Perché la salute del buco dell’ozono deve interessarci tanto?

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Come si è formato il buco dell’ozono?
E come sta il buco dell’ozono oggi nel 2020?

buco dell'ozono

Photo by mosi knife on Unsplash

Cos’è l’ozonosfera e dove si trova

L’ozonosfera è la zona della stratosfera (secondo dei 5 strati in cui è suddivisa l’atmosfera con troposfera, mesosfera, termosfera e esosfera) intorno alla Terra, che si trova tra i 15 e i 50 chilometri di altezza. Qui si forma l’ozono atmosferico (O3), con la trasformazione dell’ossigeno molecolare a causa dell’azione dei raggi ultravioletti del sole. La fascia di ozono presente nella stratosfera terrestre protegge proprio la Terra dalle radiazioni solari, formando uno schermo protettivo.

L’ozonosfera è stata scoperta nel 1913 da Charles Fabry e Henri Buisson, due fisici francesi. Le caratteristiche di questa zona, invece, sono state studiate da Gordon Dobson, meteorologo inglese, che grazie allo spettometro che porta il suo nome ha permesso di iniziare a misurarne lo spessore. Dobson è anche l’unità di misura usata per indicare lo spessore dell’ozonosfera.
Più sottile all’equatore e più spessa ai poli, l’ozonosfera si può ridurre a causa dell’intervento dei clorofluorocarburi (CFC), composti chimici contenenti appunto cloro, fluoro e carbonio, che rilasciano atomi di cloro che possono distruggere l’ozono.

Come si è formato il buco dell’ozono

A partire dal 1980 gli scienziati hanno scoperto che lo strato di ozono era più sottile. Le dimensioni si riducevano progressivamente in tutto il pianeta, mentre ai poli l’estensione della zona di riduzione stagionale aumentava.
Il buco dell’ozono, come è stato chiamato questo fenomeno, altro non è che l’assottigliamento dello strato di ozono nella stratosfera, provocato dall’azione di alcuni gas immessi nell’atmosfera proprio dall’essere umano e dalle sue attività.
I clorofluorocarburi (CFC) e i bromofluorocarburi (BFC), molecole a base di carbonio, bromo e fluoro, ne sono i principali responsabili. Venendo a contatto con le radiazioni solari, queste molecole si scindono liberando atomi di cloro e di bromo, che reagiscono con le molecole di ossigeno e ozono. Provocando un’alterazione dell’equilibrio tra ozono prodotto e ozono eliminato.

Il termine è stato utilizzato per la prima volta nel 1985 da Sherwood Rowland.
Tra la fine degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta i leader mondiali hanno siglato diversi trattati per mettere al bando i gas artefici del buco dell’ozono. Composti utilizzati in spray, frigoriferi e condizionatori oggi vengono quasi completamente sostituiti dagli idrofluorocarburi (HFC) e idroclorofluorocarburi (HCFC), che non sono così dannosi per l’ozonosfera, ma non altrettanto “innocui” per l’effetto serra.

Il 16 settembre si celebra la giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono.
Nel 1994 l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha scelto questa data per ricordare la firma nel 1987 del Protocollo di Montreal, per la messa al bando delle sostanze che causano il buco dell’ozono.

Buco dell’ozono oggi

Il buco dell’ozono oggi è più piccolo. A fine 2019 la notizia che tutti aspettavano: il buco dell’ozono non era mai stato così piccolo dall’anno della sua scoperta, a inizio anni Ottanta.
I ricercatori della Nasa e della Noaa (Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica) che monitorano costantemente il buco sopra l’Antartide hanno spiegato che le temperature più miti registrate sulla Terra hanno permesso di avere un buco dell’ozono più piccolo. Il picco è stato raggiunto l’8 settembre 2019, quando era di 16.4 milioni di chilometri quadrati. Poi tra settembre e ottobre si è ristretto a 10 milioni.
La causa sarebbe da individuarsi nelle temperature più alte (16 gradi in più rispetto alla media nel mese di settembre). Quindi non si può parlare di guarigione vera e propria.
Gli scienziati stanno anche cercando di capire se ci possa essere una connessione con i cambiamenti climatici che stiamo vivendo sulla Terra.

Ad aprile 2020, poi, un’altra buona notizia. Che riguarda proprio una parziale guarigione del buco dell’ozono. Una ricerca di Nature ha scoperto che lo strato di ozono sopra l’Antartide si sta riducendo. I ricercatori hanno affermato che gli accordi presi in particolare con il Trattato di Montreal sembrano dare i loro frutti. Ma non bisogna cantare vittoria. Potrebbe essere un fenomeno passeggero. Gli scienziati invitano a non abbassare la guardia e a continuare a monitorare il buco dell’ozono.

Altro dall’autore:

About Author

Redazione i404

i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Grande Fratello Vip, la scollatura... totale di Adua Del Vesco: di fatto senza veli, una foto pazzesca - Liberoquotidiano.it-Ragazze investite e uccise a Roma, il pm: condannate Genovese a 5 anni - TGCOM-De Luca nomina la nuova giunta regionale - La Repubblica-VIDEO | "Torna al tuo paese" e giù botte. La mamma della ragazza aggredita: "La prossima volta me l’ammazzano" - RomaToday-Coronavirus, rissa furibonda al supermercato di Crema: "Non indossate la mascherina", tornano col cric - Liberoquotidiano.it-I nodi del reddito di cittadinanza - Il Post-Gwyneth Paltrow, 48 anni in “birthday suit”: completamente nuda - DiLei-Coronavirus, Walter Ricciardi: "Campania e Lazio stanno perdendo il controllo, rischio di un nuovo lockdown" - Liberoquotidiano.it-Militare morto: Procura dispone l'autopsia - Agenzia ANSA-Coronavirus oggi 28 settembre. Donini "Contagi ancora sotto quota 100 in Emilia Romagna" - il Resto del Carlino
Top