Pompei, un carro da cerimonia tra i cunicoli dei tombaroli

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 3 minutiIl Parco Archeologico di Pompei continua ad arricchirsi grazie ad importanti scoperte. Dopo il rinvenimento dei calchi di due corpi nel criptoportico di una villa a Civita Giuliana e del Termopolio della Regio V, e dopo la conclusione del restauro del grande affresco nel giardino dei Ceii, ecco il ritrovamento di un carro da parata a Civita Giuliana, un carro cerimoniale a quattro ruote rimasto sepolto per 2.100 anni e arrivato a noi intatto grazie al materiale piroplastico che lo ha coperto.

Le decorazioni rimaste intatte

Con i suoi elementi in ferro, le bellissime decorazioni in bronzo e stagno, i resti lignei mineralizzati, le impronte degli elementi organici (dalle corde a resti di decorazioni vegetali), il carro – usato per matrimoni e altre importanti celebrazioni – è stato rinvenuto quasi integro nel porticato antistante alla stalla dove già nel 2018 erano emersi i resti di tre cavalli, tra cui uno bardato. «Un ritrovamento eccezionale», spiega un comunicato del Ministero alla Cultura, «non solo perché aggiunge un elemento in più alla storia di questa dimora, al racconto degli ultimi istanti di vita di chi abitava la villa, e più in generale alla conoscenza del mondo antico, ma soprattutto perché restituisce un reperto unico – mai finora rinvenuto in Italia – in ottimo stato di conservazione».

Carro di Civita Giuliana, particolare di spiga di grano (foto Luigi Spina)

Lavori in collaborazione con la magistratura

La Civita Giuliana raccoglie le ville realizzate nel suburbio di Pompei, e il carro da parata è stato trovato in uno dei cunicoli già scavati dai “tombaroli”. Il progetto di scavo in corso ha una duplice finalità: da un lato cooperare nelle indagini con la Procura di Torre Annunziata, per arrestare il depredamento del patrimonio culturale ad opera di clandestini, che nella zona avevano praticato diversi cunicoli per intercettare tesori archeologici; dall’altro portare alla luce e salvare dal saccheggio una delle ville più significative del territorio vesuviano.

«Costante è stata in questi anni l’attenzione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata alla tutela dell’immenso patrimonio archeologico presente nel territorio di competenza», ha sottolineato il procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso. «Il contrasto alla spoliazione dei siti archeologici, all’interno e fuori l’area urbana dell’antica Pompei, è sicuramente uno degli obiettivi prioritari dell’azione dell’Ufficio».

All’opera un team interdisciplinare

Gli interventi portati avanti nel corso degli ultimi mesi hanno richiesto un’attenta pianificazione da parte di un team interdisciplinare che ha coinvolto archeologi, architetti, ingegneri, restauratori, vulcanologi, operai specializzati ma anche, man mano che lo scavo procedeva, archeobotanici e antropologi. Si è quindi proceduto ad uno scavo che ha raggiunto i 6 metri di profondità rispetto al piano stradale, mettendo in sicurezza sia i fronti di scavo che le possenti strutture murarie – conservate fino a 4 metri – che emergevano nel corso delle indagini. Lo scavo ha mostrato da subito una notevole complessità tecnica-operativa, in quanto gli ambienti sono in parte al di sotto e a ridosso delle abitazioni moderne, con conseguenti difficoltà sia di tipo strutturale che logistico.

Le operazioni di restauro sul carro (foto Luigi Spina)

Franceschini: Pompei continua a stupire

«Pompei continua a stupire con le sue scoperte e sarà così ancora per molti anni con venti ettari ancora da scavare. Ma soprattutto dimostra che si può fare valorizzazione, si possono attrarre turisti da tutto il mondo e contemporaneamente si può fare ricerca e formazione, e un giovane direttore come Zuchtriegel valorizzerà questo impegno», ha dichiarato il ministro alla Cultura Dario Franceschini, dopo aver salutato con tutti gli onori il direttore uscente del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna. Lo stesso Osanna, sul ritrovamento del carro, ha dichiarato: «È una scoperta straordinaria per l’avanzamento della conoscenza del mondo antico. A Pompei sono stati ritrovati in passato veicoli per il trasporto, come quello della casa del Menandro, o i due carri rinvenuti a Villa Arianna, ma niente di simile al carro di Civita Giuliana. Si tratta infatti di un carro cerimoniale, probabilmente il Pilentum noto dalle fonti, utilizzato non per gli usi quotidiani o i trasporti agricoli, ma per accompagnare momenti festivi della comunità, parate e processioni».

L’archeologo Gabriel Zuchtriegel, nuovo direttore del Parco Archeologico di Pompei (beniculturali.it)

Il nuovo direttore del Parco: Gabriel Zuchtriegel

Il neodirettore Gabriel Zuchtriegel, 40 anni, che lascia un’eredità positiva nella gestione del Parco archeologico di Paestum e Velia, al momento della nomina aveva dichiarato: «Pompei è speciale non solo per il suo patrimonio archeologico inestimabile, ma anche per la squadra di professionisti e operatori che lavorano nel sito con grande impegno e competenza e che sono felice di poter guidare per garantire la tutela e la fruizione di un luogo unico al mondo». Zuchtriegel ha studiato archeologia classica, preistoria e filologia greca a Berlino, Roma e Bonn, dove nel 2010 ha concluso un dottorato di ricerca sul sito laziale di Gabii (Roma). È stato borsista dell’Istituto Archeologico Germanico e della Fondazione Alexander von Humboldt, che nel 2012 l’ha portato all’università della Basilicata (Matera) per un progetto di ricerca triennale sulla colonizzazione greca lungo la costa Ionica. Ha insegnato presso gli atenei di Bonn, Matera, Napoli “Federico II” e Salerno ed è autore di numerosi articoli e monografie, tra cui “Colonization and Subalternity in Classical Greece”, Cambridge University Press 2018.  Nel 2019, gli è stato riconosciuto il premio di Ravenna Festival. Nel 2015, ha collaborato nel “Grande Progetto Pompei” quale membro della Segreteria tecnica di progettazione. Da novembre 2015 dirige il Parco archeologico di Paestum, al quale nel 2020 si è aggiunto il sito di Velia, ambedue iscritti nella lista del patrimonio Unesco. Zuchtriegel, che è sposato e ha due figli, è di origine tedesca; dal 2020 è anche cittadino italiano. Ha partecipato al concorso per il posto da direttore al Parco Archeologico di Pompei insieme ad altri 43 candidati. A presiedere la commissione esaminatrice del concorso è stata l’allora presidente della Corte Costituzionale – e oggi ministro alla Giustizia – Marta Cartabia.

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