Samantha Cristoforetti nello spazio accusata di abbandonare i figli: e se l’astronauta fosse stato uomo e papà?

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Redazione i404
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Samantha Cristoforetti nello spazio
Foto di Brian Sarubbi da Pixabay

Benvenuti nel 1022. Samantha Cristoforetti va nello spazio, per una nuova importante missione che vede protagonista l’astronauta italiana dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea. Se già alla prima missione i commenti sessisti si erano sprecati, oggi le polemiche riguardano il fatto che AstroSam è diventata nel frattempo mamma di due bambini. C’è chi l’ha accusata di abbandonare i figli. Che invece saranno orgogliosi di avere una mamma come lei e felici di stare con il loro papà mentre lei lavora “fuori”. Se l’astronauta fosse stato un uomo e un papà, scommettiamo che nessuno avrebbe puntato il dito contro la sua scelta accusandolo di non pensare ai suoi figli?

Samantha Cristoforetti, una professionista che è anche mamma. E per questo dovrebbe stare a casa

Guardando il curriculum di AstroSam vengono i brividi. Ha raggiunto il posto dove voleva essere. E ha studiato e lavorato a lungo per essere lì dove si trova ora. Oltre a essere una grande professionista e una donna che ama il suo lavoro, come traspare dal suo impegno divulgativo che ci appassiona sempre, è anche una mamma. Una mamma che lavora e che per sei mesi vivrà un’avventura incredibile nello spazio. La sua nuova partenza per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, però, è stata macchiata da una polemica che si è diffusa come un virus sui social. In molti hanno criticato la sua scelta di partire per la missione perché una mamma non lascerebbe mai i figli da soli per così tanto tempo. Come se non ci fossero donne che già lo fanno, rimanendo sulla terra, ma lavorando a lungo lontano da casa.

L’accusa è ignobile, figlia di quel maschilismo e sessismo che fanno tanto male alla parità di genere. Perché nessuno oserebbe mai sollevare le stesse obiezioni se al posto di una mamma ci fosse un papà che parte per andare alla scoperta dello spazio. In quel caso sarebbe “perdonata” l’assenza. Ma quando si tratta di una donna questa diventa una macchia nel proprio curriculum materno. Sembra il Medioevo, ma è il 2022.

astronauta
Foto di Julien Tromeur su Unsplash

Samantha Cristoforetti è una mamma che fa il suo lavoro. Ed è una delle migliori

È la prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, ha conseguito il record europeo e femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni nella missione ISS Expedition 42/Expedition 43 del 2014-2015), superato poi da altre colleghe. Classe 1977, ha studiato negli USA e in Italia, ottenendo anche una laurea in ingegneria meccanica all’Università tecnica di Monaco di Baviera. Nel 2001 inizia a lavorare come pilota militare all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, tornando poi negli USA dove ha raggiunto il grado di capitano. Tre anni dopo ottiene la laurea triennale in Scienze Aeronautiche presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli con 110/110 e lode. L’ESA nel 2009 la seleziona come astronauta e dopo 5 anni è la prima astronauta di nazionalità italiana a effettuare un volo spaziale.

Samantha Cristoforetti è una donna che non ha bisogno di presentazioni. E che sicuramente non si fermerà di fronte alle polemiche che oggi la vogliono dipingere come una madre snaturata che lascia per sei mesi i due figli, Kelsi Amel e Dorian Lev, avuti dal compagno Lionel Ferra, un ingegnere francese. Papà dei due bambini che si occuperà di loro mentre la mamma è, appunto, a fare il suo lavoro. Bambini che saranno orgogliosi di poter raccontare quando andranno a scuola che la loro mamma è un esempio da seguire, una pioniera dello spazio, come gli astronauti dell’allunaggio e tutti coloro che hanno seguito le loro orme.

missioni spaziali
Foto della NASA su Unsplash

Le polemiche (sterili) rimangono sulla Terra, mentre AstroSam vola sempre più in alto

La 45enne nata a Milano ma di origini trentine è alla sua seconda missione spaziale. Ha ricevuto un addestramento rigido per sopportare, anche sotto stress, le situazioni più inimmaginabili. Figuriamoci se si fa rovinare questa esperienza da polemiche sterili riguardo il programma Minerva al cui sta partecipando.
Kelsey Amal, di 6 anni, e Dorian Lev, nato un anno fa, non sono stati abbandonati da nessuno. Emozionante la foto in cui l’astronauta italiana saluta i suoi piccoli, uno in braccio al papà e l’altro all’amico e collega Luca Parmitano.

Immaginiamoci per un attimo un’altra scena. Al posto di AstroSam un uomo, un astronauta, un professionista con il suo stesso curriculum. E anche papà di due bambini piccoli. Lui in partenza per lo spazio, lasciando i figli a casa con la madre, avrebbe ricevuto lo stesso trattamento? La risposta è scontata. Ovvio che no, siamo nel Medioevo del XXI secolo, non dimentichiamolo.

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