Moda vintage, il nuovo baluardo della sostenibilità

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

moda vintage
Photo by Priscilla Du Preez on Unsplash

Moda vintage, second hand, capi usati. Chiamiamo questa tendenza come meglio crediamo, ma usiamola. Perché a quanto pare è una scelta green che fa bene al pianeta e ci permette di avere guardaroba forniti, a prezzi spesso molto interessante.
Indossare capi di abbigliamento che abbattono il nostro impatto ambientale, del resto, non ha prezzo.

La moda vintage batte il fast fashion

Il mondo della moda mordi e fuggi, che cambia di continuo e ci costringe a cambiare guardaroba più velocemente di quanto vorremmo, sta subendo una forte battuta d’arresto. Perché ormai siamo consapevoli del fatto che è un sistema che fa male al pianeta e alle persone, andando contro i principi basilari di sostenibilità ambientale e sociale che invece dovremmo sempre tenere a mente, in ogni nostra scelta d’acquisto.
Ritornano in auge i capi di un tempo, usati, ovviamente tenuti bene e correttamente lavati e igienizzati, che trovano spazio nei negozi di second hand, in boutique vintage più sofisticate, in mercatini che consentono non solo di vestire a poco prezzo, ma anche di fare un regalo inestimabile alla Terra: evitare di schiacciarla sotto moli di abiti e accessori che finiscono per diventare in breve tempo rifiuti non sempre riciclabili.

Ai tempi dei nostri genitori e dei nostri nonni, i capi di abbigliamento erano fatti per durare in eterno. La moda fast fashion ha ribaltato il concetto, spingendoci ad agire di impulso, per uno stile mutevole che n on ha fatto altro che creare un danno per il pianeta. Milioni di tonnellate di vestiti praticamente nuovi gettati via, con tutte le difficoltà derivanti dal loro smaltimento.
Compiere scelte consapevoli anche nel guardaroba oggi diventa più che mai fondamentale.

shopping sostenibile
Photo by GREG KANTRA on Unsplash

Perché comprare vintage e second hand

La moda vintage o semplicemente l’usato, che può essere retrò o meno, rappresentano delle soluzioni da perseguire. Il second hand e lo stile di una volta aiutano ad adottare comportamenti green quando si tratta di scegliere come rivoluzionare il proprio guardaroba. Non si butta via niente, tutto ciò che può essere recuperato e che è in buono stato può essere indossato da un’altra persona. Quello che per te è uno scarto, per qualcun altro è una risorsa, a cui dare una seconda possibilità di vita.
Tutto questo si riflette in capi di abbigliamento che durano più a lungo e passano di guardaroba in guardaroba. Magari di generazione in generazione, come eredità da scoprire nell’armadio di mamme, zie e nonne. Oppure di perfetti sconosciuti. Ma si traduce anche in meno rifiuti buttati via e una produzione ridotta, che in termini di sprechi e inquinamento riduce notevolmente l’impatto dell’industria fashion sulla Terra.

Non dimentichiamo, poi, che l’usato costa meno. Il risparmio per le nostre tasche è notevole in termini economici. Oggi non più difficile trovare la moda second hand: esistono negozi un po’ dappertutto, mercatini, shop online e persino app che consentono di vendere e acquistare capi usati, comodamente usando lo smartphone. Senza tralasciare che non indosseremo mai una moda omologata, tutta uguale, scegliendo quello che più ci piace e creando il nostro stile.

second hand
Photo by GREG KANTRA on Unsplash

Il vintage è sostenibile

A chi si chiede se la moda vintage sia sostenibile o meno, la risposta è sempre la stessa: sì, lo è. È una scelta ecologica consapevole per dar vita a vecchi capi e accessori, per non intasare il pianeta di rifiuti derivanti dall’industria fashion, per far parte di quell’economia circolare di cui abbiamo fortemente bisogno.

Ognuno può e deve fare la sua parte, ogni giorno.

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