Scienza e scienziati, quando ci fidiamo e quanto ci crediamo?

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

La scienza è l'”insieme delle discipline fondate essenzialmente sull’osservazione, l’esperienza, il calcolo, o che hanno per oggetto la natura e gli esseri viventi
Lo scienziato è la persona che “ha acquisito profonda conoscenza di una o più scienze, attraverso studî intensi e costanti, e con serietà di metodo e d’indagine” (definizioni della Treccani).
Nel 2020 quanto ci fidiamo di scienza e scienziati? Quanto crediamo alle loro parole? E quanto seguiamo, soprattutto, i loro consigli in momenti di emergenza, come quelli dell’epidemia di Coronavirus, o di “normalità”?

Fidarsi o non fidarsi della scienza?

Il rapporto State of Science Index Survey 2019, realizzato in seguito alla seconda indagine condotta dalla multinazionale statunitense 3M, svela quanto ci fidiamo e quanto non ci fidiamo di scienza e scienziati.
La ricerca, realizzata per capire “gli atteggiamenti globali nei confronti della scienza, sondando il modo in cui le persone pensano e sentono questa disciplina e il suo impatto sul mondo che le circonda”, fa emergere dati davvero interessanti. E a tratti preoccupanti.
Il 35% delle persone interpellate è scettico sull’attendibilità delle ricerche scientifiche. Con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente.
Il 45% si fida solo quando i risultati coincidono con le sue credenze.
La maggior parte degli intervistati si interessa alla scienza solo se capisce quali possono essere le applicazioni delle scoperte.
Il 16% è convinto che sia la scienza una delle cause principali dei cambiamenti climatici.
Invece il 43% crede che la scienza possa aiutare l’essere umano a risolvere problemi di salute.

Perché siamo così scettici nei confronti della scienza? Lo studio rivela anche le motivazioni che spingono le persone a non credere a quello che le evidenze scientifiche dimostrano.
Il 38% è scettico perché ha opinioni non in linea con quelle degli scienziati, mentre per il 29% il problema è non capire quello che viene detto. Per il 25%, invece, la paura è quella che dietro ci siano degli interessi di alcune multinazionali e per il 24% dei governi.

E quando ci fidiamo, invece, perché lo facciamo?
Chi si fida lo fa sapendo che la scienza può avere un impatto positivo sulla vita di ogni essere umano (53%). Per il 49%, invece, il motivo di fiducia è da rintracciarsi nella corrispondenza tra scoperte e dati e per il 41%, infine, è la fiducia nel metodo scientifico utilizzato dagli uomini di scienza di tutto il mondo.

scienza

Photo by Vlad Tchompalov on Unsplash

Quanto ti fidi degli scienziati?

In occasione dell’incontro annuale di AAAS (American Association for the Advancement of Science) ci si è posti delle domande per capire quanto l’opinione pubblica oggi si fida della scienza.
Alla domanda “Quanto ti fidi degli scienziati“, la maggior parte degli interpellati in Cina, USA, Giappone, Russia, UE ha risposto di avere un livello medio di fiducia. Un dato incoraggiante.
Ma se dovessimo confrontare il grado di fiducia dimostrato dalle persone nel ricevere consigli medici da operatori sanitari o da rappresentanti del governo, come cambierebbe la percezione?
Nella maggior parte dei casi vincerebbero le opinioni espresse da operatori sanitari come medici, infermieri, piuttosto che magari gli stessi consigli forniti però da esponenti delle autorità locali.
In tempi di Coronavirus è fondamentale parlare di questa diversa percezione. Ci fidiamo di più di uomini e donne di scienza che ci spiegano qual è il rischio del nuovo Covid-19 o ci fidiamo maggiormente se a parlarci dello stesso rischio è qualcuno che appartiene al governo?
Secondo gli autori dello studio ci sono almeno 5 fattori che intervengono per dare una risposta a questa domanda.

  1. L’argomento scientifico oggetto della discussione.
  2. La “mentalità”, il tipo di approccio che ognuno ha nei confronti della scienza.
  3. Genere e cultura di appartenenza (gli uomini si sentono più informati delle donne, ma questo non vuol dire ce lo siano).
  4. L’orientamento politico.
  5. Chi dà il messaggio scientifico, se è un operatore sanitario il sentimento di fiducia sarà più alto.

Scienza e social media.

Da non sottovalutare anche l’effetto dei social media sul grado di fiducia che abbiamo. ALLEA (All European Academies), la Federazione europea delle accademie delle scienze e delle discipline umanistiche, ha tratto delle conclusioni davvero molto interessanti.
Il professore Luke Drury spiega che i social media possono influenzare molto l’affidabilità. E devono rendersi conto di avere responsabilità sui contenuti che diffondono.

Non possono far finta di essere piattaforme neutre, quando vi sono algoritmi che promuovono deliberatamente la polarizzazione e consentono l’esistenza di bolle e casse di risonanza che rendono le persone vulnerabili alla manipolazione.

La professoressa Maria Baghramian aggiunge che spesso i canali digitali forniscono poca chiarezza su chi dice cosa, qual è il contesto, quali sono livello di autorità e competenza.

L’esercizio della fiducia evoca la dipendenza dalle altre persone. Nel mostrare fiducia ci si espone a possibili sofferenze, si corrono dei rischi e ci si apre pertanto alla possibilità del tradimento. Accordare fiducia implica un atto di fede.

metodo scientifico

Foto di Republica da Pixabay

Emergenza di Coronavirus e bisogno di fidarsi di nuovo della scienza.

La recente epidemia di Coronavirus ci invita a compiere una riflessione importante. Su quanto fidarsi della scienza e degli scienziati è fondamentale. E non solo in tempi di emergenza come quelli che stiamo vivendo. Affidarsi a chi ha studiato, a chi ne sa di più, a chi ha gli strumenti e le capacità di analizzare situazioni che sfuggono ai più, diventa oggi importante. E lo è per il comune cittadino, come per la classe politica dirigente.
Sergio Mattarella al Quirinale, durante l’incontro per il 30esimo anniversario di Telethon, nella Giornata Mondiale delle Malattie Rare, ha parlato di conoscenza come antidoto a paure irrazionali e immotivate.

Di fronte alla comparsa di un nuovo insidioso virus si apprezza meglio il valore della scienza, la dedizione delle donne e degli uomini che portano avanti nuove ricerche, l’impegno sul campo di chi ne applica i risultati. Avere fiducia nella scienza non vuol dire avere fiducia di qualcosa di astratto. Vuol dire avere fiducia in noi stessi, nella nostra comunità.
(Sergio Mattarella)

Avere fiducia nella scienza, nella capacità umana di fare scoperte, di trovare soluzioni, di superare ostacoli e pericoli. Ritrovando così la fiducia nell’essere umano. Per combattere, come ben spiegato dal presidente della Repubblica, quel clima di panico, smarrimento, paura che potrebbe portare la nostra società allo sbando.

Ci sono nei fatti due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.
(Ippocrate di Coo)

Altro dall’autore:

About Author

Redazione i404

i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

La storia della sposa di Beirut - Il Post-Racing Point, la decisione: multa di 400mila euro e -15 punti nel Mondiale costruttori - Corriere della Sera-Juve-Lione, dieci milioni di motivi in più per vincere - Tuttosport-MotoGP 2020. GP di Brno, a Nakagami le FP1 - Moto.it-Zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, Conte disse: «Il verbale del Cts? Io non l’ho mai visto» - Corriere della Sera-Concorso presidi, la Lega: "Azzolina assume se stessa". Lei: "Nessun conflitto d'interessi" - la Repubblica-Le esperienze di Rino: quando in campo a sfidare il Barça c’era lui - La Gazzetta dello Sport-Zone rosse chiuse in ritardo: le carte che inguaiano Conte - ilGiornale.it-WeChat e Tik Tok al bando: la guerra digitale Usa-Cina fa un nuovo salto (e danneggia Apple) - La Repubblica-Jennifer Grey sarà protagonista del sequel di "Dirty Dancing": "Il film che i fan hanno aspettato a lungo" - TGCOM
Top