Bovini a dieta di alghe. Per ridurre il metano (e salvare gli hamburger)

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Guardare le mucche che mangiano erbetta fresca in un campo dove possono passeggiare libere e felici, ci rimette in pace con il mondo. È una scena rilassante, quasi zen. Mai ci potremmo aspettare che degli animali così serafici e tranquilli, a patto di non disturbarli, possano essere una delle cause dell'aumento di emissioni di gas serra nell'aria.

Photo by Fauzan Saari on Unsplash

Photo by Fauzan Saari on Unsplash

Le mucche inquinano.

Non solo noi esseri umani, che comunque ci diamo ben da fare per rovinare il pianeta che cortesemente ha deciso di ospitarci. Lo gridano a gran voce i vegani e i vegetariani. Lo sostengono anche gli scienziati, alla continua ricerca di alternative possibili per difendere Madre Natura. Non c'è niente da fare, le mucche inquinano.

I dati parlano chiaro. Sulla Terra dovrebbero esserci circa 3 miliardi di bovini e ovini da allevamento, animale più, animale meno. Ognuno di loro rilascia metano. Quanto? Una mucca in un giorno sarebbe in grado di produrre tra i 200-300 litri di metano, contribuendo per il 15% delle emissioni di gas serra in tutto il mondo. Emissioni che superano quelle dei mezzi di trasporto, per intenderci.

Se i vegani sostengono che la soluzione migliore sarebbe smetterla di mangiare carne, così da ridurre le emissioni, introducendo anche il famigerato hamburger di carne che non è di carne, la scienza cerca soluzioni alternative. Per permettere ai carnivori di continuare a mangiare carne. Salvando di fatto gli hamburger. Evitando però di contribuire all'inquinamento del pianeta terra.

Non è una novità che allevatori, biologi e scienziati siano al lavoro da anni ormai per cercare di rendere il gas emesso dalle mucche più eco friendly e sostenibile. Come? Semplicemente cambiando la loro dieta e introducendo alimenti compatibili con l'anatomia e le necessità di questi animali, che possano aiutare a ridurre il loro impatto per quello che riguarda la produzione di gas serra.

Australia e Canada hanno già messo a punto una ricerca molto interessante, partita da una scoperta casuale di un contadino canadese. Lo studio, condotto dagli scienziati dell'Università James Cook di Queensland, ha provato ad aggiungere all'erba mangiata dalle vacche il 2% di alghe marine secche. Sapete di quanto si sono ridotte le emissioni di metano? Del 99%. In un momento storico in cui il cambiamento climatico e i disastri ambientali provocati dall'innalzamento del clima ci fanno paura, delle semplice alghe date da mangiare alle mucche potrebbero salvarci?

desertificazione

Photo by Patrick Hendry on Unsplash

Questa sì che è una buona notizia.

Ovviamente si tratta di sperimentazione. Al momento gli allevatori irlandesi stanno seguendo questo progetto. L'Irlanda non è stata scelta a caso. Qui la popolazione di mucche, complici anche i verdi prati cantati da mille canzoni, è ampia. Ed è circondata dal mare. Quindi da tanta materia prima utile a nutrirle.
Mentre i ricercatori vanno avanti con i loro studi per trovare la soluzione più adatta. Per il pianeta, per le mucche e anche per l'uomo. In particolare hanno scoperto che un'alga rossa, la Asparagopsis Taxiformis, anche in piccole dosi può apportare cambiamenti significativi.

Josh Goldman, chief executive officer, della Australis Aquaculture of Greenfield, azienda che punta molto su questo tipo di alimentazione, è fiducioso.

Se potessimo dare da mangiare a tutte le mucche queste alghe sarebbe l'equivalente di togliere tutte le macchine dalla strada.

Ma non tutti sono così ottimisti. Se quest'alga rossa è molto comune, c'è anche chi sostiene che bisognerebbe compiere ulteriori test per valutare carne e latte delle mucche così nutrite. L'alga potrebbe cambiarne il sapore.

La strada sperimentale è comunque tracciata. Visto che esistono altre sperimentazioni di questo tipo. Come il progetto RuminOmics, finanziato dalla Comunità Europea e al quale partecipano enti di ricerca di tutto il mondo (l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza è tra questi). Scopo del programma è individuare le soluzioni più sostenibili ed economicamente vantaggiose per rendere gli allevamenti più eco friendly, riducendo le emissioni di gas serra.

Per vedere i primi risultati, come affermano gli studi, ci vorrà ovviamente un po' di tempo. Soprattutto per fare tutte le valutazioni del caso. Le mucche gradiranno questo cambiamento nelle loro abitudini? La produzione di latte ne risentirà? La carne avrà lo stesso sapore e le stesse caratteristiche? È davvero una scelta economicamente e culturalmente sostenibile?

mucche

Photo by Jake Sloop on Unsplash

Tante domande che aspettano una risposta.

Che speriamo arrivi il prima possibile. Perché il cambiamento climatico è in atto. E la sua corsa sembra inarrestabile. Senza interventi sensati e concordati a livello globale, sarà difficile invertire una tendenza che potrebbe essere catastrofica.

Rendere le puzzette delle mucche più sostenibili potrebbe già essere un primo passo.
Ma non possiamo sempre pretendere che siano gli altri a cambiare per salvare i danni che l'essere umano in primis ha provocato.

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

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