Fur Free Friday : la crudeltà sugli animali non deve più andare di moda

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Fur Free Friday
Photo by Jo-Anne McArthur on Unsplash

Basta pellicce. Esistono tante altre alternative per rimanere al caldo anche nelle giornate più fredde. La moda non ne ha più bisogno. In occasione del Black Friday, un appello a tutte le case di moda e agli influencer per dire basta alle pellicce, in un Fur Free Friday che rappresenta un giorno importante per sottolineare quanta strada c’è ancora da fare per combattere una cultura che rende di fatto di moda la crudeltà sugli animali.

Fur Free Friday, l’appello di Humane Society International

Humane Society International (HSI) in occasione del Black Friday, che ricorre il 26 novembre in tutto il mondo, ha deciso di lanciare una campagna in difesa degli animali ancora sfruttati, maltrattati e uccisi per realizzare le pellicce. Un invito rivolto a tutti gli influencer e gli amanti della moda per creare sui propri profili social dei post consapevoli nel venerdì nero per lo shopping.
Una campagna digitale attiva in Italia, Germania, Polonia e Romania che sottolinea l’importanza della responsabilità individuale e dell’impegno personale che riguarda non solo gli acquisti a prezzi stracciati in occasione di questa giornata di sconti, ma un vero e proprio appello morale ed etico per rendere l’Italia fur free al 100%. Perché la crudeltà sugli animali non deve più essere un trend alla moda.

pelliccia
Photo by Clem Onojeghuo on Unsplash

Il giorno del Black Friday, che quest’anno si celebra in tutto il mondo venerdì 26 novembre 2021, non è stato scelto a caso. Oggi molte persone faranno acquisti spinti dalla voglia di risparmiare un po’, portando a casa anche oggetti di cui non hanno effettivamente bisogno. Un consumismo spesso additato in un momento storico in cui avremmo bisogno di un’altra mentalità e di una cultura differente. E che potrebbe spingere nel primo decennio del 21esimo secolo ad acquistare ancora pellicce. Ma è ora di dire basta e di comprendere che non è più sostenibile una moda che si basa sulla sofferenza di tanti poveri animali indifesi e innocenti.

La crudeltà sugli animali è spesso conseguenza di acquisti non consapevoli

E di scarsa attenzione verso il problema, come sottolinea Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International: «Con questa campagna vogliamo sensibilizzare sul fatto che la crudeltà nei confronti degli animali è spesso una conseguenza diretta della domanda dei consumatori. Prestare attenzione alla provenienza di ciò che si compra, soprattutto in questo periodo di acquisti spensierati dettati da offerte speciali e sconti, è un’azione importante per eliminarla». 

La direttrice sottolinea che speso le morti inutili e le condizioni di vita crudeli di milioni di animali senzienti sono provocate proprio da trend della moda che non sono più sostenibili. «È ora di cambiare tutto questo. Invitiamo tutti a prendere posizione e schierarsi dalla parte degli animali, lasciando la pelliccia sugli scaffali e acquistando solo capi di designer e rivenditori che hanno scelto la compassione». 

pelliccia moda
Photo by Wassim Chouak on Unsplash

La domanda di pellicce deve diminuire

In Italia il settore si è ridimensionato negli ultimi decenni, con una diminuzione della richiesta di pellicce. Molti marchi di moda hanno aderito agli appelli di associazioni in difesa degli animali, come la Peta, abbandonando l’uso di pellicce di origine animale. Mentre altri hanno anche accantonato la pelle, per una moda sempre più vegana e rispettosa degli animali, che non possono più soffrire per il capriccio di fashion addicted e brand di lusso. Ma la strada è ancora lunga, considerando che in Italia ci sono ancora 10 allevamenti attivi di visoni (30 anni fa erano 125).

Nel mondo, però, ancora oggi 100 milioni di animali sono allevati in condizioni disumane per poi essere uccisi per ricavarne la materia prima per creare pellicce e cappucci in pelliccia. Il 95% vive in allevamenti intensivi, privi di ogni dignità. Altri vengono catturati in natura e cacciati con metodi crudeli. È ora di dire basta a tutto questo.

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