Free The Nipple, quando il corpo femminile è un problema sui social

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I social hanno un problema con la parità di genere.
Se internet non è a misura di donna e di fatto è discriminatorio, anche i vari Facebook e Instagram non se la passano tanto bene.

Quante foto di uomini a petto nudo, che mostrano i loro sforzi in palestra o fanno sfoggio del loro fisico al mare, avete visto sulle vostre bacheche? E quante foto di donne in topless o che allattano i loro figli, il gesto più naturale del mondo?

La disparità è sotto gli occhi di tutti. Il corpo femminile è ancora un problema. E Free The Nipple è la campagna che prova a sdoganarlo, abbattendo pregiudizi, stereotipi e discriminazioni maschiliste che fanno ancora parte del nostro retaggio culturale. E sono duri a morire.

Free the nipple

Photo by Svetlana Pochatun on Unsplash

Censura del seno femminile.

Il seno femminile è oggetto di censura sui social ormai da tempo. E lo stesso trattamento, ovviamente, non è riservato al corpo femminile.
Le guideline di Facebook, così come di Instagram, vietano di mostrare foto che ritraggono il seno scoperto. Guai a far vedere il capezzolo. Contenuto cancellato all’istante. Profilo bloccato per qualche tempo.

Il corpo delle donne viene letteralmente censurato. No a foto di mamme che allattano i bambini. Niente immagini di donne che vogliono sensibilizzare sulla lotta contro il cancro al seno, magari mostrando i segni della mastectomia. E si arriva persino a censurare i nudi artistici: ritratti, dipinti, sculture che hanno fatto la storia dell’arte bannati da Facebook e Instagram. Perché ritenuti contenuti non adatti al pubblico di utenti dei due principali social network.
Mostrare parti del corpo che possono avere riferimenti sessuali non è ammissibile. La censura, però, è più stringente con le donne. Nessuno si sogna di eliminare foto di pettorali maschili senza maglietta. O di bloccare gli account per aver osato tanto.

Non è sempre la stessa parte del corpo? Biologicamente parlando non ci dovrebbero essere differenze. Eppure a farne  le spese sono sempre le donne.

Censura seno femminile

Photo by Victoria Strukovskaya on Unsplash

Il movimento Free the Nipple.

Free The Nipple è la campagna nata in seguito alle proteste di molte donne che sono state discriminate per le loro fotografie sui social.
Lanciata in Svezia, oggi è sostenuta da donne di tutto il mondo, che sfidano i social per rivendicare il diritto a mostrarsi senza filtri e senza censure. Come possono fare gli uomini.
È dal 2013 che le donne lottano per questo. Da quando Lina Esco, attivista e filmmaker, ha deciso di intraprendere una battaglia per eliminare un tabù ampiamente presente nelle nostre culture. E per raggiungere quella parità di genere e anche sessuale a livello globale, senza distinzioni tra maschio o femmina. Una lotta intrapresa sui social, ma anche nella vita reale. Perché un uomo in topless in spiaggia non desta allarmi. Una donna in topless, invece, cattura occhiatacce, accuse di indecenza e di atti osceni.

Se sempre più donne aderiscono a questa battaglia per dire basta alle discriminazioni sul corpo femminile, più recentemente se ne è aggiunta un’altra. #Wethenipple è la campagna di protesta lanciata dal fotografo Spencer Tunick per protestare contro la censura del nudo artistico. E del seno femminile in generale.
125 persone di diversa età e nazionalità si sono date appuntamento per un set fotografico per dire basta. Il corpo femminile veniva coperto da gigantografie di capezzoli maschile. A mostrare l’assurdità di regole che di fatto penalizzano solo una categoria.

Corpo femminile

Photo by Genessa Panainte on Unsplash

Dai social alla vita reale: quando il topless è reato.

I social non fanno altro che rispecchiare la società in cui operano.
Lo sapete che ci sono degli stati del mondo in cui alle donne è vietato mostrarsi in spiaggia senza reggiseno?
Topfreedom è un movimento culturale che chiede che vengano cambiate le leggi che vietano alle donne di mettersi in topless in luogo pubblico. Quelle stesse leggi che non lo vietano però agli uomini.

Fino al 2009 in Polonia non si poteva prendere il sole in topless. Poi due donne, che erano state multate, si sono rivolte al tribunale. E hanno vinto.
In Spagna ci sono alcuni comuni con regolamenti volti a vietare la nudità pubblica, anche se nel paese è ben tollerata, come ad esempio nelle Isole Baleari. Ci sono città che, invece, hanno concesso il topless in piscina.
Per la legge svedese il topless è legale, ma ogni struttura pubblica o privata stabilisce propri codici di abbigliamento.
In Canada è ancora possibile essere multati per il topless. Anche se la pratica è sempre più oggetto di liberalizzazione.
In Messico è concesso il topless solo in una spiaggia per nudisti dove il naturismo è legale dal 2016. Di solito è comunque tollerato.

Negli USA sono ancora in corso battaglie per consentire alle donne di esporre il proprio seno nei luoghi dove è consentito agli uomini.
Alcune donne del New Hampshire si sono rivolte alla Corte Suprema per eliminare un’ordinanza comunale che vieta alle donne di mettersi in topless in pubblico. Perché va contro la Costituzione, trattando uomini e donne non in modo uguale.

E in Italia? Il topless non è vietato. Ma è ancora oggetto di tabù che fanno sentire la donna giudicata per quello che fa.
C’è voluta una sentenza della Corte di Cassazione del 2000 per determinare che l’esposizione del seno femminile nudo è un comportamento accettato che fa parte del costume sociale. Per gli uomini non è servita alcuna legge.

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Redazione i404

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