Alberto Angela, il supereroe contro il trash che dilaga in tv e sui social

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Alberto Angela contro le forze del trash.
I social da tempo lo inneggiano come un eroe dei nostri tempi. L’unico in grado di salvarci da una tv spazzatura che ormai dilaga.
Forte sul piccolo schermo come divulgatore scientifico e paladino della cultura, anche sui social è idolatrato come il santo protettore della cultura. Come del resto è stato e lo è tuttora il padre, Piero Angela.

Si dovrebbe clonarlo. O almeno cercare di seguire il suo esempio per aiutare la cultura a emergere nel mare di inutilità che si impone sui media tradizionali e moderni.

Ulisse, il piacere della scoperta. E della tv di qualità

Ulisse – Il piacere della scoperta” compie 20 anni. Ma è come se fosse il primo giorno.
La nuova edizione del programma è iniziata il 16 settembre; il programma ci porta a scoprire quanto è bello parlare di cultura sul piccolo schermo (ogni mercoledì in prima serata su Rai1). Quattro appuntamenti in tutto, quattro puntate girate da giugno ad agosto, al termine del lockdown, rispettando le norme di sicurezza.
Per Alberto Angela è stato un ritorno strano ed emozionante. Anche durante lo stop ha continuato a lavorare per poter riproporre un format che piace.
E i telespettatori italiani lo hanno premiato: nella prima serata della nuova edizione hanno preferito il divulgatore e il suo racconto di Roma, città scelta per il nuovo inizio, a un programma trash per eccellenza come Temptation Island (3 milioni 134 mila spettatori contro 2 milioni 958 mila).

Alberto Angela ha iniziato il suo racconto proponendo la storia di Roma dall’alto. E continuerà parlando di Raffaello, in occasione dei 500 anni dalla morte del grande maestro del Rinascimento italiano. Nella terza puntata sotto la lente di Ulisse ci sarà la Regina Elisabetta II d’Inghilterra, saldamente seduta sul trono inglese da quando aveva 25 anni. E infine, alla vigilia delle Elezioni Presidenziali USA 2020, un approfondimento dedicato al presidente americano John Fitzgerald Kennedy, ucciso a Dallas il 22 novembre 1963. Argomenti che, immaginiamo già, appassioneranno i tanti spettatori che lo seguiranno in tv e lo commenteranno sui social.

Gli Angela e la differenza in tv. O la tv che fa la differenza

Quando si pensa ai programmi di qualità in Italia non si può non fare riferimento alla famiglia Angela. Una famiglia di divulgatori e di personaggi televisivi che hanno fatto e continuano a fare la differenza. In un media che spesso vira dalla parte opposta, verso programmi di dubbio gusto e di dubbia utilità.
La dinastia è iniziata con Piero Angela, un Signore della televisione italiana con la maiuscola. Una persona a modo, sempre educata, mai fuori posto, che ha saputo portare nelle case degli italiani programmi culturali che ancora piacciono e affascinano. Come Quark e Super Quark, con i quali negli anni Ottanta e Novanta ha raccontato con semplicità il mondo in cui viviamo, toccando anche temi scientifici di non facile comprensione. Ma che con lui erano non solo facili da comprendere e da seguire, ma anche coinvolgenti.

E la dinastia per fortuna ha continuato a regalare cultura sulla tv pubblica con Alberto Angela, che ha saputo compiere un ulteriore passo in avanti. Arrivare non solo nelle case di tutti, ma anche sui social, parlando con un linguaggio attuale e riuscendo nell’intento di diffondere passione per la cultura. Passaggio a Nord Ovest, Ulisse – Il piacere della scoperta, Stanotte a…, Meraviglie, solo per citare alcuni dei programmi di successo del divulgatore classe 1962.

#AlbertoAngelaChallenge contro la signora del «Non ce n’è Coviddi»

Se per Piero Angela la sfida era relativamente più facile, oggi per Alberto Angela è più dura. Visto il dilagare del trash dentro e fuori la televisione.
Soprattutto su quei social network che potrebbero diventare strumento per amplificare messaggi culturali che partono da programmi di qualità, spesso relegati in fasce orarie improbabili. Troppo di nicchia, quando dovrebbero diventare virali.

Emblematica l’#AlbertoAngelaChallenge, nata spontaneamente sui social per contrastare l’ascesa della signora del «Non ce n’è Coviddi». Emblema di quanto i social possano essere pericolosi quando decidono di scegliersi eroi e personaggi del momento.
La sfida è stata lanciata dall’attore comico Roberto Lipari, per far vincere la cultura di Alberto Angela contro il negazionismo, diventato ormai un tormentone, di Angela da Mondello, che in spiaggia questa estate respingeva l’emergenza sanitaria. Da quando la donna è arrivata su Instagram, ha conquistato follower giorno dopo giorno. Diventando l’influencer del nulla, testimone del vuoto che spesso leggiamo online.
Ovviamente l’invito del comico è di seguire la cultura della famiglia Angela e non l’inutilità di un tormentone destinato a spegnersi tanto velocemente quanto ci ha messo a formarsi.

Bisogna combattere. La resistenza della cultura, contro il buio del trash e della disinformazione. E se a guidarla c’è un Angela, sarà sicuramente un successo.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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