Le serie tv degli anni 90 erano omofobe e razziste. La reunion di Friends riaccende il “caso”

In evidenza

Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

friends
Chester from Toronto, Canada, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons

I fan erano in fibrillazione da tempo per la reunion del cast di Friends, iconica serie tv degli anni Novanta.
Chi ha visto l’episodio speciale ha potuto toccare con mano quanto tempo è passato dall’ultimo episodio. C’è chi ha apprezzato il tentativo di ripercorrere il viale dei ricordi e chi ha bocciato sonoramente lo show.
In questi giorni però è tornata in auge una polemica che accompagna il telefilm da un po’ di tempo: davvero le serie tv dell’epoca come Friends erano omofobe e razziste?

La reunion di Friends piace ai nostalgici

Friends non fa ridere le nuove generazioni. O meglio, non fa più ridere tutti quanti come invece faceva negli anni Novanta. Ogni serie tv, del resto, è figlia dei suoi tempi. E se oggi un adolescente dell’epoca trova le tematiche affrontate ancora attuali e fondamentali, un teenager del momento potrebbe non essere d’accordo. Del resto su questi temi le generazioni si scontreranno per sempre.

Lo speciale è andato in onda il 27 maggio su HBO Max e in contemporanea anche in Italia. Non mancavano i protagonisti, che hanno fatto crescere qualche lacrimuccia a chi è cresciuto con Rachel, Monica, Phoebe, Ross, Chandler, Joey. E altri ospiti. C’è chi ha riportato in auge un’antica polemica, che riguarda il fatto che Friends non è stato proprio uno show inclusivo.

Da dove arrivano le accuse di omofobia e razzismo

In occasione del lancio della reunion della serie, si è riaccesa una polemica non nuova sul fatto che nella lista degli ospiti dello speciale non c’era nemmeno un attore di colore.
I fan hanno notato che nelle 9 stagioni durate 10 anni nessun afroamericano è stato protagonista. E su Twitter c’è chi si chiede come sia possibile che dopo 17 anni gli amici di New York non abbiano ancora stretto amicizia con una persona di colore.
Nella rimpatriata oltre ai protagonisti della serie, Jennifer Aniston (Rachel), Courteney Cox (Monica), Lisa Kudrow (Phoebe), Matt LeBlanc (Joey), Matthew Perry (Chandler) e David Schwimmer (Ross), c’erano anche altri ospiti. David Beckham, Justin Bieber, BTS, James Corden, Cindy Crawford, Cara Delevingne, Lady Gaga, Elliott Gould, Kit Harington, Larry Hankin, Mindy Kaling, Thomas Lennon, Christina Pickles, Tom Selleck, James Michael Tyler, Maggie Wheeler, Reese Witherspoon e Malala Yousafzai.

Nella serie sono davvero moltissime le battute che potrebbero essere ritenute oggi omofobe. Ma non dimentichiamoci che l’ex moglie di Ross, Carol, sposa la fidanzata, Susan, con cui cresce, insieme al padre, il piccolo Ben. E sono tanti altri gli episodi che hanno fatto scalpore negli anni Novanta, quando toccare certe questioni era praticamente impossibile. Soprattutto sul piccolo schermo.

friends set
De Gga2015 – Trabajo propio, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66143023

Una polemica non nuova

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che Friends ha affrontato tematiche sociali molto delicate quando ancora nessuno ne parlava. Certo, sfruttando il linguaggio della commedia, con leggerezza, ma ha pur sempre parlato, ad esempio, di maternità surrogata, di matrimoni tra persone dello stesso sesso, di persone transgender. Tutti argomenti fortemente stigmatizzati all’epoca.
Come ogni altro prodotto culturale deve essere contestualizzato. Poi può piacere o no la serie, Friends può far ridere o meno, ma dobbiamo considerare gli anni in cui è stato ideato. Già in passato c’era chi aveva sollevato la questione. Marta Kauffman, sceneggiatrice della serie, aveva risposto: «Non ho fatto abbastanza per la diversità dello show. Ma doveva esserci un cambio di passo dall’inizio, ora come posso fare?».

Si poteva fare meglio? Certo, si può sempre fare meglio. Ma bisogna comunque tenere a mente che negli anni Novanta il politically correct non esisteva e già il fatto di parlare di certe tematiche ha aperto la strada nel mondo della televisione ad argomenti che fino ad allora erano un tabù. E spesso lo sono anche ai giorni nostri, purtroppo.

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome

- Pubblicità -spot_img