50 anni fa l’allunaggio: perché la luna ci affascinava tanto?

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Il 4 ottobre del 1957 l’Unione Sovietica lancia nello spazio il satellite sovietico Sputnik.
Uno schiaffo morale agli USA in piena guerra fredda. La situazione era delicata dalla fine della seconda guerra mondiale. Le due superpotenze si contendevano il primato su tutto. Anche sullo spazio. E il lancio del primo satellite aveva il sapore della sfida.

Il primo uomo sulla luna.

Gli americani non sono stati a guardare. La corsa allo spazio (o prima era spaziale) era iniziata. Per culminare il 20 luglio 1969 in un evento che ha incollato allo schermo milioni di spettatori in tutto il mondo. In un periodo in cui la tv non era in tutte le case. Il primo uomo sulla Luna. Mai come allora lo spazio ha affascinato e unito.
E anche se oggi i passi fatti in avanti sono stati molti di più, la corsa allo spazio non ha più lo stesso sapore di una volta. Anzi, c’è chi si chiede perché continuare a spendere soldi per andare tra le stelle, quando si potrebbero usare sulla Terra per altre questioni.

Luna

Photo by Kym MacKinnon on Unsplash

Lo Sputnik, Yuri Gagarin e la supremazia russa

Lo Sputnik è stato il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra.
Partì dal cosmodromo di Baikonur dall’Unione Sovietica, raggiungendo l’orbita ellittica bassa terrestre il 4 ottobre del 1957. Dopo tre settimane di “viaggio spaziale”, finirono le batterie, ma lui continuò a orbitare per un paio di mesi prima di entrare in contatto con l’atmosfera e distruggersi.

Il programma Sputnik iniziò all’indomani del secondo conflitto mondiale. Nel 1948 si convertirono i missili militari in vettori per lanciare i satelliti. L’annuncio del primo lancio venne dato da Radio Mosca. Un trionfo per l’Unione Sovietica. Uno smacco per gli USA.
Fu una sorpresa per tutto il mondo. In particolare per gli USA, anche loro impegnati nella conquista dello Spazio, negli anni di una Guerra fredda che si combatteva anche a suon di missioni spaziali.

Con il lancio dello Sputnik 2 nel 1957 venne lanciato in orbita il primo animale. Laika, una cagnolina che morirà a bordo della capsula, bruciando al rientro sulla terra.
E sempre sovietico è stato il primo essere umano nello spazio. Yuri Gagarin sulla navetta Vostok il 12 aprile 1961, che ancora oggi è festa in Russia, entrò nell’orbita terrestre. Ed era russa anche la prima donna nello spazio, Valentina Vladimirovna Tereskova, sulla navetta Vostok 6, il 16 giugno 1963.

Primo uomo sulla Luna

Photo by NASA on Unsplash

La risposta americana: Apollo 11 e l’allunaggio.

20 luglio 1969. Il primo uomo sbarca sulla Luna. Ed è americano. Anzi, sono americani. Neil Armstrong e Buzz Aldrin scendono con i loro scarponi sulla polvere del mare della tranquillità. E piantano  una bandiera a stelle e strisce in uno scatto che è diventato leggenda.
“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, dirà Armstrong. E così è stato. Perché da allora tutto è cambiato. Dal 1969 al 1972, 12 uomini sono sbarcati su quel satellite. Non senza inconvenienti e incidenti storici. Gli astronauti morti nell’Apollo 1 nel 1967, i problemi durante lo sbarco della stessa Apollo 11, l’esplosione sull’Apollo 13 e la famosa frase “Houston, abbiamo un problema“.

Ma l’uomo sulla Luna ci è andato. Ci ha camminato più volte. Ha anche giocato a golf. 
L’America vince nel 1969 la guerra dello spazio contro l’Unione Sovietica. Per un evento che è stato celebrato da film, libri, canzoni. E che ancora oggi nell’immaginario collettivo rappresenta un momento storico per l’uomo.

Che non si ripeterà più. Nonostante le scoperte e le missioni successive. Ma quella era una prima volta. Che ha tenuto tutto il mondo con il fiato sospeso per ore.

Lo sbarco sulla  Luna, la più grande diretta tv.

50 anni fa, tra il 20 e il 21 luglio, milioni di persone nel mondo poterono assistere alla prima passeggiata sulla Luna dell’uomo.
Con Armstrong e Aldrin, sbarcarono anche delle telecamere capaci di funzionare nello spazio, per trasmettere sulla Terra tutto quello che stava accadendo tra le stelle. In modo tale che nessuno potesse dubitare che gli USA ce l’avevano fatta.
Fu la stessa Nasa a dire in un documentario che le telecamere vennero portate per la credibilità della missione. E fa sorridere oggi la teoria del complotto che nega che quello sbarco sia mai avvenuto. Sì, esiste un filmato di un finto sbarco, voluto da Nixon in caso la missione fosse fallita. Come sostengono gli autori di Quel giorno sulla luna si doveva distrarre l’opinione pubblica dalla Guerra in Vietnam. Ma gli USA non dovettero mai ricorrere a quel video. Perché l’Apollo 11 fu un successo.

E fu seguito da milioni di persone incollate allo schermo per ore. Cosa che praticamente non si è mai più ripetuta. Nonostante le missioni successive siano state ancor più spettacolari. E anche sicure per gli astronauti: 50 anni fa la sicurezza non era quella di oggi.

Astronauti

Photo by BRUNO CERVERA on Unsplash

Le missioni spaziali oggi.

Cos’è cambiato? 
Forse da quel giorno ci siamo abituati alle missioni nello spazio. Perché quella rappresentava la prima volta, piena di rischi e di incognite. Andrà tutto bene? Gli astronauti torneranno a casa sani e salvi? Cosa troveranno sulla Luna?
E poi 50 anni fa c’era il sogno di costruire un futuro nello spazio, magari delle colonie su altri pianeti. Cosa che non è ancora avvenuta, anche se gli studi delle agenzie spaziali internazionali cercano di capire se sia possibile. L’uomo vive nello spazio, nelle Stazioni Spaziali Internazionali, ISS. Ma è esclusiva di scienziati e astronauti. Che forse sentiamo oggi un po’ più distanti da noi.

Foto di skeeze da Pixabay

Luca Parmitano non smetteva di fare foto dalla “finestra sul mondo”, il modulo spaziale di osservazione per la ISS. AstroSam, la nostra bravissima Samantha Cristoforetti, ha continuato il lavoro inviando sulla terra immagini spettacolari e interagendo con i suoi fan social. Un modo per riappassionare gli italiani alla corsa allo spazio. E lo stesso fanno tutti gli altri colleghi italiani e internazionali nelle loro missioni.
Albe, tramonti, il mondo visto da lassù, da un’insolita finestra che regala gallerie indimenticabili.
Ma nulla sarà mai come quel giorno di luglio di 50 anni fa. Quello era un sogno condiviso, che oggi forse si è un po’ sbiadito.

Foto di WikiImages da Pixabay

Chissà, magari quando inizieranno i viaggi turistici nello Spazio qualcosa cambierà. E torneremo a innamorarci delle scoperte fatte tra le stelle.
Perché poter vedere di persona spettacoli come questo non ha prezzo. E nessuno schermo potrà mai ridarci le stesse emozioni che gli astronauti provano nello spazio. La stessa Cristoforetti in una conferenza domandava al pubblico: “quanti da piccoli sognavano di fare l’astronauta?

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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