Pompei, scoperto nuovo Termopolio: ritrovati avanzi di cibo e resti umani

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 3 minutiNatale di scoperte nel Parco archeologico di Pompei, dove gli scavi non si sono mai fermati neppure nei giorni del lockdown. Con una nota inviata oggi a tutti i mezzi di informazione, il ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini ha reso noto che è tornato alla luce, quasi intatto, un Termopolio, ovvero una bottega di alimentari con tavola calda per il consumo immediato, genere molto amato dai cittadini dell’antica colonia romana. Tutto quasi fermo nel tempo al giorno dell’eruzione, fissato nell’eternità nel 79 d.c. dal materiale piroplastico, che ne ha conservato intatti i colori e conservato elementi fondamentali per ricostruire usi alimentari e abitudini dei romani di duemila anni fa (vedi qui il video).

Nei nuovi scavi ripresi all’interno del progetto di manutenzione e restauro della Regio V è riaffiorato un nuovo Thermopolium. L’ultima scoperta di Natale si trova davanti alla piazzetta dei gladiatori, è perfettamente conservata e vi si trovano l’immagine di una ninfa marina a cavallo e di animali dipinti con colori talmente accesi da sembrare tridimensionali. Ma a stupire è il ritrovamento nei recipienti del Termopolio di tracce di alimenti che venivano venduti in strada. Era infatti abitudine dei pompeiani quella di consumare all’aperto cibi e bevande calde: lo street food ante litteram.

«Con un lavoro di squadra, che ha richiesto norme legislative e qualità delle persone, oggi Pompei è indicata nel mondo come un esempio di tutela e gestione, tornando a essere uno dei luoghi più visitati in Italia in cui si fa ricerca, si continua a scavare e si fanno scoperte straordinarie come questa», ha dichiarato il ministro per i beni e per le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, in merito alle nuove scoperte della Regio V negli scavi di Pompei.

«Oltre a trattarsi di un’ulteriore testimonianza della vita quotidiana a Pompei, le possibilità di analisi di questo Termopolio sono eccezionali, perché per la prima volta si è scavato un intero ambiente con metodologie e tecnologie all’avanguardia che stanno restituendo dati inediti», dichiara Massimo Osanna, direttore generale ad interim del Parco archeologico di Pompei. «Sul sito sta operando un team interdisciplinare composto da un antropologo fisico, un archeologo, un archeobotanico, un archeozoologo, un geologo e un vulcanologo: alle analisi già effettuate in situ a Pompei saranno affiancate ulteriori analisi chimiche in laboratorio per comprendere i contenuti dei dolia, i contenitori in terracotta (simili a giare, ndr)». Oltre a nove anfore, i ricercatori hanno recuperato una patera di bronzo, due fiasche e un’olla di ceramica comune da mensa.

Le decorazioni del bancone – le prime emerse dallo scavo – presentano sul fronte l’immagine di una Nereide a cavallo in ambiente marino e, sul lato più corto, l’illustrazione probabilmente della stessa bottega alla stregua di un’insegna commerciale. Al momento dello scavo, il ritrovamento di anfore poste davanti al bancone rifletteva non a caso l’immagine dipinta. In questa nuova fase di scavo sono emerse altre pregevoli scene di nature morte, con rappresentazioni di animali, probabilmente venduti nel locale. Frammenti ossei, pertinenti gli stessi animali, sono stati inoltre rinvenuti all’interno di recipienti ricavati nello spessore del bancone contenenti cibi destinati alla vendita. Come le due anatre germane esposte a testa in giù, pronte per essere preparate e consumate, un gallo e un cane al guinzaglio, quasi un monito alla maniera del famoso Cave Canem.

Altro dato interessante

è il rinvenimento di ossa umane, ritrovate parzialmente sconvolte a causa del passaggio di cunicoli realizzati in età moderna da scavatori clandestini in cerca di oggetti preziosi. Alcune sono di un individuo di almeno 50 anni che verosimilmente, al momento dell’arrivo della corrente piroclastica, era posizionato su un letto di cui restano tracce. Altre ossa, ancora da indagare, sono di un altro individuo e sono state rinvenute all’interno di un grande dolio, forse qui riposte sempre dai primi scavatori.

I thermopolia, dove si servivano bevande e cibi caldi conservati in grandi dolia incassati nel bancone in muratura, erano molto diffusi nel mondo romano, dove era abitudine consumare il prandium (il pasto) fuori casa. Nella sola Pompei se ne contano una ottantina, ma nessuno con il bancone interamente dipinto, a conferma dell’eccezionalità del ritrovamento. Il Parco archeologico di Pompei si arricchisce di un nuovo e straordinario elemento che, non appena sarà possibile accedere a parchi e musei ora chiusi per l’emergenza Covid-19, richiamerà sicuramente moltissimi studiosi e turisti.

(Le foto e il video presenti nel servizio sono di @luigispina, per gentile concessione del Mibact)

 

 

 

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