. Opportunità per crescere, conoscere, studiare, lavorare. A patto di sapere usare dei mezzi che si possono facilmente ritorcere contro se usati malamente.

Abbiamo chiesto a Ivano Zoppi, presidente dell’associazione Pepita Onlus, cosa ne pensa, confermando che “i social media in generale, come i social network in particolare, rappresentano un’opportunità straordinaria di contatto e uno strumento per conoscere ed esplorare il mondo“.
L’Associazione, composta da educatori e psicologi, è al fianco dei ragazzi ogni giorno. E conoscono bene la situazione in Italia.

I fatti ci raccontano di bambini che ricevono il primo cellulare come regalo della Prima Comunione, di preadoloscenti che hanno più profili social per sfuggire al controllo dei genitori, di adolescenti che condividono immagini osé con il fidanzato per sentirsi più apprezzate o disposte a postare immagini di sé per raccogliere Like.
Attorno genitori incuranti degli effetti che i social possono avere sui loro figli, genitori che postano foto dei loro bambini per mostrare agli amici i loro singoli successi, senza pensare che quelle stesse immagini possono finire nelle mani di pedofili e possono mettere a repentaglio la loro sicurezza. E poi dati, un mare di dati sparsi e lasciati in balia del sommerso della Rete.

Sensibilizzare i ragazzi è fondamentale.

Per questo sono già attive campagne di sensibilizzazione per rendere i ragazzi consapevoli e responsabilizzarli (#iocliccopositivo, #suinternetèpersempre e #SoloPerTe per narrare il sexting).
Nei laboratori si parla con i giovani facendoli riflettere proprio sul valore della loro identità. Imparando fin dalle scuole primarie “a rispettare se stessi e a provare empatia, potranno in futuro rispettare gli altri ed navigare responsabilmente e con senso critico“.

La prevenzione passa dalla consapevolezza della propria unicità, unicità che la comunità educante – fatta di genitori, insegnanti, educatori, istruttori, famiglie – deve coltivare nei più piccoli affinché possano vivere il digitale con un mix di sensibilità e responsabilità. I nostri ragazzi vivono la realtà virtuale come parte integrante delle loro esistenze, realizzare chi sono, cosa vogliono, quali rischi nasconde il Web, li mette in guardia e li rende navigatori più attenti e maturi.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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