Body shaming e fat shaming: sui social diamo il peggio di noi

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiIl body shaming è una forma di bullismo. Una delle più becere che possano esistere, perché prendono di mira il corpo.
Far vergognare le persone per come appaiono è una condotta che può considerarsi criminale. In Italia esiste anche una proposta di legge.
Insultare le persone per l’aspetto esteriore è un comportamento inaccettabile. Che però non conosce limiti. E sui social diamo il peggio di noi.

body shaming
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Body shaming, cos’è. Conoscerlo per combatterlo

Body shaming, un termine inglese per indicare un problema molto presente anche nel nostro paese. Il significato in italiano è intuibile: “far vergognare del proprio corpo“. Ed è l’atteggiamento di chi giudica e critica forme e silhouette in particolare sul web e sui social network.
A volte lo si fa inconsapevolmente. Altre volte, invece, con l’intento di offendere, di screditare, di far soffrire l’interlocutore. Che può essere famoso o meno.
Talvolta non ci facciamo nemmeno caso, ma alcuni commenti poco felici che possono sembrare innocui andrebbero in realtà evitati. Perché potrebbero rappresentare pesanti sentenze non richieste e non gradite dai diretti interessati.

I social hanno sicuramente contribuito ad amplificare il fenomeno. Nascosti dietro schermi e tastiere, i bulli sembrano divertirsi a lasciare commenti impietosi. Che colpiscono al cuore e possono avere conseguenze terribili in persone che soffrono per il giudizio altrui.
Opinioni non richieste, non gradite e che non hanno alcuna ragione di esistere. La perfezione non esiste. Così come non esistono canoni di bellezza universali. La bellezza è soggettiva. E impararlo è il primo passo per accettarsi e per accettare il diverso. Anzi, per accogliere la diversità e le differenti forme di bellezza come elemento di arricchimento. Un insegnamento utile da trasmettere soprattutto ai più giovani, le prime vittime di quello che può considerarsi un vero e proprio reato.

fat shaming
Photo by tabitha turner on Unsplash

Body shaming, un reato punibile per legge?

La proposta di legge contro il body shaming è stata accettata a gennaio 2020 dalla Camera. Proposta che prevede 8 articoli che vanno ad ampliare la legge sul cyberbullismo del 2017.
A presentarla, il deputato del PD Filippo Sensi. Approvato con 234 voti a favore, 131 astenuti e nessun contrario, il testo è volto a combattere il clima di odio che si respira in rete e sui social.
È attivo un numero telefonico di assistenza gratuita 24 ore su 24 per chi è vittima di body shaming, il 114. Ed è prevista anche un’app anti violenza.

Il discorso del promotore alla Camera spiega cosa deve subire chi è vittima di questi comportamenti scellerati che riguardano non solo il peso e la forma fisica, ma anche particolarità del corpo prese di mira dai bulli della rete.

body shaming denuncia
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Non rimanere in silenzio, ma denunciare sempre

Chi chiede aiuto a genitori o insegnanti è riuscito nella maggior parte dei casi a risolvere il problema. Mentre chi non ha denunciato ha continuato a essere vittima.
Un’indagine di Nutrimente Onlus svela che il fenomeno colpisce soprattutto le donne. Almeno una su due. E le parti del corpo prese più di mira sono gambe, pancia, lato B, fianchi. Il 94% delle adolescenti ne ha sofferto. E il 65% dei teenager di sesso maschile. Se sono i chili di troppo a essere spesso bersaglio, anche l’estrema magrezza lo è. Non solo fat shaming, ma anche thin shaming. Senza dimenticare l’aspetto fisico in generale.

Emblematico il caso della nuova modella di Gucci che tiene banco in questi giorni.

https://www.instagram.com/p/CEbHwVqlU5-/

O il body shaming rivolto ai piedi di Chiara Ferragni. O al fisico della sorella, Valentina.

https://www.instagram.com/p/B626QYPCbln/?utm_source=ig_embed

Umiliate, emarginate, utilizzate come bersaglio di frecciatine apparentemente innocenti, le vittime tendono a tacere. Anche per vergogna. Oltre che per paura delle ritorsioni. E tenersi tutto dentro fa ancora più male.
Per fortuna qualcosa si sta muovendo. Proprio su quei social terreno fertile di cattiveria e odio. E per merito di celebrities che si sono messe al servizio di chi ha timore di denunciare.
#StopBodyShaming è il grido di chi chiede di accettare l’altro per chi è. Senza giudicare. Perché come ricorda una frase che proprio sui social circola spesso:

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre.

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