Il papà della plastica è stato un italiano

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Alzi la mano chi sa chi è Giulio Natta.
Eppure ha vinto un Nobel. Tra l’altro il primo e unico premio Nobel italiano per la chimica.
Ma in molti non conoscono la sua figura e cosa ha fatto.

A Giulio Natta dobbiamo il merito o la colpa dell’invenzione della plastica.
Certo quando il 10 dicembre del 1963 l’Accademia Svedese delle Scienze di Stoccolma consegnava il prestigioso riconoscimento al papà della plastica, l’ingegnere chimico Giulio Natta del Politecnico di Milano, Natta non aveva considerato tutte le applicazioni ed i risvolti.
Il premio gli venne conferito insieme al tedesco Karl Ziegler dell’Istituto Max Planck, per la scoperta della polimerizzazione stereospecifica, processo che aprì una nuova era nella chimica dei materiali, influenzando pesantemente non solo l’industria delle materie plastiche, ma anche tutte le abitudini di consumo del mondo intero.
Le motivazioni del Nobel furono la scoperta di nuovi catalizzatori di polimerizzazione per Ziegler e l’avere sintetizzato un notevole numero di polimeri stereoregolari da varie classi di monomeri per Natta, proprio usando i catalizzatori di Ziegler, ma non solo quelli.
Una scoperta a dir poco rivoluzionaria.

Photo by Merakist on Unsplash

Con la plastica l’Italia entra anche nel boom economico: il nuovo materiale invade il design, l’arte, la moda, le case, semplificando un’infinità di gesti quotidiani, colorando le case con costi contenuti, contribuendo di fatto a dare vita allo stile moderno.
La plastica è cheap ma anche altamente prestante: i tecnopolimeri consentono applicazioni sempre più sofisticate.
La plastica è resistente alla sterilizzazione, è trasparente, non si altera se sottoposta a grandi temperature (anche se su questo possiamo aprire una parentesi su come stiamo avvelenando i nostri figli), la plastica viene usata nei prodotti realizzati per lo spazio, la resistenza termica e meccanica è spesso superiore e la fa preferire a metalli speciali o alla ceramica e viene anche usata nella produzione di componenti per automobili. E mille altre applicazioni ancora.
Con la sua invenzione Natta ha rotto quello che si riteneva essere un monopolio della natura.

Ma quella stessa invenzione, imprevedibilmente allora, è una delle principali cause della rottura degli equilibri della natura stessa: pensiamo anche solamente alle isole di plastica, di cui una anche in Italia 
O a tutti i prodotti-rifiuti usa e getta e ai lunghissimi tempi di smaltimento.

Il Covid-19 ed il lockdown?
Non ci ha trattenuto dall’inquinare, anzi. Mascherine e guanti sono stati i nuovi trend per avvelenare la terra
Chissà se sapendo tutte le applicazioni e tutti gli usi e abusi che abbiamo fatto della plastica Natta inventerebbe di nuovo questo materiale o magari proverebbe direttamente a dare origine ad una bio-plastica.

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