Scienziati del clima ribelli VS negazionisti: quando la comunità scientifica si spezza (e la confusione aumenta)

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I cambiamenti climatici in atto sulla Terra sono dovuti anche all’azione sconsiderata dell’uomo. All’uso e all’abuso che l’essere umano fa delle risorse. All’inquinamento. A politiche inesistenti di controllo del clima e delle conseguenze del climate change.
Gli scienziati per il clima, che appoggiano anche i ragazzi di Fridays for future, lo gridano da tempo a gran voce. Spesso inascoltati. E per questo obbligati a una vera e propria disobbedienza civile.

Eppure anche la comunità scientifica è divisa su questo tema. In Italia è stata lanciata una petizione negazionista sugli effetti dell’azione umana sul clima. La scienza si divide. Provocando ancora più confusione e disinformazione.

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Photo by Andrii Leonov on Unsplash

Il riscaldamento globale è colpa dell’uomo.

Ne sono ormai certi moltissimi scienziati italiani e stranieri. Che lottano ogni giorno, anche a fianco dei ragazzi di Fridays for future, per chiedere politiche volte a salvare il salvabile. Perché la scienza in realtà ce lo dice da tempo che non abbiamo più tempo. Ma nessuno l’ha ascoltata. Per pigrizia, per ignoranza, per scarsa volontà di cambiare abitudini, per interessi contrari a quelli che invece potrebbero salvare il mondo.
In una lettera aperta degli scienziati sul clima di luglio 2019, indirizzata ai massimi vertici delle istituzioni italiane, più di 3000 scienziati tra climatologi, fisici, ricercatori hanno ribadito l’importanza di azioni concrete per ridurre a zero le emissioni nette di gas serra entro il 2050. Sottolineando che il riscaldamento globale è di origine antropica. E spetta all’uomo trovare una soluzione per evitare il peggio.

Gli scienziati sottolineano che la Terra sta subendo variazioni climatiche evidenti, in tempi relativamente molto brevi.
Che le concentrazioni di gas serra in atmosfera, come anidride carbonica e metano, sono in continua crescita, anche a causa del ricorso più elevato a combustibili fossili e allevamenti intensivi.
E che le attività antropiche sono la causa principale dei cambiamenti climatici che il pianeta sta vivendo.
Non lo dicono solo loro, ma migliaia di scienziati che hanno dedicato la loro esistenza allo studio del clima sulla Terra, legato anche alle attività umane. Il rapporto di causa ed effetto è evidente e confermato anche dai rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

Non solo è necessario ribadire questi concetti. Ma è necessario intervenire, evitando bufale, fake news, disinformazione. Promuovendo una corretta comunicazione, anche attraverso il dibattito politico, oltre che sui media. Perché le future generazioni hanno bisogno di risposte concrete oggi. Perché domani potrebbe essere troppo tardi.

Scienziati ribelli: la disobbedienza civile per farsi ascoltare.

E visto che il mondo sembra non voler ascoltare i loro appelli, agli scienziati del clima non resta che la disobbedienza civile. Claire Wordley, ecologa dell’università di Cambridge, e Charlie Gardner, esperto di conservazione dell’università del Kent, hanno pubblicato su Nature Ecology and Evolution un appello per cominciare a fare sul serio. Uscire dalle sedi accademiche e cominciare ad agire concretamente. Con tutti i mezzi che possono avere a disposizione.
Scopo è mettere in allarme l’umanità. Creare anche panico, se questo può essere necessario a smuovere le coscienze. Per agire tutti insieme. “Uniti dietro la scienza“, com’è lo slogan utilizzato più volte da Greta Thunberg, che sin dall’inizio dei suoi scioperi da scuola ogni venerdì, ormai da più di un anno, chiede ai potenti del mondo di non ascoltare loro, i giovani che scendono in piazza, ma di ascoltare la scienza e gli scienziati, dei quali loro si fanno solo cassa di risonanza per arrivare in ogni casa, in ogni scuola, in ogni città. E si spera anche in ogni palazzo del potere.

Gli scienziati devono agire, scendendo anche in piazza, in proteste rigorosamente non violente, per informare e far parlare i fatti. Che sono sotto gli occhi di tutti. La temperatura globale sale, mettendo a rischio le specie animali e vegetali che non sapranno adattarsi. Uomo compreso, ovviamente, che è anche la principale causa di tutto quello che sta succedendo.
E allora la scienza usa la disobbedienza civile per trasmettere messaggi importanti. Per portare a conoscenza di tutti quello che ogni persona su questa terra dovrebbe sapere. E per chiedere un’azione che sia veloce, efficace e con progetti a lungo termine. Disobbedienti e ribelli come lo sono stati grandi personaggi del passato che hanno cambiato la storia dell’umanità.
Scienziati ribelli che non ci stanno e che già in passato hanno dovuto scendere in piazza, diventando attivisti impegnati nel sociale (o influencer, se preferite il termine), per difendere il loro lavoro, la loro credibilità e contrastare le fake news. Che purtroppo non mancano nemmeno nella comunità scientifica.

Scienziati ribelli VS scienziati negazionisti.

Anche tra gli scienziati, infatti, ci sono i negazionisti. Non solo Donald Trump, fortemente criticato anche da Greta Thunberg, arrivata a New York per il Summit sul clima dell’Onu del 23 settembre. Ma anche uomini e donne di scienza, che in Italia hanno persino lanciato un appello per negare la scienza del clima.
Arrivando a confutare tesi e teorie che ormai sono visibili sotto gli occhi di tutti. E spingendo alcuni colleghi a dover smascherare quelli che di fatto, nel loro appello, vengono considerati da altri scienziati errori, informazioni errate, manipolazioni della realtà.

Confusione, disinformazione, caos nella comunicazione di un tema tanto complesso, quanto delicato e importante per il futuro dell’umanità. Tutti fattori che spesso portano a guardare alla scienza e agli scienziati come mondi troppo distanti da noi. Incomprensibili e distaccati dalla realtà, quando invece è proprio la realtà che studiano e cercano di aiutare a cambiare. Perché non si tratta di credere alla scienza, non è una fede. Si tratta di informarsi, di studiare, di approfondire e di ascoltare voci autorevoli.

Ci sono nei fatti due cose: scienza e opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.
Ippocrate di Coo

 

Questo articolo contribuisce al progetto Covering Climate Now per tenere alta l’attenzione dei media di tutto il mondo sui cambiamenti climatici in vista del Climate Action Summit 2019 dell’Onu in programma a New York il 23 settembre 2019.
This article contributes to the Covering Climate Now project to keep global media attention on climate change in view of the UN’s Climate Action Summit 2019 scheduled in New York on September 23, 2019.

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Redazione i404

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